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Posate, bastoncini cotonati, piatti, cannucce: una direttiva Ue vuole frenare la produzione dei monouso

Il mare è malato e l’Europa vieta la plastica usa e getta

di 
Fabrizio Milanesi
26 Ottobre 2018
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571 voti favorevoli, 53 voti contrari e 34 astensioni. La democrazia è una pratica faticosa, come sono la salute e la felicità. Ma quando i suoi meccanismi funzionano generano circoli virtuosi e duraturi. La buona notizia arriva dal Parlamento europeo, che il 24 ottobre ha approvato il divieto al consumo nei paesi dell’Unione della plastica usa e getta. La data prevista per l’applicazione della Direttiva dovrebbe essere con ogni probabilità il 2021. Prima la norma sarà al centro dei negoziati con il Consiglio dell’Ue e poi toccherà agli organi degli singoli Stati membri recepirla e metterla in pratica.
 
Posate, bastoncini cotonati, piatti, cannucce, miscelatori per bevande e bastoncini per palloncini: tutti abbiamo beneficiato dell’usa e getta. I numeri descrivono bene questa storia triste, spesso mascherata con l’alibi dello “sviluppo”: tre quarti dell’inquinamento degli oceani è causato dai prodotti in plastica; milioni di tonnellate che si depositano sulle spiagge, ma anche su fondali profondi e inaccessibili. Dagli anni Sessanta la produzione di plastica è aumentata di venti volte. Lo conferma un recente studio del Wwf, che ha scoperto che la plastica rappresenta il 95 per cento dei rifiuti nel Mediterraneo e che residui di plastica si trovano in oltre 130 specie marine.
 
Tre quarti dei rifiuti in mare sono di plastica / foto Thinkstock
 
L’EFFETTO BOOMERANG DELLE MICROPLASTICHE
L'unico indiziato per questo scempio ambientale è l’uomo, che però è anche il bersaglio principale di un tragico effetto boomerang. Il pericolo per la salute umana arriva infatti dalle microplastiche, particelle inferiori ai 5 millimetri che compongono molti prodotti che utilizziamo tutti i giorni e finiscono poi in mare. Le microplastiche sono facilmente ingeribili da organismi marini con cui ci alimentiamo: e inevitabilmente finiscono anche nei nostri corpi.
 
Le aziende produttrici di plastiche monouso saranno spinte dalla direttiva Ue a sostituirle con materiali degradabili, conversione che comporta tempi e costi notevoli. Per agevolare questo passaggio, al Parlamento europeo sono al vaglio incentivi economici per le aziende che da parte loro dovranno contribuire a campagne di sensibilizzazione, sostenendo anche costi di gestione e bonifica dei rifiuti.
 
Una seduta del Parlamento europeo, a Bruxelles / foto el progresso/ foto Thinkstock
 
LA NATURA, BENE COMUNE DA DIFENDERE
Come Touring Club Italiano non possiamo che sentirci coinvolti nella difesa del mare. Proprio perché crediamo che le risorse in natura siano insostituibili, siamo decisi a diffondere una cultura del rispetto per ogni bene comune.
 
- Di pratiche ambientaliste, mare e microplastiche abbiamo parlato nella news dedicata al Seabin, il nuovo cestino dei mari.
- Per partecipare alla campagna dedicata alle acque interne, ecco l'articolo dedicato dove si può sottoscrivere la petizione alla Commissione europea.
 
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