“Covid Lanes 2020, l’anno delle ciclabili pop-up”. Il titolo non è forse dei più felici, ma accende di certo la curiosità. Le “Covid Lanes” sono infatti ciclabili leggere nate nei tracciati urbani di tutta Italia durante l’emergenza pandemica, così battezzate da Legambiente nell’omonimo dossier che ha analizzato gli effetti della pandemia sugli spostamenti a due ruote. 
Non si può negare, infatti, che in questo anno decisamente nero, una luce si è vista nel mondo della bicicletta, che ha recuperato moltissimo nelle preferenze dei mezzi di spostamento utilizzati dagli italiani.
Lo studio è stato pubblicato a pochi giri di lancetta dal capodanno e considera la crescita esponenziale delle ciclabili allestite in pochi giorni, ridisegnando in parte i tracciati di arterie dal traffico spesso intenso. L’obiettivo delle amministrazioni è stato ovviamente quello di favorire l’utilizzo di un mezzo ecologico in mesi in cui il trasporto pubblico sta subendo i contingentamenti degli accessi per aumentare i distanziamenti, e quindi abbassare i rischi di contagio. 
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Legambiente nel 2020 ha contato ben 193 chilometri ciclabili “pop up”. Interventi che possono rientrare nella definizione di "urbanistica tattica", soluzioni che tante municipalità stanno adottando per ridefinire gli spazi urbani, senza aggredire troppo i bilanci comunali già piegati dall’emergenza sanitaria ed economica.
Ma se è vero che le Covid Lanes sono interventi minimi (aree dipinte sull’asfalto), in un secondo momento potrebbero rinforzarsi con infrastrutture a renderle delle vere e proprie ciclabili in area protetta. 
Un intervento di Urbanistica tattica a Milano
NEL 2020 L’ITALIA HA RIPRESO A PEDALARE
Sono molti gli elementi di interesse nello studio dell’associazione ambientalista. Il primo riguarda l’utilizzo di biciclette in Italia: a settembre 2020 gli spostamenti a due ruote sono aumentati del 27,5% rispetto allo stesso mese del 2019. Mentre gli acquisti rispetto all’anno precedente sono cresciuti del 60%. Numeri forse gonfiati dai tanto discussi bonus governativi per la mobilità sostenibile. 
Dalla ricerca emerge anche una nuova geografia delle cosiddette ciclabili “pop up”. Milano è la città italiana con più chilometri realizzati, ben 35, seguita da Genova con 30. Ma in tutta la penisola gli assessorati sono intervenuti migliorando molti aspetti della mobilità sostenibile. 
Ad Arezzo c'è stato un incremento dei percorsi ciclabili di circa 3,5 km e il centro della città è stato interdetto al transito delle auto. A Bologna il biciplan prevede 15 nuovi km di ciclabile e 5,5 km sono stati realizzati con altri 4,2 km che si chiuderanno a breve. A Brescia l'amministrazione ha previsto 30 km di ciclabili di emergenza. 
A sud la città virtuosa è Bari, interessata in questi mesi da molti interventi per favorire l'uso delle bici per i piccoli spostamenti cittadini (il 65% del totale) con nuove ciclabili light, compresi spazi pubblici per la pratica sportiva e il benessere sociale. Anche Napoli ha sviluppato nuove infrastrutture ciclabili per circa 9,8 km, compreso l'avvio dei servizi di sharing dei monopattini elettrici, l'ampliamento delle ZTL (come ai Quartieri Spagnoli) e le nuove zone pedonali.
A confermare un vero e proprio boom della bicicletta sono i numeri rilevati dalla rete di contatori di biciclette Eco-Counter, colonnine dotate di sensori in grado di identificare il passaggio delle bici. Lo studio, realizzato in tutta Europa, ha messo a confronto l'uso della bicicletta nel 2020 con l'anno precedente con picchi significativi dei passaggi nei periodi di maggio (+81%) e settembre/ottobre (+73), soprattutto durante i giorni infrasettimanali (quindi per gli spostamenti lavorativi).
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"DAL RECOVERY PLAN UN MILIARDO DI EURO IN 5 ANNI"
Passi avanti che vanno sicuramente rafforzati, così come richiesto anche dai PUMS, Piani Urbani di Mobilità Sostenibile, che prevedono 2.626 km di nuove piste ciclabili, da sommare ai 2.341 km già esistenti in 22 città italiane: «Il 2020 è stato evidentemente un anno di svolta per le ciclabili ma ora serve un deciso salto di qualità per confermare lo sviluppo della mobilità ciclabile e per garantire anche la sicurezza per chi si sposta in bici – ha dichiarato il vicepresidente di Legambiente Edoardo Zanchini -. L'obiettivo deve essere quello di raddoppiare le ciclabili entro il 2025, per mandare un messaggio chiaro di cambiamento in positivo a chi vive nelle città, e trasformare le nuove pop-up, in tempi ragionevoli, in veri percorsi protetti. Per realizzare tutto ciò, bisogna inserire questo tipo di infrastrutture urbane nel Recovery plan e investire un miliardo di euro in cinque anni".
La sede del Parlamento Ue a Bruxelles / Foto Getty Images
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