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Il pregiato legno di risonanza andrà alla Scuola internazionale di liuteria di Cremona

Gli abeti abbattuti dalla tempesta in val di Fiemme diventeranno violini Stradivari

di 
Fabrizio Milanesi
8 Aprile 2019
Una notizia che dà respiro, una bellissima notizia. Moltissimi degli alberi abbattuti in Val di Fiemme dalla tempesta dello scorso ottobre avranno una nuova vita: da quegli abeti nasceranno i futuri violini di Stradivari. Sono 2,5 le tonnellate di tavole di pregiato legno di risonanza che saranno affidate alla Scuola internazionale di liuteria “Antonio Stradivari” di Cremona per creare violini, viole, violoncelli e contrabbassi sulla scia di una tradizione secolare conosciuta in tutto il modo.
 
È Federforeste a monitorare lo stato di salute degli alberi rimasti in piedi insieme alla situazione dei tronchi scaraventati al suolo dalla furia della tempesta Vaia, che torneranno a vivere grazie ai violini. Il prezioso legname, che già è utilizzato per le casse armoniche di eccezionali pianoforti, andrà sui tavoli del liutai di Cremona. La Provincia autonoma di Trento e il Comune di Salò verificheranno la stagionatura del legno, e lo consegneranno solo quando l’umidità accumulata all’aperto e le sue fibre rispondano al meglio ai principi costruttivi degli strumenti ad arco.
 
Il legno della val Di Fiemme – sottolinea Fedeforeste – è solo una parte dell’enorme patrimonio boschivo che secondo la Coldiretti copre per più di un terzo la superficie italiana con 12 miliardi di alberi troppo spesso abbandonati a se stessi per l’abbandono dei terreni di montagna e la mancata gestione delle foreste in un Paese come l’Italia che utilizza solo il 30% dell’incremento annuo dei boschi contro una media europea superiore al 55%.
 
In Val di Fiemme, foreste che "suonano" 
 
"COME ALBERI", UN CORTOMETRAGGIO RACCONTA LE DOLOMITI DOPO LA TEMPESTA DI OTTOBRE
 “Come Alberi” parte dalla metafora della caduta degli alberi che il vento ha ritorto e spezzato. Le persone che vivono in questi territori sono come gli alberi, vinti dalla forza della natura, ma una volta piegati possono rialzarsi e crescere sotto altre forme. A introdurre le sequenze più toccanti e le testimonianze dei protagonisti sono le parole di Don Luigi Ciotti, uno che il coraggio non ha bisogno di darselo, anzi.
 
Il resto non vale la pena spiegarlo, toglieremmo spazio a Come Alberi. Buona visione.
 
 
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