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Nell'Archivio Touring scatti che hanno fatto la storia d'Italia e del Tci. Scoprili nel nuovo percorso tematico di Digitouring

Gianni Berengo Gardin compie 90 anni. Una vita di immagini e di passione per la realtà

di 
Fabrizio Milanesi
9 Ottobre 2020
Sabato 10 ottobre Gianni Berengo Gardin compie 90 anni, la maggior parte dei quali trascorsi fotografando. Dal 1962, per trent’anni, anche per il Touring. Sono migliaia le sue stampe in Archivio, che raccontano l’Italia e molti paesi d’Europa con il suo stile inconfondibile.
 
Per celebrare la straordinaria opera di Berengo Gardin e il suo connubio con lo spirito di esplorazione e osservazione che anima il Touring si può godere del nuovo percorso tematico di Digitouring, il sito del nostro Archivio, scandito da immagini straordinarie che ancora conserviamo con cura e dedizione, il miglior regalo che possiamo fare a uno dei più significativi fotografi italiani dell’ultimo secolo.
 
Processione del Corpus Domini a Polignano a Mare, Gianni Berengo Gardin 1967
 
LA FOTOGRAFIA COME DOCUMENTO E L’INCONTRO CON IL TCI
La macchina fotografica se l'è messa al collo fin dal 1954, quando entra a far parte del circolo fotografico veneziano La Gondola. Da quel momento non se l'è più tolta, diventando uno fra i fotografi italiani più apprezzati a livello internazionale. In una nota intervista, al collega Frank Horvat dice proprio che, in fondo, la foto artistica non gli interessa.
 
Un artigiano al lavoro, Gianni Berengo Gardin 1972
 
Quello che gli interessa "è il documento". Indubbiamente la fotografia è un fatto culturale, su questo non ci piove. Ma non so fino a che punto la si debba considerare un'arte". A questo principio si ispirano tutti i suoi scatti, da quelli dal taglio più spiccatamente sociale a quelli dedicati alle città e al paesaggio. Al paesaggio Berengo Gardin si dedica molto con il Touring e per il Touring, divenendo uno dei nomi di punta della "scuola di fotografi Touring".
 
Una donna in un cimitero, Gianni Berengo Gardin 1968
 
L’ITALIA DI BERENGO PER IL TOURING, LA RIVOLUZIONE DELLE PERSONE
La prima, vera collaborazione risale però al 1966, quando lavora per un volume sulla Puglia pubblicato l'anno successivo: è a partire da quell'anno che Berengo comincia a viaggiare per la penisola, per documentare in bianco e nero un'Italia che veniva raccontata nei volumi della collana "Attraverso l'Italia", un atlante del paesaggio con cui il Touring dal 1930 ha mappato e raccontato ogni regione facendo leva sulla forza comunicativa della fotografia.
 
Dalle campagne fotografiche frutto dei suoi viaggi e del lavoro fianco a fianco con Giuliano Manzutto, curatore di molti dei volumi di Attraverso l'Italia, emerge una novità che segnerà tutti i volumi fotografici successivi: compaiono le persone. Ad animare il paesaggio, ad abitare le città, a lavorare i campi, ad indossare abiti tradizionali e usanze, sono le persone che Berengo Gardin fotografa.
 
Ritorno dai campi a San Martino di Badia, Gianni Berengo Gardin, 1972
 
IO FOTOGRAFO LA GENTE CHE NORMALMENTE NON VIENE FOTOGRAFATA
Tra le persone su cui si posa l'obiettivo di Berengo, gli anziani sembrano essere una categoria in qualche modo privilegiata, molto più di quanto lo siano stati i bambini - nei volumi per il Touring. Una scelta che sembra anch'essa andare, in qualche modo, controcorrente e che, sfogliando i vari volumi cui ha lavorato negli anni, ci ha regalato ritratti di grande forza e intensità. Del resto, "Io fotografo la gente che normalmente non viene fotografata".
 
Passante a Londra, Gianni Berengo Gardin 1978
 
L'ARCHIVIO DEL TOURING CLUB ITALIANO SU DIGITOURING.IT
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