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Da "Sette" del Corriere all'Associazione dei Geografi, tutti a favore di un rilancio della disciplina

Geografia, è ora di tornare a studiarla

22 Agosto 2018
Non è ancora la rivincita delle geografia, ma almeno è un inizio. Da un po’ di tempo si è tornati a parlare di lei, della sua importanza per comprendere il mondo in cui viviamo, del suo essere maltrattata nelle scuole, della sua scarsa conoscenza diffusa, tra le nuove generazioni e non solo. Lo ha fatto anche il Touring Club Italiano, che tra le sue missioni ha quella di educare gli italiani alla conoscenza geografica e al viaggio, che è - o dovrebbe essere - un po’ la messa in pratica di un sapere altrimenti teorico.
 
 
LA GEOGRAFIA SU SETTE
Se ne è parlato per esempio nei giorni di Ferragosto su Sette, il settimanale del Corriere della Sera diretto da Beppe Severgnini che ha dedicato la sua storia di copertina al sapere (o non sapere) geografico degli italiani con tanto di test geografico. Dando poi spazio a una lunga intervista di Edoardo Vigna a Franco Iseppi e Giulio Lattanzi, rispettivamente presidente e direttore generale del Tci. Una intervista in cui si è parlato di turismo, del ruolo del Touring Club Italiano, ma anche dell’importanza della geografia in un’epoca di navigatori satellitari.
 
«Perché il navigatore ti porta da A a B, ma è solo con le mappe che capisci dove stai andando» come ha spiegato Lattanzi.  «La geografia è lo strumento grazie al quale, di fatto, usciamo veramente di casa quando si cresce. Permette di capire ciò che è sconosciuto, di vivere un altro tipo di mondo» come ha ribadito Franco Iseppi. «Anche perché è una disciplina costituita da un insieme di discipline che ha nel viaggio la forma più compiuta di questa conoscenza» ha concluso il presidente del Tci.
 
 
LA LETTERA APERTA DI AGeI
Un richiamo all’importanza della geografia e delle mappe per orientarsi nella complessità del mondo contemporaneo che ha fatto assai piacere all'Associazione dei geografi italiani. Che con una Lettera Aperta firmata dal suo presidente, Andrea Riggio, ha rilanciato invitando a misurarsi con la geografia per costruire – insieme alle istituzioni scolastiche e universitarie, ma anche ad associazioni come il Touring – «un cittadino consapevole dei problemi ambientali, paesaggistici e territoriali del nostro Paese, per contrastare il degrado e i rischi ambientali, per la tutela del paesaggio e per la corretta gestione del territorio».
 
 
UNA STAGIONE DI RILANCIO
Pur attingendo largamente alle scienze naturali e a quelle umane, la geografia ha infatti una specificità tutta sua, che va sottolineata e salvaguardata. Perché è una disciplina diversa, non naturale né umana, bensì territoriale. Una disciplina che il Touring ha particolarmente a cuore da 124 anni e vuole contribuire a rilanciare: come farà dal prossimo autunno, con corsi specifici a Milano e Roma e una serie di iniziative comuni con le altre associazioni e istituzioni. Convinti che solo la diffusione del sapere geografico ci permette di capire chi siamo, dove siamo e dove si va davvero, anche senza affidarsi solo al Gps.