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Nel masterplan del Comune il futuro degli spazi simbolo della città, da Santa Maria Novella al Museo del Novecento

Firenze, la nuova mappa della cultura contro il turismo di massa

di 
Fabrizio Milanesi
8 Gennaio 2019
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Qualcosa è cambiato. Abbiamo non da molto dato conto in un nostro articolo dell’ultima campagna di comunicazione veneziana per arginare il fenomeno del turismo di massa. Ora sotto i riflettori è Firenze, che con la Serenissima si divide la gioia di essere desiderata in tutto il mondo e il dolore di sentirsi spesso “assalita” da milioni di turisti ogni anno.
 
A muoversi, come in Laguna, sono le istituzioni cittadine, decise a fronteggiare il fenomeno senza intaccare l’appeal della destinazione. Mercoledì 2 gennaio il sindaco di Firenze Dario Nardella ha presentato il nuovo masterplan degli spazi culturali nel centro storico; una nuova geografia disegnata per redistribuire i flussi turistici.
 
“Vogliamo riorganizzare i principali contenitori culturali del centro storico per tutelare Firenze dal turismo mordi e fuggi - ha dichiarato Nardella alla presentazione alla stampa -. Stiamo lavorando per un centro storico sempre più vissuto, nella prospettiva di allargare l’offerta di cultura nei quartieri decentrati”.
Eccoli allora i luoghi interessati dalla riforma.
 
SANTA MARIA NOVELLA E PALAZZO STROZZI
Nel complesso di Santa Maria Novella, di cui il Comune è tornato in possesso a fine 2016, troverà posto il Gabinetto Vieusseux, che lascerà la sede di Palazzo Strozzi, in grado così di ridistribuire gli spazi migliorando l’accoglienza di eventi e grandi mostre. C’è di più. Mentre il nuovo Vieusseux occuperà oltre 3000 metri quadrati, saranno 4000 quelli destinati ad appartamenti a canone calmierato da assegnare con bandi pubblici. Un’altra parte del complesso sarà invece destinata ad attività formative e a progetti innovativi per la città.
 
Santa Maria Novella / foto Getty Images
 
EX TRIBUNALE DI FIRENZE E PALAZZO CORSINI SUAREZ 
Nell’ex tribunale di San Firenze arriveranno la Fondazione Zeffirelli, la Fondazione di Andrea Bocelli e associazioni votate allo sviluppo delle arti performative, nell’intento del primo cittadino di trasformare il complesso di San Firenze in un “Palazzo delle arti e dello spettacolo”. Lavoro extra sarà in agenda per la Fondazione Bocelli, incaricata di creare un progetto musicale per Firenze e di occuparsi della manutenzione dello stabile, di cui non dovrà però pagare l’affitto al Comune.
Palazzo Strozzi durante una mostra temporanea / foto Getty Images
 
IL MUSEO DEL NOVECENTO E IL TEATRO DELL’ORIUOLO
È una bella soddisfazione per chi ha creduto nell’arte contemporanea, in una città che celebra più di ogni altra la golden age italiana del Rinascimento. Proprio il sindaco in carica ha voluto con forza la sua realizzazione nel complesso delle Leopoldine in piazza Santa Maria Novella nel giugno del 2014. Dopo il rodaggio, i numeri hanno accreditato quella scelta con un +30%  di ingressi rispetto al primo semestre del 2017 (dati di luglio 2018) e ora si pensa in grande con ben cinque nuove mostre temporanee e un ampliamento della superficie espositiva. Ultimo, ma solo in ordine di apparizione, è l’ex teatro dell’Oriuolo. Qui, nel palazzo dove trova sede anche l’archivio storico del Comune, sarà il nuovo Teatro delle arti visive
 
Con Venezia e Firenze capofila nella lotta all'overtourism possiamo sperare in un effetto-domino che stimoli privato e pubblico a rinnovare le proposte e l'accoglienza di molte splendide città d'arte italiane, logorate spesso da una gestione poco coraggiosa dell'offerta culturale. Che poi si sa, a specchiarsi troppo il rischio è quello di rimanere vittime della propria bellezza.
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