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Dalla Valle d’Aosta alla Sardegna per scoprire parchi naturali, comunità virtuose, borghi intatti per itinerari dolci

Dieci luoghi dove andare in montagna quest'estate. Tra sostenibilità e accoglienza

di 
Fabrizio Milanesi
15 Maggio 2019

Il fascino di una passeggiata nella natura, il desiderio di camminare godendosi paesaggi e silenzio, e il piacere di un picnic in famiglia o di una sosta in compagnia in uno degli storici rifugi che svettano tra Alpi e Appennini.
 
La montagna chiama, e per preparare al meglio una vacanza estiva ecco dieci destinazioni che ci piacciono: perché le loro comunità esprimono cura per il territorio, hanno saputo tenersi lontani dalle masse, hanno attuato programmi di sostenibilità e accolgono con calore i visitatori.

Ecco dove andare in montagna quest'estate.
    
1. IN VALSESIA, ALAGNA, I WALSER E IL MONTEROSA
Boschi di abeti, vallette che si incuneano tra le montagne e un borgo tutto da scoprire. La Valsesia è una lunga vallata percorsa dal fiume Sesia, che s'incunea tra la fascia prealpina e le Alpi, fino ai piedi del Monte Rosa. Siamo in Piemonte, tra i pendii del Biellese, la valle di Gressoney e il lago d'Orta, e Alagna Valsesia è la, in fondo alla valle e si può raggiungere in auto senza problemi di sorta.
 
Alagna è uno dei 241 Comuni che il Touring Club Italiano ha certificato con la Bandiera arancione, il marchio di qualità turistico-ambientale assegnato ai piccoli borghi dell'entroterra. I forni, le fontane, i mulini, i pieni e i vuoti delle tradizionali architetture Walser: da qui si parte e qui si ritorna dopo passeggiate ed escursioni. E si ritrova un'atmosfera di altri tempi, ancora poco contaminata dal turismo mordi e fuggi.   
 
Da Alagna si possono programmare passeggiate facili o trekking più impegnativi. Basta mettersi in cammino e le possibilità si moltiplicano tra Riva Valdobbia, Carcoforo e Rimasco, Gattinara o il giro dei Castelli. Per quote più impegnative niente paura, gli impianti del comprensorio Monterosa Ski - aperti anche d'estate - sono il mezzo d’elezione per salite e panorami mozzafiato.
 
Info: vai alla scheda di Alagna Valsesia sul sito di Bandiere Arancioni; vai al sito di Visit Monterosa
 


2. COGNE, LA PORTA PER IL GRAN PARADISO
Sono soltanto una manciata di chilometri, ventisei per la precisione, ma mentre ci si inoltra nella valle a fondo cieco che conduce da Aosta a Cogne si risveglia la voglia di natura, da vivere sui sentieri a piedi, o in mountain bike, in e-bike e… con i passeggini! Non proprio una wilderness, ma poco manca.
 
Cogne è il Comune più esteso della Valle d’Aosta ed è una delle porte del parco nazionale del Gran Paradiso, il più antico parco nazionale d’Italia, dove immergersi nella natura, tra centinaia di specie di flora e fauna, e dove avvistare lo stambecco, l’animale simbolo del parco (ma anche le marmotte, che piacciono tanto ai bambini). Tantissime le vie più o meno impegnative da percorrere, in gran parte oltre i 2mila metri di quota, superando addirittura i tremila, come al Colle del Lauson (3.296 mt) e al Colle della Porta (3.002 mt). Moltissime anche le iniziative e i servizi di mobilità dolce organizzate dal Comune, tra cui da segnalare la presenza di oltre 200 bici elettriche in circolazione (tra noleggio, anche presso alcune strutture ricettive, e stazioni di bike-sharing).
 

Il Touring Club Italiano sostiene i borghi dell’entroterra

SCOPRILI TUTTI

Info: vai al sito del Parco Nazionale del Gran Paradiso; vai al sito del Comune di Cogne.
 

 
3. LE DOLOMITI FIULANE, I BORGHI GIOIELLO E LA DIGA DEL VAJONT
Le vallate che si addentrano tra vette dolomitiche, il ritmo che rallenta e si accorda a quello della natura meno contaminata, e poi il parco naturale, 37mila ettari di colori e profumi, abitati da caprioli, camosci, cervi, stambecchi, falchi e aquile. Le Dolomiti Friulane sono una occasione per trekking e passeggiate al cospetto di cime maestose.
 
Per programmare le proprie escursioni e non rinunciare al calore di un borgo si può approfittare delle tre nuove Bandiere arancioni certificate nella provincia di Pordenone. In particolare Andreis, paesino di 250 abitanti, porta del parco, con le caratteristiche case in pietra con i daltz, i ballatoi esterni costituiti completamente in legno, punto di partenza per gli otto percorsi del Nordic Life Park, un insieme di sentieri realizzati ad arte e finalizzati alla cosiddetta “camminata nordica”, di diversa lunghezza e difficoltà.
 
Poi Barcis, con il suo centro storico e il lago Aprilis, da cui partire per inoltrarsi nella Riserva Naturale Forra del Cellina, un grande canyon (da esplorare anche a bordo di un pittoresco trenino) con pareti verticali e imponenti fenomeni di erosione fluviale (e c’è anche un vertiginoso ponte tibetano).  E infine Frisanco, custode di artigianato tradizionale e sapori locali, dove gustare piatti tipici come il frico, formaggio di salamoia fritto in padella, e la pitina, tradizionale impasto di carne macinata. Una volta in zona non mancate la visita a Erto e alla diga del Vajont, teatro della tragedia procurata dalla frana del monte Toc nel lago artificiale della diga, che provocò morte e desolazione nella valle sottostante. Era il 9 ottobre 1963.
 
Info: sul sito di Bandiere arancioni vai alla scheda di Barcis, alla scheda di Andreis, alla scheda di Frisanco; vai al sito del parco delle Dolomiti Friulane.          
 

Il lago di Barcis

4. IL PARCO NAZIONALE D’ABRUZZO E I BORGHI CERTIFICATI TCI
Le vette tondeggianti richiamano i paesaggi appenninici mentre pendii e dirupi evocano le Alpi. Per una vacanza sugli Appennini abbiamo scelto anche lo storico parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise e in particolare Civitella Alfedena (Aq), Opi e Scanno, Bandiere arancione del Tci per le qualità turistico ambientali e basi ideali per numerose escursioni nel parco, soprattutto nella splendida val Fondillo e alla Camosciara, e alle vicine località di Pescasseroli e Villetta Barrea.
 
I borghi severi e remoti d’Abruzzo esprimono un fascino suggestivo, quasi surreale, tanto da aver ispirato disegni e litografie di un artista come Maurits Cornelis Escher, che dopo tre viaggi nella regione tra il 1928 e il 1935 li immortalò come espressioni della verticalità, del coraggio architettonico, della tensione all’infinito.
 
 

 Scanno / foto Getty Images

5. LA VAL PASSIRIA, ALTO ADIGE DOLCE E “CAR FREE”
La Val Passiria è una delle valli più belle e caratteristiche dell’Alto Adige, che si stende a nord di Merano, lungo il tracciato di un’antica via commerciale. Tra i tanti paesi della valle si può scegliere tra Rifiano-Caines, San Martino e San Leonardo, nella Bassa Passiria dai tratti quasi mediterranei, oppure tra Moso, Stulles, Corvara, Plata e Plan.
 
I magnifici scorci panoramici e le montagne che il sole predilige per ben 300 giorni all’anno (!) ne fanno una meta d’elezione per gli appassionati della vita attiva e all’aria aperta. Famiglie con bambini, anziani e appassionati di sport ed escursionismo trovano un’offerta a 360 gradi: passeggiate, gite più impegnative e a tappe tra i rifugi e nel villaggio alpino di Plan, località car-free, con tante proposte di sport per chi ama il contatto diretto con la natura. Anche in val Passiria, in particolare a Moso e dintorni, moltissimi i servizi di mobilità dolce, pensati per un turismo sostenibile. E un programma ricchissimo di giochi e attività per i bambini grazie a Murmi, la marmotta guardiano della natura. 
 
 
 
6. SUL POLLINO, PER SCOPRIRE UNA MONTAGNA DIVERSA
Vincere un oscar non è mai scontato, men che meno per un parco tra Calabria e Basilicata, terra dove bellezza e difficoltà spesso si intrecciano nelle storie delle comunità. E il parco nazionale del Pollino, splendido scrigno di natura tra le due regioni, si è guadagnato proprio un Oscar per l’ecoturismo di Legambiente 2019, “per aver promosso il turismo scolastico e sociale attraverso contributi volti a coinvolgere le fasce più deboli". Questa attività ha incrementato il turismo fuori stagione per le strutture ricettive e ristorative operanti nei comuni del Parco e, attraverso l’obbligo di avvalersi solo di guide del Parco o comunque ufficiali, il progetto ha contribuito a favorire l’intera economia locale.
 
Punto di partenza per scoprire uno dei massicci meno conosciuti d'Italia, dove i camminatori ritrovano ancora sensazioni di un tempo, è Morano Calabro, borgo “presepe” ai confini settentrionali della Calabria, certificato dal Touring con la Bandiera arancione. Il Comune è davvero uno scenografico gioiello in pietra, con le case addossate le une alle altre e, sullo sfondo i monti Pollino (2248 mt), Serra Dolcedorme (2267 mt) e Serra del Prete (2181 mt). E non si creda che soltanto i più sportivi possano godere delle meraviglie del parco: sono molte le attività per tutta la famiglia, soprattutto sul versante calabro, e diversi i tanti paesi arroccati su colline e montagne. 
 
Info: vai alla scheda di Morano Calabro sul sito di Bandiere Arancioni; vai sul sito del parco del Pollino
 

 
7. PARCO NATURALE DI TEPILORA, UN MODELLO DI ACCOGLIENZA IN SARDEGNA
Quasi 8000 ettari di foreste incontaminate, sentieri, sorgenti e corsi d'acqua: il Parco Naturale Regionale dell'Oasi di Tepilora si può definire “nato dal basso”, ovvero da una comunità che si sente così legata al suo territorio da considerarlo bene comune, da migliorare e promuovere, sapendo che le ricadute positive saranno nella vita di tutti. Un passo importante e soprattutto incoraggiante è stato l’Oscar dell'Ecoturismo che Legambiente ha assegnato all’Ente parco nel 2019 per l’attenzione dimostrata al turismo escursionistico all’insegna della sostenibilità, con la pubblicazione nel sito del Parco di sentieri e itinerari, unitamente a carte topografiche dettagliate e aggiornate, insieme al regolamento per la corretta fruizione del territorio.

Sito nel nord ovest della Sardegna, il Parco Naturale Oasi Regionale di Tepilora comprende un vasto territorio che insiste su quattro Comuni: Torpè, Posada, Lodè e Bitti. Il cuore del parco è proprio il monte Tepilora, vera e propria punta di roccia dal profilo trangolare che si staglia nell'area fittamente boscosa di Littos e Crastazza e guarda verso il lago di Posada. Non lontano, dunque, da frequentate località della costa: San Teodoro, Budoni, Posada e Capo Comino non sono certo distanti. Chi si reca da quelle parti in vacanza non dimentichi dunque di passare qualche giorno a percorrerne i sentieri, ammirando uno splendido paesaggio mediterraneo.
 
 

 
8. ALPI APUANE, LA TOSCANA SOSTENIBILE PREMIATA DALL’EUROPA
Ricchezza degli ambienti e dei paesaggi, testimonianze antiche della presenza dell’uomo e soprattutto montagne conosciute in tutto il mondo per la bellezza dei propri marmi e di altre pietre decorative e da costruzione. Le Alpi Apuane rappresentano una delle aree montuose più caratteristiche del centro Italia. Il parco che le comprende - anche al di là delle cave - è un meraviglioso mosaico che comprende massicci aspri, valli profonde e versanti molto inclinati.  Nel tratto di pochi chilometri, a partire dalla breve pianura costiera versiliese, le Apuane s'innalzano fino a sfiorare i duemila metri di altitudine!
 
Orientarsi in questo contesto può sembrare complicato, ma a supportare la passione dei tanti visitatori che cercano un contatto autentico con la natura c’è l’organizzazione in sentieri e servizi che nel 2019 ha consentito al parco delle Apuane di ricevere la Carta Europea per il Turismo Sostenibile (CETS), un importante riconoscimento che certifica le prestazioni di un parco nell’ottica dello sviluppo proprio del turismo sostenibile. Perché non passare qualche giorno, quindi, alla sua scoperta? I sentieri non mancano, così come le grotte da visitare, i borghi e i meravigliosi panorami che uniscono mare e montagne. 
 

 
 
9. I SIBILLINI, SICUREZZA E TUTELA DEL TERRITORIO PER RINASCERE DAL TERREMOTO
Sentieri sempre più fruibili, mappe aggiornate e capacità delle comunità di accogliere chi vuole avvicinare e godere delle sue straordinarie bellezze. Il Parco Nazionale dei Monti Sibillini sta riuscendo a reagire alle ferite dei terremoti che ne hanno tormentato la sua storia recente. Lo dimostra su tutto il lavoro che l’Ente parco porta avanti con l’Ispra, l’istituto superiore per la Protezione e la Ricerca ambientale, che monitora i rischi di stabilità di versanti montuosi e la percorribilità di sentieri, ad oggi fruibili e sicuri per l’80 per cento della loro totalità. 

Non si pensi dunque che i Sibillini siano ancora off limits e che i servizi - dalle infrastrutture agli agriturismi, dai centri informazione agli affittacamere - non siano funzionanti. Anzi, la situazione in molti luoghi è tranquilla e gli abitanti aspettano i turisti per provare ad affrontare con ottimismo la stagione. Tornare sui Monti Sibillini significa dunque portare un aiuto concreto alla popolazione e al territorio.
 
Info: vai al sito del Parco dei Monti Sibillini.
 

 
10. ORNICA, IL BORGO DELLE DONNE NEL CUORE DELLE OROBIE
C’è un motivo in più per andare nelle Prealpi Orobiche: le montagne che guardano da molto vicino Bergamo e la sua provincia accolgono un esperimento che sta dando buoni, buonissimi frutti. Si chiama Ornica, ed è un antico borgo montano a 50 km da Bergamo incluso nel Parco delle Orobie, ai piedi del Pizzo dei Tre Signori. Il paese, posto a mille metri di altitudine, in alta Valle Brembana, ha mantenuto intatto uno stile di vita a misura d'uomo, con i ritmi lenti della natura: il borgo con le vecchie case per passare l'inverno, le baite per la fienagione estiva e l'alpeggio per il pascolo del bestiame.
 
Oggi un gruppo di donne intraprendenti e coraggiose ha dato vita a un progetto avvincente e da scoprire. Loro si chiamano Donne di Montagna, e gestiscono un albergo diffuso, l’Antico Borgo Rurale: uno strumento per accompagnare i visitatori alla vita del borgo, per diventare come dicono in paese “un po’ turisti, un po’ ortichesi”. Per esempio, avete mai preso un’Asinovia?
  
Info: vai al sito dell'albergo diffuso di Ornica