Scopri il mondo Touring

Itinerari facili e medi nella natura innevata con attenzione massima ai bollettini valanghe

Dieci escursioni con le ciaspole in Piemonte

di 
Piero Carlesi
16 Gennaio 2018
È arrivata la neve, forse anche troppa in pochi giorni, e continua ad arrivare! Chi non scia ha oggi una valida alternativa per fare attività sportiva: utilizzare le ciaspole per spettacolari escursioni nella natura. L'importante, però, è informarsi subito sul reale pericolo di valanghe: si parte sempre e solo con la neve ben assestata, quindi, non abbiate fretta di partire!
 
Le ciaspole sono l'evoluzione delle antiche e storiche racchette da neve in legno e corda trasformate in attrezzi moderni di plastica. Si cammina lontano dalla folla e si fa attività sportiva a costo zero, senza dover sostenere i costi degli impianti di risalita e delle piste a pagamento.
 
Una volta acquistate le ciaspole e gli indumenti adatti, caldi, soprattutto, occorre completare l'attrezzatura con l'Artva, la radio ricetrasmittente che permette di essere localizzati in caso di valanga, la pala da valanga e la sonda. Occorre poi scegliere dove andare. Gli itinerari da compiere con le ciaspole sono innumerevoli e molti non fanno altro che ripercorrere in abiti invernali le escursioni estive, badando a non esagerare nei dislivelli, specie se si è principianti.

Ecco dieci itinerari super panoramici, facili e medi, per utilizzare le ciaspole in Piemonte.
 
Altri articoli sul tema:
- Dieci escursioni con le ciaspole in Valle d'Aosta
 

Il Touring Club Italiano sostiene i borghi dell’entroterra

SCOPRILI TUTTI
 
 
1. In Ossola: dall'alpe Devero al lago delle Streghe (VB)
Dall’alpe Devero, 1631 m, in località ai Ponti (si prende a destra prima del vecchio albergo Cervandone), si imbocca la traccia che costeggia il fiume sino a giungere all’Alpe Corte d’Ardui. Si continua nel bosco, sempre in vista del corso d'acqua sino a giungere a Crampiolo. Superate la locanda Fizzi e la chiesetta, si attraversa il torrente su ponte. Poco oltre una chiara segnaletica indica la direzione da seguire. Si cammina in piano, in vista del monte Cervandone e del pizzo Cistella, dirigendosi verso una piccola elevazione che nasconde il lago delle Streghe 1780 m. Lo specchio d’acqua, circondato dai larici (1 ora dall'alpe Dvero), si apre sulle distese di Crampiolo e sulla Punta d’Arbola.
 
 
2. In Ossola: Val Vigezzo e val Loana (VB)
A Malesco, in val Vigezzo, si trovano le indicazioni per la valle Loana e per la località Fondo Li Gabbi 1238 m, che si raggiunge in circa di quindici minuti. Qui, ampio parcheggio gratuito alla fine della strada asfaltata, in prossimità dell'inizio del sentiero.
Alla fine della strada si trovano i cartelli che indicano la via per l'alpe Scaredi: la prima parte della camminata può avvenire sia sulla sinistra sia sulla destra orografica del torrente, fino ad arrivare alle vecchie fornaci dove i sentieri si congiungono.
Si sale sulla riva sinistra del torrente e si guadagna presto quota grazie a ripidi gradini raggiunta l'alpe Cortenuovo si continua a salire raggiungendo, dopo circa 2 ore l'alpe Scaredi (1842 m).
 
3. In Valsesia: in val d'Otro (VC)
Dalle case di Alagna Valsesia (1191 m) si imbocca il sentiero che dalla frazione Riale risale nel bosco di abeti la val d'Otro. Una volta superato in un'ora il ripido pendio boscoso si riesce sul terrazzo glaciale di Otro, con la bella chiesetta affrescata e disseminato di case walser delle frazioni Dorf e Scarpia. Si continua a salire fra radi larici fino a raggiungere l'alpeggio di Pianmisura a 1861 m. Gran panorama sul monte Tagliaferro e, sul lato opposto, sul Corno Bianco. Il dislivello è di circa 700 m, la lunghezza di circa 7 km. Tra andata e ritorno occorrono circa 5 ore.
 
 
4. Nel Biellese: in val Sessera
Dal piazzale di partenza delle piste da sci di fondo di Bocchetto Sessera, sulla strada panoramica Zegna, hanno inizio cinque itinerari per le ciaspole, adatti sia ai principianti che ai camminatori più esperti. Uno dei percorsi più interessanti, da percorrere con le racchette da neve è quello lungo circa 10 km, che, seguendo la strada forestale innevata, arriva all’alpe Montuccia (km 8). Il paesaggio molto suggestivo alterna passaggi in faggete a panorami sull’alta Valsessera, ci mostrano la vera faccia di queste montagne poco note.
 
 
5. In val di Lanzo: da Cantoira al Colle di S. Giacomo (TO)
Si parte da Vrù 1030 m, frazione di Cantoira, raggiungibile in auto. Da qui ampio panorama
sulla Val Grande e sulla Val d’Ala. Lasciata l'auto in una piazzola dove c’è uno chalet di legno adibito a bar, si segue la stradina che prosegue e supera le case, portandosi a un ponte su un ruscello. Si sale sulla sinistra, nel bosco guadagnando quota, raggiungendo le case de La Blinant (1299 m – 1 ora circa da Vrù) dove si ha un gran panorama ampissimo. Si continua a salire, si attraversa prima una radura, poi un bosco di betulle, portandosi infine al Colle di S. Giacomo (1450 m, 30 minuti da La Blinant).
 
 
6. In Val di Susa: alla Cima Bosco (TO)
Itinerario classico dell’alta val di Susa, adatto anche ai principianti, che si sviluppa su circa 700 metri di dislivello a partire dal paesino di Thures (1667 mt), nel comune di Cesana Torinese, dove si può parcheggiare l'auto e iniziare la gita. L’itinerario si snoda lungo i suoi dolci pendii alternati a boschi radi di larici: per l’esposizione e il ridotto rischio di valanghe è percorribile anche subito dopo una nevicata. Bellissimo il panorama che abbraccia i monti della valle di Ripa, della valle Argentera, il gruppo della Rognosa, l’alta Val Chisone, l’alta Val di Susa e la Val Thuras, dominato dalle pareti calcaree del Monte Furgon e del Roc del Boucher. La Cima Bosco si raggiunge dopo 2 ora di salita.
 
 
7. In val Pellice: al rifugio Jervis (TO)
A Villanova 1222 m, frazione di Bobbio Pellice si lascia l'auto nel grosso parcheggio e si esce dal paese puntando al torrente sottostante. Da qui si prosegue sul sentiero a destra, che prende a salire nel fitto bosco (attenzione ad alcuni tratti in caso di ghiaccio). Raggiunta la strada carrozzabile la si segue per un po' passando nei pressi della Cascata del Pis, e poi sempre su strada con numerosi possibili tagli si raggiunge la Conca del Prà, dove sorge il rifugio Jervis, 1732 m.
 
 
8. In valle Po: dal Pian della Regina al Pian del Re (CN)
Da Crissolo si raggiunge il Pian della Regina 1720 m. Si sale seguendo la segnaletica per il Pian del Re in circa ore 1.30, superando un dislivello di 300 metri. Al Pian del Re 2020 m, ai piedi del Monviso, si trovano le sorgenti del Po.
 
9. In valle Varaita (CN)
Si risale la valle Varaita superando Sampeyre, raggiungendo la borgata Castello di Pontechianale a quota 1550 circa. Da qui si imbocca il sentiero per il rifugio Bagnour e il lago Bagnour (2017 m), proseguendo fino al Lago Secco (1890 m). Si cammina in totale per 4 ore percorrendo 7 km e attraversando il celebre e prezioso bosco dell'Alevè a pino cembro che costituisce forse la più estesa cembreta d'Europa.
 
 
10. In valle Gesso: alla Casa Reale di caccia del Pian del Valasco (CN)
Da Borgo San Dalmazzo si segue la strada provinciale che si inoltra nella valle Gesso e supera i paesi di Andonno, Valdieri e Sant’Anna di Valdieri. Due chilometri dopo si perviene a Tetti Gaina, dove termina d'inverno la strada. Da qui ci s'incammina lungo la carrareccia che sale alle Terme di Valdieri. Il percorso per le terme, perfettamente battuto dal gatto delle nevi, è di poco superiore ai 5 chilometri e si sviluppa sulla sinistra orografica del vallone Gesso della Valletta. Raggiunte le Terme di Valdieri, 1368 m, e il nuovo rifugio Casa Savoia, si prosegue sulla carrareccia che si inoltra nel vallone Valasco. Seguendo la strada, dopo circa 700 m di dislivello, si raggiunge il pianoro del Valasco e la Reale Casa di caccia (1763 m).
 
 

Aiutaci a valorizzare i piccoli borghi italiani e a promuovere un turismo sostenibile 

DIVENTA SOCIO