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La passerella sulla Giudecca, le origini e i momenti da non perdere

Cos'è la festa del Redentore di Venezia

di 
Fabrizio Milanesi
10 Luglio 2019
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Moduli galleggianti in legno e acciaio, passerelle basculanti pronte ad accomodare maree e acque alte e un’infilata di 34 barche che sostengono il ponte che per 350 metri e due giorni collega il molo delle Zattere all’isola della Giudecca. Christo si è fermato in Laguna? No. Si tratta dell’omonimo più illustre, che dal XVI secolo è festeggiato a Venezia il terzo weekend di luglio: il Redentore.

Delle molte feste civili e religiose di Venezia, poche hanno ceduto al tempo. Una di queste pare davvero non dover sentire nemmeno un indolenzimento, la Festa del Redentore, appunto. I veneziani amano moltissimo questo momento dell’anno, e conoscendoli un po’ vorrebbero non condividerlo con i tantissimi turisti che affollano calli e campielli nel sacro weekend.


LA STORIA DELLA FESTA DEL REDENTORE
Come spesso accade una festa è così esuberante e sentita perché ha le sue origini in un momento di euforia collettiva, magari dopo un periodo buio che più buio non si può. E infatti. Era il 1577 quando una tragica epidemia pestilenziale fu data per sconfitta. Tale e tanta fu la gioia del popolo della laguna che il Senato veneziano decise di erigere un tempio a Cristo Redentore, cui rendere omaggio ad Aeternum se il morbo avesse risparmiato Venezia.

Così fu. E i veneziani fecero le cose in grande ingaggiando per erigere l’opera il migliore sulla piazza: Andrea Palladio. Il tempio fu concluso nel 1592 e non venne malaccio. Così ogni anno il Senato con il Doge, le varie confraternite devozionali e il popolo vestito a festa ci andavano attraversando un lungo ponte di barche provvisorio tra le due rive del canal della Giudecca.



LA FESTA DEL REDENTORE: DOVE E COME
Oggi a provare il beccheggio panoramico sono invece le nove congregazioni del clero veneziano e moltissimi affezionati che fanno la spola e si godono lo spettacolo. Ma il bello deve ancora venire, perché nei secoli la notte della vigilia la liturgia si è scansata a favore di un rito pagano collettivo.

Dalle prime ore del pomeriggio di sabato vi consigliamo di prendervi un’ombra e un cicheto al bacaro storico dei “Do Mori” e sedervi dove vi pare sul Canal Grande. Da lì vi passerà davanti in tre giri di lancette tutto l’arsenale veneziano vestito a festa: Gondole e Gondolete, Batèle, Còfani, Mascarète, Bragozzi, Sanpieròte, Sàndoli (occhio alla pronuncia… si dice Sandai). Ad “armare” cotanta flotta sarà il meglio della gastronomia veneziana, per imbandire un enorme pic-nic a filo d’acqua.
 
A mezzanotte i fuochi d’artificio illuminano la laguna a giorno rendendo ancora più suggestiva la notte veneziana. Raccomandazioni per per chi rimane a terra e non ha un parente venesian: consolatevi e difendete il vostro fazzoletto sulla riva delle Zattere. Vi rifarete dopo la mezzanotte, in una delle feste pazze che continuano fino al mattino, magari al Lido. E il giorno dopo, grande finale con le regate
 


INFORMAZIONI UTILI
- Il transito solo pedonale sul ponte di barche dal molo Zattere alla Basilica del Redentore è ammesso dalle 19 di sabato 20 luglio alle 22 di domenica 21 luglio 2019.
- Alle ore 23.30 di sabato 20 luglio spettacolo pirotecnico in Bacino di San Marco.
- Regate del Redentore (stagione Remiera 2019) - canale della Giudecca: domenica 20, ore 16 regata dei giovanissimi su pupparini a 2 remi; ore 16.45 regata su pupparini a 2 remi; ore 17.30 regata su gondole a 2 remi.

Dettagli e aggiornamenti su accessi ed eventi collegati alla festa del Redentore sulla pagina dedicata del comune di Venezia.
 
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