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I motivi per apprezzare il gioiello urbanistico dell’Oltrepò mantovano

Che cosa vedere a Sabbioneta, città ideale dei Gonzaga

di 
Fabrizio Milanesi
9 Aprile 2018

Perché andare a Sabbioneta, gioiello dei Gonzaga e borgo certificato dal Touring con la Bandiera arancione? Vi diamo otto buoni motivi per programmare una gita in città. E scoprire...

1.  L’IDEALE CITTÀ DI VESPASIANO (GONZAGA)
Sabbioneta è un vero modello di "città ideale". In poco più di un secolo da piccolo borgo fortificato i Gongaza la ricostruirono secondo canoni rinascimentali e tra il 1544 il 1568. Fu Vespasiano Gonzaga a promuoverne la costruzione secondo le proporzioni e l’ideale di armonia simboleggiate nel disegno dell’uomo vitruviano di Leonardo da Vinci.
 
Vespasiano Gonzaga Colonna (Fondi, 1551 – Sabbioneta, 1591) realizzò una città unica per la modernizzazione urbanistica, per i suoi palazzi, per il suo tessuto sociale e per la grandezza della sua casata. Ogni costruzione, ogni disposizione di strade e vie, ogni baluardo racconta con precisione architettonica e richiamo storico la cultura e la grandezza del suo principe.
 
La galleria degli Antichi

2. UNO SPETTACOLO URBANISTICO
Una stella intatta con sei baluardi sulle punte. Questo è lo spettacolo urbanistico offerto da Sabbioneta. Per accedere alla cittadella sono due le porte principali. A ovest la più antica è la Porta Vittoria, mentre a est è la Porta Imperiale, aperta nel 1579 e rivestita in marmo.
 

Il Touring Club Italiano apre le porte di 76 luoghi d’arte

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Nel 1544 fu il Gonzaga a ordinare la completa ricostruzione di quello che un tempo era soltanto un modesto nucleo fortificato. Secondo i precetti vitruviani e quelli dell’architettura militare sorsero così le mura, che tuttora circondano Sabbioneta con il loro perimetro esagonale e i forti baluardi, il Palazzo Ducale: una scacchiera urbanistica dove al centro si disegnava l’asse che ancora porta il nome del Duca. L’eccezione al rigore delle linee è la rientranza in corrispondenza dell’attuale piazza Castello, dovuta alla volontà di mantenere l’antica rocca medievale, demolita soltanto nel 1794.
 
3. LE PROSPETTIVE DI PIAZZA DUCALE
È la dimostrazione plastica dell’ordine armonico e rigoroso della città. Mettetevi al centro della piazza e in 360 gradi il vostro sguardo si fermerà a cadenze regolari sulle principali vie porticate. La prospettiva conduce alla facciata di Palazzo Ducale e al profilo della parrocchiale di Santa Maria Assunta, con la sua facciata insieme elegante e sobria in marmi bianchi e rossi.
 
Un consiglio Tci: entrare nella chiesa e alla quinta cappella a destra ammirare la cupola traforata di Antonio Bibiena (1778).
 
Il palazzo e la piazza Ducale di Sabbioneta
 
4. ENTRARE A PALAZZO, A TESTA ALTA
Il Palazzo Ducale è il più antico degli edifici costruiti da Vespasiano Gonzaga. Fu costruito tra il 1568 e il 1577 e il duca lo utilizzava sia come sede di rappresentanza che come residenza privata. La sua splendida facciata occupa per intero uno dei lati di piazza Ducale con un loggiato a cinque archi e i finestroni del primo piano. Ma è all’interno che si svelano autentici tesori.
 
Dopo che avete ammirato i resti degli affreschi di Bernardino Campi, Pietro Pesenti e Fornaretto Mantovano, alzate lo sguardo sugli splendidi soffitti in legno intagliato, in parte ricperti dalla doratura orignale. Salite poi al primo piano e superata la Sala delle Aquile dominata dalle quattro statue equestri in legno a grandezza naturale, fermatevi  nella “galleria degli Antenati”, abbellita dei bassorilievi a stucco che ritraggono i Gonzaga.
 
5. I FASTI DI CORTE AL TEATRO OLIMPICO
Fu il primo teatro in Italia pensato e progettato per vivere di vita propria e non essere una parte di un edificio già esistente. È considerato il capolavoro architettonico di Vincenzo Scamozzi (allievo di Palladio), che ne seguì progetto e realizzazione dal 1588 al 1590. Dall’esterno si colgono gli accenti manieristi e varcandone l’ingresso si trova una pianta rettangolare, con una gradinata in legno e una loggia a semicerchio. Solo con imponenti restauri nel secolo scorso sono state recuperate porzioni degli affreschi originari, purtroppo “dimenticati” da un utilizzo non proprio ortodosso della struttura, utilizzata prima come caserma e in seguito come cinema.  Oggi il teatro è sede di eventi artistici e manifestazioni, che si pregiano di un contesto davvero suggestivo.
 
Gli interni del Teatro Olimpico
 
6. LUCI DAL RINASCIMENTO A PALAZZO GIARDINO
Le residenze nobili di Sabbioneta ospitavano una corte colta e illuminata, da cui ereditiamo collezioni d'arte prestigiose che narrano leggende, storie, tragedie rinascimentali, visioni umanistiche e tradizioni secolari. Non mancate allora l’occasione di visitare Palazzo Giardino. Con i suoi due piani d’altezza chiude il lato a sud di piazza Castello. Gli antichi documenti lo citano come “il Casino”. Fu eretto tra il 1577 e il 1588 come residenza privata del principe Gonzaga. Sulla facciata si nota un cornicione in legno di quercia finemente intagliato.
 
Entrando si rimane stupiti dallo stato di conservazione degli ambienti. Oggi si ritrovano le ricche decorazioni a fresco e i marmi dei pavimenti delle sale. Da non perdere la Galleria degli Antichi (che corrisponde al lungo porticato sulla piazza). Sorprende percorrerne i 97 metri di lunghezza ammirandone la luminosità che ravviva gli affreschi di Giovanni e Alessandro Alberti. Non stupisce che il Gonzaga vi avesse collocato una ricca sequenza di busti e statue classiche, che Maria Teresa Gonzaga decise di trasferire a Mantova.
 
Palazzo Giardino e il porticato della Galleria degli Antichi
 
7. SABBIONETA (CON MANTOVA), PATRIMONIO DELL’UMANITÀ
Due città distinte ma, per l’Unesco, un unico Bene Patrimonio Mondiale. Se Mantova è un esempio di trasformazione di una città esistente, Sabbioneta è una città di nuova fondazione, le cui mura difensive, la pianta a scacchiera delle vie e il ruolo degli spazi pubblici e dei monumenti la rendono uno dei migliori esempi di città ideale costruita in Europa.
 
Visitando Mantova e Sabbioneta si scopre un prezioso territorio plasmato dalla ricerca della forma urbanistica perfetta. È solo una sintesi del racconto dell’Unesco, ma è sufficiente a spiegare il perché le due città gioiello dei Gonzaga siano patrimoni dell’Umanità. A chi dobbiamo tanto onore? Leon Battista AlbertiLuca FancelliAndrea Mantegna e Giulio Romano a Mantova, Vincenzo Scamozzi e Bernardino Campi a Sabbioneta.
 
Il soffitto dello studiolo a Palazzo Giardino
 
8. I PAESAGGI FLUVIALI E I SAPORI DELL'OLTREPÒ
Il Mincio e l’Oglio hanno ormai rallentato la loro corsa prima di abbandonarsi alle acque de Po, che muove il paesaggio con zone umide di canneti, slarghi e golene. Una bella tavolozza sul territorio lombardo dove i Gonzaga hanno prosperato. Il consiglio è partire da Torre d’Oglio, perché poco prima che l’affluente si getti nel Po c’è un caratteristico ponte di barche che lo attraversa. Su strade bianche si può seguire il fiume Oglio per ben 60 km. Non occorre farli tutti per ammirarne la bellezza del paesaggio e la fauna selvatica che si raccoglie perlopiù nella zona della Riserva naturale Torbiere di Marcarìa. Fuori gli obiettivi, perché i punti di osservazione sono tanti e scenografici.

Magari dopo la giornata fuoriporta, cercate una delle trattorie caratteristiche di Sabbioneta, tuffatevi nel mondo gastronomico mantovano tra salumi, gnocchi fritti, tortelli di zucca e stracotti. Ma avanzate uno spazio per la regina di casa: la sbrisolona. “Brisa” è la briciola in dialetto locale, e ne farete molte addentando una fetta di questo dolce dalle antiche origini che rimandano alle cucine dei contadini ai tempi dei Gonzaga. Allora si usava nell’impasto lo strutto e la farina di mais. A corte la ricetta si impreziosiva con vaniglia, zucchero e limone, che hanno dato alla sbrisolona un sapore inconfondibile. 
 
Uno scorcio delle mura di Sabbioneta /thinkstockphotos
 
INFORMAZIONI E CONTATTI
- La visita di Sabbioneta è possibile tutti i giorni tranne i lunedì non festivi, dalle 9.30 alle 13 e dalle 14.30 alle 18 (fino alle 19 sabato, domenica e festivi) con un unico biglietto per tutti i monumenti di 12 euro; riduzioni e vantaggi dedicati ai soci del Touring Club Italiano.
- Per tutti i dettagli e per ricevere informazioni dettagliate e precise, si può contattare l'Infopoint di Sabbioneta allo 0375221044 oppure scrivere a sabbioneta@coopculture.it. L'Infopoint è a disposizione per le visite guidate, gli eventi e tute le informazioni del territorio. Per altre informazioni e contatti ecco il sito dell'Ufficio Turistico IAT di Sabbioneta.
- Sabbioneta è un borgo Bandiera arancione Tci: leggi la scheda di Sabbioneta sul sito di Bandiere arancioni!

 
 

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