Scopri il mondo Touring

I capolavori di un centro storico meno noto di quanto meriterebbe

Che cosa vedere a Pistoia, sulle orme di San Jacopo

di 
Luca Bonora
30 Gennaio 2019
Dona
Le radici nel passato, lo sguardo al futuro: questa espressione fa parte della retorica del turismo, e non solo, eppure è ancora oggi uno di modi più efficaci per sintetizzare un luogo che difende le sue tradizioni e le sue bellezze, ma cerca anche di modernizzarsi, perché fra il fascino dell’antico e la pedanteria del vecchio il passo è brevissimo. Soprattutto oggi, in un mondo digitale, vorace e superficiale.
 
È passato un anno e mezzo da quando Pistoia è stata Capitale italiana della Cultura, e siamo tornati a vedere che cosa è cambiato per non dimenticare cosa c’era già: una cittadina storica densa di arte, che non ha la notorietà planetaria di Firenze, Siena, Pisa, ma ne ha un simile prestigio storico e artistico.
 
Il lato Est di Piazza del Duomo a Pistoia. Da sinistra, il Palazzo del Comune, la Cattedrale con il campanile e il Palazzo dei Vescovi.
 
UNA PIAZZA DENSA DI STORIA
Pistoia vanta una delle più suggestive piazze d'Italia: piazza del Duomo, centro geometrico e fulcro sia del potere civile che ecclesiastico su cui si affacciano la cattedrale di San Zeno, con il suo campanile costruito su di un'antica torre longobarda; il battistero gotico di S. Giovanni in Corte ,del XIV secolo; Palazzo dei Vescovi, Palazzo Pretorio, Palazzo del Comune.

È un Bignami di storia e di storia dell’arte, dell’epoca dei Comuni e del Rinascimento, con pochi eguali in Italia. Non è un caso che la guida verde Touring Pistoia e Provincia le dedichi ampio spazio, ricordando fra l'altro come il mercato qui ospitato abbia più di mille anni: le sue origini si fanno infatti risalire a un documento imperiale del 998.
 
La magnifica facciata della chiesa di S. Paolo (XIII secolo).

Ma il centro storico vanta innumerevoli palazzi e chiese di rara bellezza – una su tutte, S. Paolo – incastonati in un tessuto urbano ben conservato e che ha saputo valorizzarsi con la candidatura, vincente, a Capitale italiana della cultura 2017. Un progetto che ha visto restaurare le mura urbane, il trecentesco ospedale del Ceppo, sviluppare percorsi ciclopedonali nel verde.
 
Nonostante sia uno dei capoluoghi toscani meno visitati, Pistoia paradossalmente costituisce una felicissima sintesi della toscanità tanto amata dai turisti - soprattutto stranieri. Una architettura superba e ben conservata, un’impronta urbanistica antica e armonica, una vitalità quotidiana un ricco tessuto di botteghe, chiese e musei.
 
ATTENZIONE AI NUOVI MERCATI
Che il 2017 abbia segnato un cambio di passo lo abbiamo capito da un dettaglio: il biglietto da visita dell’assessore comunale alla Cultura Alessandro Sabella è stampato in italiano e (fra le altre lingue) in cinese. Sabella ha aperto al mercato orientale in modo diretto, senza lasciare come purtroppo spesa accade, gli operatori turistici a condurre una battaglia solitaria. Non solo: ha capito che in un mercato turistico globale la specializzazione è fondamentale, e per quanto sia difficile e in parte forzato, una città d’arte italiana deve sapersi imporre per qualcosa in particolare, essere un gioiello di architettura medieval-rinascimentale non basta più, avere una delle piazze storiche più belle della Toscana non basta più.

«Stiamo puntando alla consacrazione di Pistoia come piccola Santiago avendo in città la reliquia di un pezzetto del cranio dell'apostolo Giacomo che riposa a Santiago di Compostela. Oltre a questo il cammino di San Jacopo con collegamento alla Francigena sarà l'elemento culturale, turistico e religioso che ci contraddistinguerà nei prossimi anni» spiega.
 
La  facciata della Cattedrale e accanto il Palazzo dei Vescovi.
 
LA PICCOLA SANTIAGO DE COMPOSTELA
Da tempo i pellegrini fanno tappa nella Cattedrale di Pistoia per la presenza dall’Altare Argenteo, monumentale opera di oreficeria che la comunità pistoiese ha dedicato al culto dell’apostolo Giacomo il Maggiore, patrono della città dopo l’arrivo nel 1144 della sua reliquia da Santiago di Compostela (reliquia collocata in una cappella edificata per l’occasione).  

Moltissime tradizioni popolari nacquero in quell’epoca e tutt’oggi restano vive nella cultura pistoiese, come la festa patronale del 25 luglio, occasione in cui piazza Duomo diviene il suggestivo teatro della Giostra dell’Orso, il celebre gioco storico pistoiese che ogni anno attira migliaia di visitatori. L’arrivo della reliquia fu accolto con grandi festeggiamenti e rese la città una delle tappe fondamentali del cammino dei pellegrini lungo la via Francigena. Le offerte tributate al Santo arricchirono grandemente la città, formando un vero e proprio tesoro sacro. Quel tesoro oggi rivive nel percorso monumentale del patrimonio della Chiesa Cattedrale, che appunto prende il nome de “Il Tesoro di San Jacopo”, un percorso turistico-culturale che dal Battistero propone una visita della Cattedrale, dell’Altare Argenteo e della Torre campanaria.
 
Il Battistero di S. Giovanni in Corte, a sua volta affacciato su Piazza del Duomo, visto dal campanile della Cattedrale.
 
Oltre a una magnifica vista sulla città e sulle colline circostanti, la salita al campanile permette di ammirare in modo ravvicinato e con una prospettiva privilegiata la sommità del Battistero e la cupola della basilica della Madonna dell’Umiltà, altro simbolo della Pistoia rinascimentale. Inoltre, nelle giornate serene, dal campanile di Pistoia è visibile il Campanile di Giotto di Firenze, a suggellare la posizione strategica della città di Pistoia, tra Firenze, Lucca e gli Appennini.  
 
Dona