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Idee per un lungo weekend nella seconda città del Portogallo

Che cosa fare tre giorni a Porto

di 
Tino Mantarro
8 Giugno 2018
Porto è una città che ama farsi guardare. E a certe città riesce meglio che ad altre. In questo caso è indubbiamente merito dei continui saliscendi che aprono fugaci squarci su tutti i quartieri: una volta è un pezzetto di fiume, un’altra le case ammassate della Ribeira; una volta è un panorama lontano che guarda verso l’Oceano, un’altra le travi di ferro del Ponte Luis I; il tutto perennemente orlato da un cielo imponente e presente, con nuvole bianche, grandi, alte, che corrono via attratte dalla penisola Iberica. Così, guardandola, ci si accorge che Porto non è uno di quei posti dalla sfacciata bellezza pieni di monumenti imprendibili che non si sa che cosa lasciar fuori.
 
 
È piuttosto una città attraente, con un fascino che si apprezza piano piano, conquistandolo passo dopo passo – con fatica relativa, dato che è tutto un saliscendi – e solo a patto di avere quel gusto per le cose non troppo ordinate, ma vissute; come certe signore che portano bene il segno degli anni e non di meno riescono a essere lo stesso alla moda. Ecco, Porto non è Lisbona ormai invasa dai turisti fino a scoppiare, è tutta da scoprire. Specie se si va un poco oltre quei due, tre posti ormai votati al turismo, e ci si addentra con tutta calma tra le vie acciottolate del suo centro e ancora oltre, verso l’Atlantico.
 
BONUS.
I belvederi in portoghese si chiamano Miradouros, come detto a Porto se ne trovano diversi, uno dei meno frequentati, ma con la vista migliore per godersi la città è il Miradouro da Vitória, che si trova all’inizio dell’antico quartiere ebraico. È un po’, come si dice, conciato, ma fa parte del fascino della città.
 
 
VENERDI'
Mattina al Mercado
La mattina da che mondo e mondo si va al mercato. Porto ha il suo bel mercato coperto, il Mercado do Bolhão (rua Formosa), con la sua struttura in ferro battuto. Al momento è ristrutturazione e forse diventerà un ennesimo mercato fighetto e turistico come altrove in Europa, ma non è detto. Certo è che fin alla chiusura al Mercado do Bolhão, come ancora accade per esempio a Valencia, i portuensi andavano davvero a far la spesa visto che è in una zona sì centrale ma abbastanza popolare. Per cui tutt’intorno sono rimaste belle drogherie che vendevano quello che qualcuno chiama ancora coloniali. Posti che odorano di spezie e baccalà, dove comprare vino portoghese dallo stupefacente rapporto qualità prezzo e le scatolette di conserva che vanno tanto di moda (dalle sardinhas, all’atum delle Azzorre, dal Bacalhau alle uova di pesce) come souvenir gastronomico, entrate a Casa Chinesa o a Casa Natal. Mentre Comer e Chorar por Mais (Rua Formosa 300), aperto nel 1912, vale una visita, anche solo per il nome.
 
Già che siete al Bolhao un giro classico di Porto tra la Sè Catedral, l’Avenida dos Aliados con i suoi palazzi che ricordano Gotham City e la Ribeira (la zona di vie ripide e strette a lato del Douro) lo farete sicuro, se vi riesce fate un salto anche alla Torre dos Clérigos (si possono salire i 255 scalini per godere della vista della città, ma anche no…) e alla restaurata chiesa sottostante, São Pedro dos Clérigos, un piccolo spettacolo di architettura religiosa.
 
 
Pomeriggio di design
Porto è un po’ come Milano, la città del design. Intorno a Porto si concentrano le fabbriche di mobili, di scarpe e di vestiti del Portogallo. Fino a qualche anno fa si limitavano a produrre cose in serie e a buon mercato, con scarso valore aggiunto e, oggettivamente non bellissime. Adesso la musica è cambiata, così passeggiando per Porto si trovano molti piccoli negozi che vendono prodotti “locali” con un occhio al design. Li si trova tra la rua Miguel Bombarda e la rua do Rosário, nuovo epicentro della Porto “cool”. Non aspettatevi gran lusso, ma piccoli negozi dove curiosare, fare acquisti e scambiare due chiacchiere. Alcuni sono eccentrici, come quelli che si trovano al Centro Comercial Miguel Bombarda; altri ti chiedi come possano stare in piedi, come quelli della bella Galerias Lumiere (Rua das Oliveiras 72), tra cui un giapponese piuttosto hippie che vende solo abiti giapponesi.
 
Per gli amanti delle librerie in zona ce ne sono tre da non perdere: Poetria, dedicato solo alla poesia nella Galerias Lumiere; la libreria di libri usati, Gostar de Ler (Rua Mártires da Liberdade 120) che sembra un’istallazione artistica, e Timtim por Timtim, specializzata in fumetti di altri tempi (Rua da Conceição, 27-29). Per chi ama il made in Portugal con un tocco retrò, di quando ai tempi dell’Estado Novo (il lungo periodo del governo salazarista) il Paese impoverito era condannato a una sorta di autarchia, non può non andare da A vida portuguesa (Rua da Galeria de Paris 20), dove quegli stessi prodotti sono stati ripresi e adesso sono di moda: è ormai turistico, di certo eccessivamente caro, però fa la sua scena.
 
 
Sera, non restate leggeri...
Non è certo il pasto più leggero del mondo, anzi, per qualcuno potrebbe essere quasi indigesto per quanto è pesante, ma a Porto bisogna assaggiare almeno una volta à francesinhas, un panino che da solo vale un pasto. Ispirato alla croquet monsiuer francese, pare sia stata inventata nel 1952 in un ristorante di Porto, Regaleira, da un barista, Daniel David da Silva. Ilristorante si trova in Rua do Bonjardim 87, ma a breve dovrebbe chiudere perché il palazzo è stato venduto. Ad ogni modo provatela dove vi ispira, sarà un’esperienza. Ci sono varianti, ma fondamentalmente si tratta di due fette di pane in cassetta farcite con prosciutto cotto (fiambre), linguiça (una salsiccia di maiale affumicata con aglio e cipolla), una bistecca di manzo, il tutto ricoperto da formaggio fuso e infornato in una terrina di terracotta con un'abbondante salsa (molho) che dovrebbe essere l’ingrediente segreto, ma è a base di pomodoro, birra e peperoncino. Insomma, un attentato al colesterolo.
 
SABATO
Mattina al mare, a Matosinhos
Anche se dalla maggioranza delle fotografie che si è abituati a vedere non si direbbe, Porto è una città di mare. Anche se può benissimo capitare che qualcuno ci sia andato senza neanche vederlo, questo benedetto mare che poi è oceano Atlantico, con le sue nubi che corrono immense dirette chissà dove. Per godere del mare di Porto ci sono due possibilità: prendere il tram storico sul lungo Douro e arrivare alla Foz do Douro, oppure, che è meglio, andare fino a Matosinhos e passeggiare sull’immensa spiaggia di sabbia fine fine che sembra quella di Rio senza tropico e senza Rio. E già che ci siete fermatevi assolutamente per pranzo, a Matosinhos, perché è - gioco di parole a parte – è questo il vero porto di Porto. Qui arrivano i pescherecci e qui si mangia il miglior pesce della città, lo racconta l’odore di griglia che invade le strade che vi attira come gatti, lo dice l’infilata di ristoranti per tutte le tasche che si trovano lungo rua Heroìs da França. Ricordatevi di annaffiarlo con il Vinho verde, leggero e bevibile, specialità del Nord del Paese.
 
 
Pomeriggio, tour delle architetture portuensi
Si chiama Escola do Porto, ed è una scuola architettonica che ha preso il via grazie a Fernando Távora un po’ come risposta al Modernismo di regime (di cui a Porto si trovano comunque stupendi esempi architettonici, tipo il teatro Coliseu, diverse abitazioni e qualche garage per le auto assai affascinante.) e negli ultimi decenni ha avuto ben due Pritzker Prize dell’architettura, Álvaro Siza Viera e Eduardo Souto de Moura, ambedue di Porto, ambedue star internazionali che però hanno segnato il paesaggio architettonico della loro città natale.
 
Così chi ama le architetture contemporanee non può non mettersi in marcia per vedere alcuni dei loro lavori principali: opere recente, come il Vidago Palace Spa di Siza Viera, e il Carlos Ramos Pavilion alla Scuola di Architettura e tutta l’università, ma anche le piscine di Leça (del 1966) si trovano fuori città, verso Nord. Oppure la torre Burgo, di Souto Moura, che ha costruito anche la piccola Casa do Cinema Manoel de Olivera, la metropolitana cittadina e la Casas das artes. Per i veri feticisti del genere vale la pena prendere un treno e andare a Braga per visitare lo stadio, forse l’unico al mondo con una parete in pietra.
 
 
Sera, let's dance (and drink)
Porto è una città con una grande università che ospita un buon numero di studenti stranieri che animano le serate cittadine, cui sempre più prendono parte i turisti, specie nel weekend. A questo si affianca un cartellone di concerti ed eventi culturali, che ormai ha il suo culmine nel primo weekend di giugno quando la città ospita il Primavera Sound, festival gemello (ma più economico) del Primavera di Barcelona. Il che vuol dire che in città si riescono a vedere buoni concerti di band indipendenti, e spettacoli interessanti nella maestosa Casa da Musica, l’immensa struttura costruita dall’architetto Rem Koolhaas. Se non siete da concerti, ma non rinunciate a uscire la sera, provate a vedere se tra Rua da Galeria de Paris e rua Candido dos Reìs trovare un bar che fa per voi, ce ne sono a decine e sono tra i più frequentati della città.
 
 
DOMENICA
Mattina di cultura, contemporanea
Alla Fundaçao Serralves (Rua Dom João de Castro 210) ci si può andare per molti motivi: la struttura che ospita questo centro di arte contemporanea è stato disegnato da Alvaro Siza e già per questo merita. Mentre il giardino e la villa sono un luogo piacevole dove trascorrere del tempo. Il museo ospita spesso bellissime mostre temporanee dove scoprire un po’ di più dell’arte portoghese e come tante istituzioni culturali all’estero ha anche una bella “cantina”, ovvero una specie di mensa, dove pranzare a buon prezzo in un bell’ambiente.
 
Non distante si trova il Nuovo museo di scienze naturali ( all’interno dell’Orto botanico cittadino), ricavato all’interno della casa della scrittrice Sophia de Mello Breyner Andersen, un luogo assai tecnologico e interattivo, che per gli amanti del genere merita assolutamente una visita.
 
Pomeriggio di Vinho do Porto...
Visto che quando nomini Porto tutti pensano al vinho do Porto, il vino liquoroso per cui la città va famosa, qualcuno vorrà anche fare l’immancabile giro delle cantine. Allora sarà bene sapere che le cantine non si trovano a Porto, ma a Villa Nova de Gaia, che sta dall’altro lato del fiume. Per arrivarci basta letteralmente un attimo: basta attraversare lo scenografico Ponte de Dom Luís I, che per chi è brianzolo è abbastanza uguale (stessa epoca) al ponte di Paderno d’Adda. Una volta dall’altra parte tutte le cantine offrono tour con degustazioni, scegliete quella che vi convince di più. Se volete fare un’esperienza diversa andate all’Istituto do Vinho do Porto (Rua Ferreira Borges 27) e in quelle austere stanze fate la vostra degustazione, peccato sia chiuso nel weekend.
 
Ancor meglio se invece che andare a Vila Nova de Gaia (che è davvero il massimo dell’esperienza turistica…) prendete il treno dalla stazione di Sao Bento (che merita una sosta anche se non siete in partenza) e andare verso Regua: un viaggio piacevole tra i vigneti a ridosso del Douro.
 
Ristorante e cinema, opzione tranquillità
Il bello dei paesi piccoli è che al cinema i film sono per forza di cose in lingua originale, perché doppiarli costa troppo. Così se siete amanti dei cinema (inteso come pellicole) ma anche dei cinema intesi come luoghi fate un salto al Cinema Trinindade (Rua do Almada 412; cinematrindade.pt), una sala del 1913 che ha riaperto lo scorso anno ed ha un bel cartellone di film indipendenti in tutte le lingue. Se invece l’ultimo giorno volete trattarvi bene andate a cena al Cantinho do Avilez (Rua Mouzinho da Silveira 66) uno dei ristoranti di quello che è considerato forse il miglior chef portoghese, certo la notizia si è sparsa ed è diventato abbastanza turistico, però si mangia davvero bene.
 
 
ARRIVARE
Per Porto ci sono due voli diretti ogni giorno da Milano Malpensa con Tap, la compagnia di bandiera portoghese (flytap.com). Oppure con Ryanair (ryanair.com) collegamenti diretti da Bologna, Cagliari, Bergamo Orio al Serio, Milano Malpensa, Napoli e Roma Ciampino. L’aeroporto Francisco Sá Carneiro si trova a una decina di chilometri dal centro. Ci si arriva sia con la metro (Linea E, che poi è un tram) che impiega circa mezz’ora. I taxi a Porto sono assolutamente economici, dunque rappresentano un’ottima alternativa.
 
DORMIRE
Poche Paesi come il Portogallo hanno visto un fiorire di nuovi indirizzi con un rapporto qualità prezzo così buono. Dozzine gli ostelli che puntualmente fanno incetta di premi, tra cui il Gallery Hostel (Rua Miguel Bombarda 222) e The Passenger Hostel (nella stazione di Sao Bento), prenotalo sul sito del nostro partner Booking.com. Tra i tanti hotel, la Pensão Favorita: sette stanze, un piccolo giardino e una terrazza dove fare colazione: come essere a casa di amici (rua de Miguel Bombarda 382), che si può prenotare tramite Booking.com.
 
IN PORTOGALLO CON LE GUIDE DEL TCI
Appena aggiornata, la nuova edizione della Guida Verde Portogallo contiene tutti i suggerimenti per vivere al meglio il vostro weekend a Porto, ma anche per allargare i vostri orizzonti e scoprire il resto del Paese, inoltrandovi per le strade del Nord.