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Dal panorama dal Torrazzo alle terre dei Gonzaga, dai luoghi di Stradivari ai tesori curati dai Volontari Tci di Aperti per Voi

Che cosa fare a Cremona, il salotto buono della Lombardia

di 
Fabrizio Milanesi
26 Gennaio 2018

A Cremona si sta bene. E non è uno slogan turistico,  ma il risultato di un secolare lavoro comune sulle attività che alimentano la qualità di vita. Se oggi i cremonesi possono accomodarsi in un ideale salotto buono possono farlo con la consapevolezza di averlo costruito con abilità e fatica, creatività e lungimiranza. Prima i campi e le cascine, poi fabbriche e commerci e da sempre il gusto per il bello e il buono del quotidiano. Musica e liuteria, gastronomia e accoglienza. Non possiamo esserlo, cremonesi, ma gustarne le atmosfere e goderne la bellezza si. Ecco qualche consiglio. 

1. SEDERSI A UN CAFFÈ IN PIAZZA DEL COMUNE
Partiamo così. Profondamente all’Italiana. Sedendo a un tavolo di un caffè che affaccia su una delle più belle piazze medievali d’Italia. Lo sguardo sui tre lati della piazza si sofferma sui simboli monumentali di Cremona: il Torrazzo, il Duomo, il Battistero ottogonale, la Loggia dei Militi e il Palazzo del Comune.

2. SCATTARE UNA FOTO PANORAMICA DAL TORRAZZO
Proprio perché siamo nella “bassa”, non fioccano le occasioni per godersi una vista d’insieme. L’occasione la regala l’altissima torre campanaria che domina la piazza. Chi soffre di vertigini è avvisato. Ma per guadagnarsi la vista si entra simbolicamente nella “porta del Paradiso” e si salgono 487 gradini che portano a ben 111 metri d’altezza. Prendendovi qualche sosta e recuperando fiato ed energie non mancate di curiosare la sala multimediale che spiega il funzionamento dell’orologio astronomico del Torrazzo.
 
Una veduta panoramica sui tetti della città /foto Thinkstock
 

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3. PASSEGGIARE, CORRERE O PEDALARE LUNGO IL GRANDE FIUME
È piacevole seguire il profilo del Po, magari concedendosi mezz’ora di attività fisica. Si può partire da viale Po e da qui raggiungere il Parco al Po lungofiume, con sentieri attrezzati e piacevoli aree per giocare con i bambini. Si pedala (o si corre) sotto il Ponte di ferro (1892) che porta alla sponda piacentina, dove risiedono le storiche società dei canottieri cremonesi. A sinistra, in circa quattro chilometri si può raggiungere l’area del Parco al Po e la lanca Bosconello.

4. GUSTARE LA MOSTARDA DI CREMONA
È tra le specialità locali la più nota e figura tra le più apprezzate nel complesso della gastronomia della Lombardia. La mostarda cremonese è un mix eplosivo tra il sapore dolce della frutta cotta e il piccante della senape. Il risultato è un gusto forte, complesso e antico, che si accompagna al bollito ma è una delizia anche con formaggi e salumi.
 
5. CONOSCERE LA CREMONA DI STRADIVARI (E NON SOLO)
I violini e gli echi di Stradivari “invadono” Cremona e i suoi possibili itinerari di visita. Da non perdere il Museo del Violino, che raccoglie i capolavori di liuteria delle famiglie Amati, Stradivari e Guarneri. Annesso al museo c’è anche un auditorium gioiello. Di Stradivari (1644-1737) si possono vedere la casa, in corso Garibaldi 57, i materiali di bottega (nel Museo del Violino); la statua nella piazza del centro a lui intitolata e la copia di bronzo della pietra tombale nei giardini di piazza Roma. Per immergersi nel mondo della liuteria in alcune botteghe della città si può assistere al lavoro artigianale. Le informazioni si possono avere sul sito del Consorzio liutai.

Ma Cremona è anche la città nativa di Claudio Monteverdi (1567-1643) e di Amilcare Ponchielli (1834-86) veri innovatori nell’arte musicale medievale e moderna, il primo nella composizione di magrigali e melodrammi, il secondo nella lirica.
 
Un laboratorio di liuteria a Cremona /foto Thinkstock

6. SCOPRIRE I TESORI CITTADINI CURATI DAI VOLONTARI TCI DI "APERTI PER VOI"
A Cremona sono tre i luoghi Aperti per Voi dai Volontari Touring per il Patrimonio culturale, un gruppo di energici soci che accoglie cittadini e turisti in monumenti che altrimenti sarebbero chiusi al pubblico o avrebbero orari di visita molto limitati.
 
Se volete anche voi sostenere Aperti per Voi associatevi al Touring Club Italiano! Soltanto grazie al contributo dei soci riusciremo a valorizzare sempre di più il nostro Paese. Un piccolo gesto servirà ad aiutarci nell'aprire altri tesori. Vi aspettiamo!
 
- La Chiesa della Santissima Trinità
Si arriva alla chiesa tra via Speciano e Corso Vacchelli, e una volta entrati da non perdere vi sono l’affresco del 1400 con San Carlo Borromeo e San Filippo Neri ai lati di una Madonna in trono e il gruppo ligneo della Pietà di Giulio Sacchi databile all’inizio del XVIII secolo inserito in una ancona dipinta e dorata seicentesca. Si affianca alla chiesa un campanile quadrato e stretto e prima di lasciare il complesso alzate lo sguardo verso un pregevole organo del ‘500.

 - La strada Basolata Romana
Risale al 1967 la scoperta dei resti di due strade romane: si tratta di selciati costituiti da lastroni in pietra (i bàsoli, appunto). Su entrambi i lati del tratto lungo l’odierna via Solferino si conservano i resti del marciapiede (crepido), mentre sul lato orientale è stato messo in luce un frammento di tubazione in piombo (fistula), parte del sistema di approvvigionamento idrico. Il ritrovamento, oltre al suo valore archeologico, è stato fondamentale per la ricostruzione dell'impianto urbanistico della città romana, fondata nel 218 a.C.
 
I resti della Strada Basolata Romana /Aperti per Voi

- La Chiesa di Santa Maria Maddalena
L’impianto architettonico risale al Qquattrocento con una sola navata, mentre tra il 1623 e il 1626, su progetto dell’architetto Carlo Mariani, il pavimento venne rialzato e le volte delle cappelle furono abbassate alla misura attuale. Nella prima cappella a destra è collocata una statua di S. Rocco, esempio di scultura lignea cremonese d’inizio 1600; nella seconda un grande Crocifisso ligneo del 1714 e nella terza l’altare con le reliquie di S. Geroldo, ucciso proprio nei pressi di Cremona.
 
7. FARE UNA GITA NELLE TERRE DEI GONZAGA
Prima di lasciare la cittadina il consiglio è prendersi del tempo per ripercorre le tracce lasciate dai Gonzaga, che qui erano potenti feudatari. Si lascia il centro di Cremona per seguire l’argine sinistro del Po e inoltrarsi nelle campagne a est della città. Dopo aver percorsi la ex statale 10 padana inferiore fino a Cicognolo, si segue per Ostiano, sulla sponda sinistra dell’Oglio. Ritornati sulla destra del fiume e superata Isola Dovarese, si torna sulla statale fino a Piàdena (a circa 40 chilometri da Cremona), da cui si piega a sud verso Casalmaggiore. È suggestivo rientrare a Cremona percorrendo la strada bassa di Casalmaggiore, toccando piccoli paesi a ridosso dell’argine maestro del Po. Se non si ha un mezzo privato, si può salire in sella e pedalare sulla ciclabile della Golena del Po che corre tra Cremona e Casalmaggiore. Oppure seguire un anello di circa 40 chilometri che include Cicognolo, Pescarolo, Ostiano, Volongo, Isola Dovarese, Torre de’ Picenardi, evitando la statale. 
 
Fuori Cremona, nelle terre dei Gonzaga /Thinkstock
 
PER SAPERNE DI PIÙ
- Sito web di Turismo Cremona
- L'elenco dei luoghi Aperti per Voi, con le schede e gli orari dei tre monumenti aperti a Cremona dai Volontari Touring per il Patrimonio Culturale
 
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