Scopri il mondo Touring

Perché visitare l'istituto a mezz'ora da San Francisco, tra campus animati, un campanile pseudoveneziano e una straordinaria vista sulla baia

California: a passeggio per Berkeley, l'università dei Nobel

di 
Luca Tancredi Barone
11 Dicembre 2017
 
Se non avete gli oltre 40mila dollari all’anno necessari per frequentare l’Università di Berkeley, una delle più prestigiose al mondo, ma siete invece in visita a San Francisco, perché non prendervi una mezza giornata per andare a passeggiare per il suo campus? Arrivarci da downtown San Francisco non è complicato: saltate sulla BART (Bay Area Rapid Transit), il treno metropolitano che con le sue 5 linee unisce tutte le località più importanti della Baia (quella che fa per voi dal centro di SF è la linea rossa, direzione Richmond) e con pochi dollari e meno di mezz’ora arriverete alla fermata Berkeley. Da lì in pochi minuti a piedi raggiungete l’ingresso dell’università, segnalato da un grande cartello immerso nella vegetazione.

UN'ARIA FUORI DAL TEMPO
Come quasi tutte le università americane, se viste con gli occhi europei anche Berkeley non è molto antica: venne fondata nel 1868. Grazie alla cura con cui vengono conservati il campus e gli edifici che ne fanno parte, tuttavia, anche oggi si respira un’aria fuori dal tempo. E soprattutto se avrete la fortuna di passeggiarci in una bella giornata (a San Francisco non è difficile), il profumo degli eucalipti che invadono ogni angolo della rigogliosa vegetazione del campus vi riempirà le narici. Potreste facilmente prenotare una camminata gratuita in cui vi faranno da guida studenti e studentesse della stessa università: è uno dei modi migliori per conoscerne la storia e assaporarne l'atmosfera.

 
Con i suoi 40mila studenti, fra laureandi e dottorandi, Berkeley è solo una delle dieci università della potente rete universitaria californiana (pubblica) ma, parlando di scienze, una delle più famose e importanti. Tanto per dire, ci sono così tanti premi Nobel che nel campus hanno addirittura dei parcheggi riservati a loro. L’università sul suo sito web è modesta, per cui ne menziona solo 47 (7 attivi e 40 fra alumni e deceduti), ma secondo i calcoli di Wikipedia è la quarta al mondo per numero di Nobel (ne contabilizza 94), considerando tutti quelli che hanno avuto qualche relazione accademica con l’ateneo. E poi ci sono 13 medaglie Fields (3 per ricercatori attivi) e 23 premi Turing (3 per ricercatori attivi), i premi più prestigiosi in campo matematico, 14 premi Pulitzer (4 per professori attivi) e ben 117 medaglie d’oro olimpiche (oltre a 51 d’argento e 39 di bronzo).
 
A Berkeley sono avvenute scoperte e ideate invenzioni che hanno cambiato il mondo. Per citarne solo qualcuna: la scoperta della vitamina E (nel 1922), del vaccino per l’influenza (negli anni '40), del plutonio (nel 1941) e di sedici altri elementi, dell’enzima telomerasi che promuove la divisione cellulare e la crescita (1985), l’invenzione del sistema operativo LINUX e dell’open source (nel 1969), la scoperta della terapia anticancro basata sugli anticorpi monoclonali (negli anni '90), fino alla recente invenzione della rivoluzionaria tecnica CRISPR-Cas9 (nel 2012), una tecnica di "taglio e cucito" delle sequenze di uno o più geni di qualsiasi cellula.
 

IL CAMPANILE, SIMBOLO DELL'UNIVERSITÀ
Nel campus, l’edificio più emblematico – nonché notevole punto di riferimento per orientarsi fra le decine di edifici – è il cosiddetto “Campanile”, vero e proprio simbolo dell’università. Il nome, in italiano, si deve al fatto che è una copia in cemento del campanile di San Marco, a Venezia. Le sue ben 61 campane, che coprono 5 ottave, vengono suonate tre volte al giorno a mano. 
 
 
Insolitamente, dal 1913 – anno in cui incominciò la sua costruzione - contiene anche tutta la collezione paleontologica dell’università proveniente dagli scavi nella vicina Los Angeles. Allora fu una soluzione di praticità – lì accanto si tenevano le lezioni – ma poi, grazie alla ristrutturazione della torre del campanile con criteri antisismici, si è dimostrato anche uno dei luoghi più sicuri per conservare i reperti. Quando ne venne conclusa la costruzione nel 1915, il giornale dell’università scrisse che “ora gli studenti non avranno più scuse per arrivare tardi”. Vi consigliamo di salire in cima – niente paura, c’è un ascensore, basta pagare i 3 dollari d’entrata. Da lassù, se siete fortunati e capitate in una giornata tersa avrete una magnifica vista di tutta la baia di San Francisco, e scorgerete all’orizzonte persino l’emblematico Golden Gate che è la rossa porta all’oceano Pacifico.
 
 
LA FAGLIA SOTTO I PIEDI
Se si viene fame, niente paura: seguite gli studenti e scoprirete molte caffetterie, al chiuso e all’aperto. E dopo pranzo non dimenticate di passare per il South Hall, al centro del campus e vicino al Campanile: è l’edificio più antico dell’università, unico edificio del complesso originale che è ancora in piedi. Ha ospitato molte facoltà nel corso dei decenni: oggi è sede della facoltà di informatica. Ci sono poi 32 biblioteche in tutta l’università, ciascuna con la sua storia e le sue caratteristiche: insieme costituiscono per dimensioni la quarta biblioteca accademica degli Stati Uniti, con 11 milioni di volumi. 

Una delle cose che vi incuriosirà (o vi spaventerà) sapere è che la faglia di Hayward, parallela alla più famosa di San Andreas, passa proprio sotto di voi: ma niente paura, tutto in California è costruito con criteri antisismici. Anche il California Memorial Stadium, dove giocano i locali Golden Bears – ve lo raccontano tutti gli orgogliosi studenti che vi portano a spasso per l’ateneo – è stato completamente rinnovato nel 2010 (la costruzione originale risale al 1923) proprio per renderlo sismicamente sicuro in caso di terremoto.

Qualcuno vi racconterà anche che Berkeley viene ricordata per il movimento degli studenti degli anni Sessanta del secolo scorso, benché la tradizione protestataria e pacifista di questo ateneo risale già alle prime decadi del ventesimo secolo. L’autunno del 1964 fu il più caldo, con proteste per la libertà di parola e contro il razzismo, e l’anno successivo anche contro la guerra del Vietnam (più recentemente, si sono visti cortei contro Trump). Ma non tutte le marce sono di protesta: se siete fortunati, come chi scrive, capiterete nei giorni di Halloween, e l’unica marcia che vedrete è quella di studenti mascherati che percorrono gai le strade dell’enorme campus. Unitevi alla festa, e scoprite la parte goliardica della vita universitaria americana!
 
 
INFORMAZIONI
- Per visitare Berkeley, da San Francisco basta salire sulla linea rossa della Bart, direzione Richmond, e scendere alla fermata Berkeley (www.bart.com).
- All'interno dell'Università si può girare liberamente o usufruire di un tour guidato gratuito, tutti i giorni alle 10, con prenotazione obbligatoria (info sul sito dell'Università). 
- Si può salire sul Campanile con i seguenti orari: lun-ven 10-15.45; sab 10-16.45; dom 10-13.30 e 15-16.45; info su festività e orari speciali sul sito dell'Università
- Per informazioni generali su San Francisco e la California, utili i siti degli enti del turismo, in italiano: sftravel.com e visitcalifornia.it.

- Prima di partire, vi ricordiamo l'acquisto della Guida Verde California e della cartoville San Francisco, maneggevole e utilissima! Le trovate in tutti i Punti Touring e sul nostro store online, scontate per tutti.
 
Dormire. Per dormire a San Francisco, consigliamo il Cornell Hotel de France. Situato in una posizione molto centrale, a pochi minuti da Union Square, quest’hotel originale a gestione familiare con un tocco europeo è l’ideale per sentirsi a proprio agio. Molto diverso da tante altre strutture anonime e tutte uguali fra di loro, ha stanze accoglienti e con personalità, uno staff gentile e disponibile e un ristorante gradevole e ispirato a Giovanna d’Arco e all’architettura gotica francese. 
 
Potete prenotare Cornell Hotel de France direttamente sul sito del nostro partner Booking.com.