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Si chiama La Cité du Vin ed è un museo di dieci piani dedicato al vino in tutte le sue forme

Bordeaux: perché non perdere la Città del Vino

di 
Tino Mantarro
15 Gennaio 2019
A Bordeaux il vino è una cosa seria. Non che altrove non lo sia, ma qui in riva alla Garonna è preso maledettamente sul serio. Anche perché nel mondo Bordeaux è sinonimo di qualità del vino, almeno come immaginario condiviso (non in Italia, chiaro). Che poi sia davvero il migliore è da vedere.

Però chiedete a un cinese o un americano medio in nome di un vino e l’unico che vi dirà è il Bordeaux. Forti di questa certezza nella città francese hanno deciso di far le cose in grande e a giugno 2016 hanno inaugurato La Cité du Vin, la Città del Vino: un museo dedicato al mondo del vino.
 
La Cité du Vin, Bordeaux - foto Anaka/La Citè du Vin /XTU Architects
 
UN PROGETTO MEGA
Ci sono voluti sette anni tra disegno, sviluppo e costruzione. Quasi cento milioni di euro la spesa per completarlo. Più che museo, la Cité du Vin sembra un grande parco a tema dedicato al vino. Oltre alle sale di esposizione infatti ci sono un auditorium da 250 posti, un wine bar su due piani, un ristorante, un tapas bar e un simulatore che fa vivere l’esperienza di un viaggio per mare di un mercante di vini francese alla conquista dei mercati del mondo. In totale 3000 metri quadri e 19 spazi tematici.

C’è un negozio che vende vini da 80 Paesi del mondo. E soprattutto c’è una specie di sedia su cui sedersi per riprendersi dalla sbronza (virtuale, si spera): una volta che ti siedi ascolti brani famosi dedicati alle sbronze. E se non si sa il francese? Nessun problema, all’ingresso – inclusa nel biglietto – viene fornita un’audioguida in sei lingue che vi recita il brano in italiano.
 

La table des terroirs, La Cité du Vin, Bordeaux - foto Anaka/La Citè du Vin /Casson Mann
 
L'ARCHITETTURA DELLA CITÉ DU VIN
Il palazzo della Città del Vino da fuori è strano, ancorché bello. Sembra un decanter, ma anche un cobra di vetro. Anche se non assomiglia a nulla di definito per scelta deliberata di Anouk Legendre e Nicolas Desmazières, i due architetti che hanno disegnato questo museo di dieci piani.

"Non assomiglia a nessuna forma riconoscibile perché vuole essere un’evocazione dell’anima del vino che sta a metà tra il fiume e questa città" hanno spiegato al sito ArchDaily. Per cui può assomigliare sia a del vino che cade dentro un bicchiere, sia alle curve di un grappolo sia alle onde della Garonna.
 

Atelier, La Cité du Vin, Bordeaux - foto Anaka/La Citè du Vin /XTU Architects
 
IL GUGGENHEIM DEL VINO
L’ambizione è fare della Cité du Vin il più grande centro culturale dedicato al vino del mondo, una specie di Guggenheim per gli amanti del bicchiere. Ogni anno la Cité du Vin propone due grandi mostre temporanee e una programmazione culturale varia: incontri, spettacoli, dibattiti, proiezioni. A presiedere il tutto, una fondazione con il compito di valorizzare e preservare la tradizione del vino - la Fondation pour la culture et les civilizations du vin - che amministra e gestisce il complesso grazie ai biglietti d'ingresso ma anche grazie alle donazioni private.

Per finire, le novità. Nel 2019, dal 15 marzo al 30 giguno ecco Renversant!, una mostra il cui sottotitolo è "Quando arte e design si impadroniscono del vetro". Quasi un centinaio di oggetti di vetro, prodotti negli ultimi vent'anni, ma anche opere d'arte, disegni, progetti e video per esplorare il processo creativo dalla sabbia al vetro, dall'uva al vino, dall'oggetto di utilità all'opera inedita. Per unire gusto e arte, tradizione e modernità.
 

Belvedere, La Cité du Vin, Bordeaux - foto Anaka/La Citè du Vin /XTU Architects
 
INFORMAZIONI
La Cité du Vin, Bordeaux
Orari: dalle 10 alle 18, da aprile a fine agosto dalle 10 alle 19.
Sito web www.laciteduvin.com.