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Un unico dispositivo per pagare i pedaggi in Italia, Francia, Spagna e Portogallo. E anche i parcheggi…

Arriva il Telepass europeo

di 
Renato Scialpi
10 Aprile 2018
Un solo dispositivo Telepass per i pedaggi autostradali di Italia, Francia, Spagna e Portogallo. La migliore notizia possibile per chi ama trascorrere le vacanze in questi quattro Paesi.
 
E non solo. Perché il Telepass europeo spalanca le porte anche al pagamento automatico della sosta in molte città del Vecchio Continente, prime tra tutte Parigi, Madrid e Barcellona. Oltre, come già avveniva, a Milano, Torino, Firenze, Roma e Napoli.

UNA SVOLTA EPOCALE
A “soli” 16 anni dall’introduzione dell’euro e, quindi, dall’eliminazione dei problemi di cambio valuta, c’è voluto un accordo tra il gruppo italiano Atlantia (capofila di Autostrade per l’Italia) il gruppo francese Aprr/Area e gli spagnoli di Pagatelia per rendere possibile a chi viaggia in auto e in moto quella che è già da molto tempo una realtà per oltre 100mila tra camion e furgoni, il cui Telepass copre ben sette Paesi europei.

Meglio tardi che mai, dunque. Ma in ogni caso una comodità per chi viaggia con auto, moto e camper lungo la costa del Mediterraneo e non solo. Perché il nuovo dispositivo permette anche di usare “in automatico” 400 parcheggi delle maggiori città europee.

Il Télépéage in Francia

COME FUNZIONA
Il meccanismo è semplice. Chi ha già il Telepass può richiedere l’attivazione e montare il nuovo dispositivo “interoperabile”. Chi non è ancora cliente, nel sottoscrivere il contratto riceve già il Telepass Europeo.

Il costo? L’attivazione, una tantum, è di 6 euro, poi 2,40 euro al mese, ma solo se il Telepass è effettivamente utilizzato fuori d’Italia; altrimenti non scattano addebiti, un po’ come era un tempo per il roaming dei telefonini. Dopodiché in Francia si spalancano le corsie “Télépéage” segnalate dalla T arancio (fatta eccezione per i tunnel del Monte Bianco e del Frejus) e in Spagna quelle del sistema “Via T” contrassegnate dalla lettera T bianca su fondo azzurro.

Le piste Via T in Spagna
 
A MISURA DI PORTOGALLO
Dove il Telepass europeo può dimostrarsi particolarmente comodo è il Portogallo. Qui molte autostrade non hanno barriere di pagamento e i pedaggi dei percorsi  e ponti "free flow" sono gestiti solo per via elettronica. Inutile "fare i portoghesi" perché, nonostante il modo di dire italiano, dal Portogallo i verbali per il mancato pagamento del pedaggio arrivano e con robuste sanzioni accessorie.

Al posto di noleggiare in frontiera un dispositivo Via Verde (6 euro per la prima settimana, 27 euro di cauzione e 10 euro di ricarica minima) oppure di registrarsi su Easytoll (27 centesimi di addebito a passaggio), poter usare il Telepass sulle piste Via Verde identificate dal logo con la lettera V bianca in campo verde è, soprattutto, una soluzione a zero stress.

Una corsia Via Verde in Portogallo
 
LA DOMANDA
Per gli incontentabili resta sempre la domanda: perché pagare come un servizio extra un sistema che permette al concessionario autostradale di risparmiare? Basta pensare ai minori costi in fatto di personale di riscossione, rischi legati al maneggio di contante ecc.

E in effetti in altre parti del mondo i pagamenti automatizzati dei pedaggi godono di tariffe preferenziali. Ma l’Europa da questo punto di vista sembra proprio essere sorda, molto sorda.
 
INFORMAZIONI
Sito web telepass.com.
Scarica le istruzioni Paese per paese in pdf qui.