Scopri il mondo Touring

Dopo il quadretto di Leda e il cigno dagli scavi della Regio V emergono la Stanza di Leda e l'atrio di Narciso

Amore e sensualità nell’ultimo ritrovamento a Pompei

di 
Fabrizio Milanesi
19 Febbraio 2019
Sembra che il giacimento di tesori di Pompei e dei suoi scavi sia inesauribile. A riemergere dalla Regio V di Pompei è questa volta un un’alcova sensuale e raffinata, un ritrovamento che segue quello recente del quadretto di Leda e il cigno, riaffiorato mesi fa nel corso delle operazioni di consolidamento dei fronti di scavo, lungo via Vesuvio. E alle spalle dell’ambiente torna in luce anche parte dell’atrio della dimora, con pareti dai vividi colori e l’affresco di Narciso, al centro di una di esse, che lo vede specchiarsi nell’acqua rapito dalla sua immagine, secondo l’iconografia classica.
 
Amore e soavità dei sensi sono le suggestioni che si avvertono tra le stanze di questa elegante dimora che, già dal corridoio di ingresso, accoglieva gli ospiti con l’immagine vigorosa e di buon auspicio del Priapo, anche essa già documentata mesi fa e in analogia con quella della vicina Casa dei Vettii.
 
Il cigno decora la Stanza di Leda / foto Parco Archeologico di Pompei
 
Decori raffinati caratterizzano l’intera stanza di Leda, con delicati ornamenti floreali, intervallati da grifoni con cornucopie, amorini volanti,  nature morte e scene di lotte tra animali. Sul soffitto, rovinosamente crollato sotto il peso dei lapilli, si estendeva l’armonia di questi pregiati disegni, i cui frammenti sono stati recuperati dai restauratori per ricomporne la trama.
 
Interessante, nell’atrio di Narciso, è la traccia ancora visibile delle scale che conducevano al piano superiore, ma soprattutto il ritrovamento nello spazio del sottoscala, utilizzato come deposito, di una dozzina di contenitori in vetro, otto anfore e un imbuto in bronzo. Una situla bronzea (contenitore per liquidi) è stata invece rinvenuta accanto all’impluvio.
 
Decorazione dettaglio stanza di Leda / foto Parco Archeologico di Pompei
 
“Proseguono le straordinarie scoperte di questo cantiere – dichiara Massimo Osanna, direttore della Soprintendenza di Pompei – Si ripropone nell’atrio della casa la scena di un mito, quello di Narciso, ben noto e più volte ripetuto a Pompei. Tutto l’ambiente è pervaso dal tema della gioia di vivere, della bellezza e vanità, sottolineato anche dalle figure di menadi e satiri che, in una sorta di corteggio dionisiaco, accompagnavano i visitatori all’interno della parte pubblica della casa. Una decorazione volutamente lussuosa e probabilmente pertinente agli ultimi anni della colonia, come testimonia lo straordinario stato di conservazione dei colori.”  
 
Per informazioni e approfondimenti vai al sito www.pompeiisites.org.