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Il progetto "L'esposizione digitale" della Biblioteca di Geografia del Dipartimento di Lettere e Culture moderne de La Sapienza Università di Roma

A Roma, un archivio fotografico geografico diventa digitale. E le immagini sono mappate sul planisfero

di 
Sandra Leonardi
2 Marzo 2021
 
Quest'articolo è frutto dalla convenzione stipulata dall’Associazione Italiana Insegnanti di Geografia (AIIG) e Touring Club Italiano. Sandra Leonardi è docente a contratto di Geografia e Turismo Sostenibile e valorizzazione del territorio presso la Facoltà di Lettere - La Sapienza Università di Roma, oltre a essere Consigliere Nazionale dell’AIIG.
 
"L’esposizione digitale": così si chiama il progetto relativo all'archivio fotografico e cartografico digitale della Biblioteca di Geografia del Dipartimento di Lettere e Culture moderne de La Sapienza Università di Roma. Si tratta di un sito web che funge da strumento di consultazione di immagini del passato. Il suo obiettivo è permettere la lettura e la comprensione di fenomeni spaziali per consentire una più agevole e accurata analisi geografica relativamente alle dinamiche di utilizzo del territorio, alla fruizione dei beni presenti e alle trasformazioni che le società rappresentate nelle immagini hanno determinato o subito nel tempo. In parole più semplici, attraverso le immagini digitalizzate si possono facilmente creare dei possibili percorsi didattici, viaggiare con l’immaginazione e per passione, approfondire temi per ricerche di vario genere (un obiettivo condiviso anche dal sito  www.digitouring.it, dove è consultabile parte dell'Archivio fotografico del Touring Club Italiano, ndr). 

Sul sito "L'esposizione digitale" sono finora consultabili un migliaio di lastre fotografiche. Nella Biblioteca di Geografia della Sapienza, insieme a varie suppellettili geografiche (carte, globi, strumenti di misurazione ecc.), sono infatti conservate circa 5.000 lastre fotografiche che hanno come nucleo tematico il mondo geografico - dai fatti e fenomeni fisici (le acque, l’orogenesi, i vulcani, i terremoti ecc.) alle attività antropiche (la vocazione agricola del territorio, l’edilizia e i lavori pubblici ecc.) fino alle visioni particolareggiate di alcuni paesaggi del passato. Un vero e proprio patrimonio geo-documentale, acquistato negli anni Venti del Novecento con lo scopo di creare un laboratorio cartografico che fosse dedicato principalmente all’insegnamento della didattica della geografia, come i direttori del dipartimento - Giuseppe Dalla Vedova e Roberto Almagià - affermarono in alcune delle loro pubblicazioni.

Avere materiali utili per formare meglio i futuri docenti di geografia, avvicinandoli in maniera diretta alla disciplina e mettendo loro a disposizione i ferri del mestiere, secondo entrambi i direttori del dipartimento fu di fondamentale importanza, poiché consentiva l’acquisizione della specifica tecnicità che avrebbero dovuto mettere in campo gli insegnanti una volta in aula. I geografi dell'epoca erano dunque già convinti che il ricorrere a quella che oggi si riconosce come "visual geography" fosse una soluzione ottimale soprattutto per essere al passo con i tempi e con le esigenze degli studenti e dei ricercatori.


Il portale de "L’esposizione digitale" 

FOTOGRAFIE SULLA MAPPA
Si parlava di lastre fotografiche. Si tratta di immagini catturate grazie a emulsioni su supporti di vetro, generalmente indicati come negativi su lastra di vetro, che fecero la loro comparsa a metà del XIX secolo e vennero utilizzati fino agli anni Quaranta del Novecento. Il termine “lastra di vetro” si riferisce in realtà a due formati diversi: una superficie piatta bagnata al collodio e il monodisco a secco di gelatina. 

La peculiarità e unicità dell'archivio digitale della Biblioteca di Geografia a Roma consiste anche nella georeferenziazione delle lastre: mediante l’individuazione delle coordinate geografiche, latitudine e longitudine, del’oggetto principale presente nella lastra, l'oggetto stesso viene localizzato geograficamente su un planisfero virtuale. Il procedimento è utile per due motivi: il primo, molto pratico, intende agevolare nella ricerca delle immagini direttamente sulla carta; il secondo favorisce la contestualizzazione territoriale dell’immagine impressa sulle lastre. 
 
Le lastre sono completate da una scheda contenente informazioni su quanto su di essa raffigurato, da una lettura descrittivo-oggettiva, con indicazione di autori e datazione ove è stato possibile risalire a informazioni di dettaglio. La compilazione delle schede è, in alcuni casi, partecipata: chiunque riconoscesse un luogo, un avvenimento, un riferimento utile per la ricostruzione descrittivo oggettiva può inviare una segnalazione che verrà vagliata dai curatori e quindi condivisa sul portale. Ad oggi hanno partecipato al progetto di scansione delle lastre e compilazione delle schede gli studenti e le studentesse del Corso di laurea Magistrale in Gestione e Valorizzazione del Territorio, borsisti e stagisti della Facoltà di Lettere della Sapienza, Università di Roma. 
 
Il materiale visuale consultabile su "L’esposizione digitale" è riferibile a tutto il mondo. Si spazia da piccoli borghi italiani a grandi città internazionali con varie possibilità di indagine: cambiamenti urbanistici, infrastrutture, beni culturali, stili di vita. Alcune immagini possono essere di supporto per lo studio della geografia fisica e della geografia regionale; contestualmente, una stessa immagine può essere comparata con fotografie attuali e, quindi offrire spunti di riflessione e approfondimento su tematiche diverse e odierne come, ad esempio, i cambiamenti climatici e la sostenibilità. Ogni lastra si presta a una narrazione stimolante poiché la visione del passato è di supporto per capire il presente e pianificare un futuro sostenibile: dal punto di vista geovisuale l’attività di analisi e l’interpretazione delle fonti fotografiche e cartografiche costituisce un veicolo di conoscenza importante rispetto alle trasformazioni territoriali e nella lettura e nella comprensione dei fenomeni spaziali.


Localizzazione sulla carta della lastra fotografica in vetro sul portale de "L’esposizione digitale"

Il fiume Volga alla confluenza con il fiume Oka nei pressi di Nižnij Novgorod nella Russia europea centrale - lastra fotografica in vetro sul portale de "L’esposizione digitale" 

L'IMPORTANZA DELLE IMMAGINI PER LA GEOGRAFIA
L’approccio visuale in geografia è piuttosto recente se confrontato con la storia del pensiero geografico. La svolta iconica arriva negli anni Settanta del Novecento e introduce nuove modalità di utilizzo dell’immagine: le immagini non sono più intese unicamente come corredo iconografico, ma diventano elementi di base per l’analisi di fenomeni spaziali, dai più semplici ai più complessi.
 
A conferma dell’importanza concettuale dell'audiovisivo come modello di linguaggio ulteriore e complementare rispetto al testo e alla parola si può richiamare il progetto del Censimento delle raccolte e degli archivi fotografici in Italia (www.censimento.fotografia.italia.it) che ha «lo scopo di identificare, in modo partecipativo, i soggetti che a vario titolo detengono raccolte o archivi fotografici, riportando informazioni sulla tipologia, sulla consistenza e sulle caratteristiche dei materiali fotografici conservati; la conoscenza sistematica di questo rilevante settore del patrimonio culturale costituirà l’elemento cardine su cui impostare le politiche per la sua tutela e valorizzazione» (anche il Touring aderisce al Censimento con il suo Archivio fotografico, ndr).

INFORMAZIONI
- Il progetto "L'esposizione digitale"
- Articoli di Sandra Leonardi: "Il patrimonio geo-cartografico del Gabinetto di Geografia della Sapienza Università di Roma"; "Ripensare e rimodulare il passato: progetto di musealizzazione dei materiali geo-cartografici
- Il sito dell'Archivio del Touring Club Italiano, www.digitouring.it