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Dallo scavo archeologico di via Alessandrina eccezionali ritrovamenti, esposti al museo dei Fori Imperiali ai Mercati di Traiano

A Roma scoperta una nuova porzione dei Fori Imperiali

di 
Fabrizio Milanesi
17 Dicembre 2020
I recenti ritrovamenti a Pompei, le spettacolari eruzioni dell’Etna e ora un nuovo importante ritrovamento a Roma, nel sito dei Fori Imperiali. Sembra quasi che il Belpaese ce la stia mettendo tutta per darci dei segnali che non possiamo trascurare oltremodo. La bellezza è intorno a noi, sopra di noi, sotto i nostri piedi e come comunità dobbiamo prendercene cura più che mai. 
 
A fare notizia questa volta è il ritorno alla luce di una nuova porzione dei Fori Imperiali. Si è infatti concluso lo scavo archeologico del primo tratto della Via Alessandrina e ora in Urbe, con un unico colpo d’occhio si potrà ammirare la piazza del Foro di Traiano con il complesso monumentale dei Mercati di Traiano. Un valore aggiunto, quindi, alla accessibilità della spettacolare area archeologica conosciuta in tutto il mondo.
 
Il sito del ritrovamento del Fregio Storico
 
LE TESTE IMPERIALI DI DIONISO E IL FREGIO D'ARMI
In una prima diretta streaming è stata mostrata una testa di età imperiale e identificata con il dio Dioniso, rinvenuta il 24 maggio 2019, intenzionalmente riutilizzata in un muro tardomedievale come materiale da costruzione e una seconda testa di età imperiale che raffigura probabilmente l’imperatore Augusto in età giovanile, mai mostrata al pubblico, ritrovata il 27 settembre 2019. 
 
Inoltre si sono potute ammirare i ben 60 frammenti del fregio d’armi che rappresentano le spoglie belliche dei popoli vinti e quelle dei vincitori, tutte deposte a simboleggiare la raggiunta pax romana. Il motivo, noto come Fregio d’Armi del Foro di Traiano, decorava pannelli marmorei fiancheggiati da statue di guerrieri daci che coronavano il ricco fronte della Basilica Ulpia e, forse, i portici della piazza del Foro di Traiano. 
 
Fregio con armi prima del restauro
 
IL VALORE SCIENTIFICO E TURISTICO DELLO SCAVO
L’intervento di eliminazione della via Alessandrina e dei conseguenti scavi si è rivelato tanto impegnativo quanto importante dal punto di vista scientifico. Lo scavo infatti, dopo una campagna preliminare nel 2016, si è svolto ininterrottamente da marzo 2018 fino allo scorso novembre sotto la direzione scientifica degli archeologi della Sovrintendenza, che si è mossa con l’obiettivo di riunificare in un unico sito le aree monumentali dei Fori di Traiano, Augusto e Nerva.
 
Gli sforzi congiunti di Roma Capitale, del Mibact e di Zètema Progetto Cultura sono stati ricompensati dalla acquisizione di dati significativi per la ricostruzione della storia del centro monumentale della città di Roma, riportando alla luce una nuova porzione della piazza del Foro di Traiano oltre ai resti delle abitazioni del quartiere medievale. Un lieto fine che ci restituisce un altro pezzo fondamentale del nostro passato.
 
Il Fregio con Armi dopo il restauro
 
IL MECENATISMO DELL'AZERBAIGIAN
Una curiosità per i “non adetti ai lavori” riguarda il finanziamento dell’opera. Perché a permettere lo scavo con un milione di euro è stata la Repubblica dell’Azerbaigian. Un vero e proprio atto di mecenatismo nato nel 2014, con la firma di una convenzione tra il comune di Roma e il ministero della Cultura e del Turismo della Repubblica Azera, e che sembra per fortuna dover avere un seguito: “Siamo pronti alla valutazione di nuove opportunità di collaborazione. Nell’ambito del partenariato strategico Azerbaigian-Italia, la città di Roma deve continuare ad avere un ruolo privilegiato”, ha infatti dichiarato Mammad Ahmadzada, Ambasciatore della Repubblica dell’Azerbaigian.