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Fino al 9 giugno 2019 la città ospita una delle rassegne più interessanti dedicate alle immagini

A Reggio Emilia torna il Festival Fotografia Europea

di 
Barbara Gallucci
15 Aprile 2019
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Dopo le rivoluzioni della passata edizione sono i Legami il tema scelto da Fotografia Europea per raccontare attraverso centinaia di immagini la contemporaneità.

“Punto di partenza ideale la letteratura e la filosofia della fine del XVIII secolo. Si potrebbe dire che in questa edizione si fronteggiano, e spesso si fondono, le suggestioni e le eredità di uno dei più bei romanzi della storia, 'Le relazioni pericolose' di Chordelos de Laclos, e quelle del 'Contratto sociale' di Jean-Jacques Rousseau, vale a dire le tematiche delle relazioni umane in tutta la loro estensione, da quella affettiva e quella sociale” racconta Walter Guadagnini, direttore artistico di Fotografia Europea.
 
 
Dal legame familiare quindi, inteso in tutte le sue infinite variabili, a quello pubblico che sposta più in là il livello di intimità, accentuando invece il comportamento sociale e, più latamente, politico.
 
Fino al 9 giugno Reggio Emilia ospita quindi mostre, conferenze, spettacoli, workshop, nonché le fotografie di decine di artisti provenienti da mezzo mondo. Il festival, promosso e organizzato da Fondazione Palazzo Magnani insieme al Comune di Reggio Emilia e alla Regione Emilia-Romagna, esplora tutti gli ambiti della creatività per immagini ospitando, in ogni edizione, fotografi emergenti, valorizzando però anche i maestri del passato.
 
Per questo emoziona e colpisce la retrospettiva allestita a Palazzo Magnani dedicata a Horst P. Horst, maestro tedesco naturalizzato americano, i cui scatti sono diventati essi stessi icone di stile. Dalle copertine di Vogue alle immagini più intime degli esordi a Parigi negli anni Trenta, un viaggio prevalentemente in bianco e nero che incanta. Sempre in bianco e nero le foto di Larry Fink, maestro americano cui è dedicata la mostra Unbridled Curiosity (curiosità sfrenata) a Palazzo da Mosto. Sono 90 le immagini esposte che mirano a evidenziare i legami tra le persone e i luoghi: dalle battaglie per i diritti civili alle feste più esclusive di Hollywood.
 
 
Stessa location ma ambientazioni diverse per Arabian Transfer, mostra di Michele Nastasi che mette in luce il carattere perennemente in evoluzione di sei città della Penisola Araba, nuovi mondi che, per forza di cose, danno il via a nuove relazioni.
 
 
Da non perdere anche la visita alla Sinagoga dove trovano il giusto spazio le grandi fotografie di Vincenzo Castella che con Urban Screens riflette sul rapporto tra uomo e natura: le foto sono infatti tutte state scattate in serre anche se sembrano raccontare di ambienti selvaggi ed esotici.
 
 
Ma la tappa imprescindibile in questa edizione sono i Chiostri di S. Pietro che, dopo i lavori di restauro, tornano a essere il fulcro di Fotografia Europea ospitando numerose mostre e dando il giusto spazio al Paese ospite di quest'anno, il Giappone. Il Paese del Sol Levante viene raccontato attraverso i lavori di giovani fotografi giapponesi come Kenta Cobayashi, Motoyuki Daifu e Ryuichi Ishikawa, ma anche con gli occhi di artisti europei, dai robot di Justine Emard alle magalopoli di Pierfrancesco Celada, fino agli scatti di Vittorio Mortarotti e Anush Hamzehian. Non manca anche la visione della cinese Pixy Liao, rivelazione della fotografia mondiale il cui lavoro a Reggio Emilia racconta il suo legame con il fidanzato Moro, ragazzo giapponese.
 
 
I Chiostri ospitano anche tre progetti particolarmente interessanti a cominciare dal video di Francesco Jodice Rivoluzioni che parte da un fatto realmente accaduto per raccontare, con un gioco di rimandi divertente e inaspettato le connessioni tra realtà e finzione. Un'altra produzione inedita è quella che coniuga le foto di Jacopo Benassi con la coreografia di un ballerino professionista con un fiorettista disabile.
 
Diverso l'approccio al mezzo fotografico di Samuel Gratacap che porta ai Chiostri gli scatti del progetto Fifty-fifty realizzato in Libia nel 2014, dove la proporzione tra la vita e la morte è, in effetti, del cinquanta e cinquanta.
 
 
La grande kermesse non si ferma qui. Decine gli eventi collaterali da non perdere che si estendono ad altre realtà culturali locali, dalla Fondazione Maramotti al Csac, Centro studi e archivio della comunicazione di Parma, fino alla Fondazione Moderna Arti Visive.
 
INFORMAZIONI
XIV edizione di Fotografia Europea
Intimità, relazioni, nuovi mondi 

Reggio Emilia, 12 aprile - 9 giugno 2019 
Festival promosso e organizzato dalla Fondazione Palazzo Magnani insieme al Comune di Reggio Emilia e Regione Emilia Romagna
Biglietto unico per tutte le mostre. Orari a seconda delle sedi e dei giorni festivi; in ogni caso, sedi sempre aperte sab e dom 10-19.
Il calendario completo delle mostre e degli appuntamenti si trova sul sito www.fotografiaeuropea.it.
 
 
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