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Fino a novembre nella Capitale italiana della cultura 2018

A Palermo è tempo di Manifesta, la Biennale europea d'arte contemporanea

di 
Barbara Gallucci
18 Giugno 2018
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All'inizio degli anni Novanta l'Europa viveva un periodo di profondo mutamento politico con la fine dell'Unione Sovietica e l'inizio di un momento potenzialmente straordinario per il vecchio continente. L'integrazione europea era il mantra che tutti sognavano da anni e anche l'arte trovò il suo momento transnazionale con la fondazione, nel 1993, della biennale nomade europea per mano della storica dell'arte olandese Hedwig Fijen che tutt'ora la dirige.

Giunta alla sua dodicesima edizione, Manifesta sbarca oggi a Palermo dove, fino al 4 novembre, conquista chiese, palazzi, piazze e interi quartieri travolti dalla creatività espressa in varie forme da artisti, scrittori e architetti provenienti da tutto il mondo.
 
 
Un sistema diffuso di mostre che coinvolge venti sedi, circa 50 tra artisti e collettivi, e una girandola di eventi collaterali che invitano chiaramente a scoprire Palermo un poco alla volta. Il progetto curatoriale di questa edizione è poi quanto mai importante in questo momento storico: Il Giardino Planetario. Coltivare la coestistenza parte infatti dal sincretismo culturale, artistico, storico e botanico di Palermo che ha sempre avuto un'indole votata all'accoglienza e all'ibridazione.
 
Questo straordinario Giardino si compone di tre sezioni: Garden of Flows che esplora il concetto di tossicità nella vita delle piante e la botanica in relazione alle risorse del pianeta e al bene comune globale; Out of Control Room che ha come obiettivo quello di restituire tangibilità al mondo virtuale digitale; City on Stage che invece punta proprio alla comprensione della natura stratificata di Palermo incoraggiandone una lettura critica contemporanea.
 
 
Per ciascuna sezione cambiano le location che, in questa Manifesta, fanno spesso la parte del leone. Tra quelle da non perdere l'Orto botanico dove il colombiano Aberto Baraya propone il suo orto siciliano ideale, mentre il toscano Leone Contini ne avvia uno sperimentale. A Palazzo Butera, straordinaria architettura barocca sul Foro Italico per anni abbandonata e ora tornata al suo originale splendore, sono esposte affascinanti installazioni dedicate al sincretismo floreare proprio della Sicilia opera della brasiliana Maria Theresa Alves, il film in 16mm del torinese Renato Leotta, la video installazione incentrata sul valore della memoria e sul potere evocativo della botanica dello svizzero Uriel Orlow e le fotografie del russo Sergey Sapozhnikov.
 
 
E poi ancora focus sulle migrazioni e sull'identità a Palazzo Ajutamicristo, mentre di integrazione e violazioni dei diritti dei migranti si parla, attraverso l'arte, al Palazzo Forcella De Seta. Quartier generale di Manifesta 12 il Teatro Garibaldi dove lo scrittore e sceneggiatore palermitano Giorgio Vasta e il collettivo Wu Ming 2 propongono entrambi una narrazione della città: il primo con un podcast, il secondo con un percorso interattivo e urbano legato al periodo del colonialismo italiano.
 
Sempre nel Teatro è previsto un calendario di proiezioni a ingresso libero che sarà proposto anche all'arena cinematografica La Sirenetta a Mondello riaperta dopo anni di abbandono.
 
 
Infiniti anche gli eventi paralleli e collaterali realizzati in collaborazione con artisti locali, musei, istituzioni e professionisti del settore che rendono ancora più partecipata questa Manifesta palermitana.
Sono previste diverse formule per i biglietti d'ingresso con un'attenzione particolare per la popolazione locale che ha diritto a pass a prezzo ridotto (Local Season Pass a 10 euro). Per tutti gli altri il biglietto di un giorno costa 15 euro, quello di tre giorni 25 euro. Da non perdere le visite guidate accompagnate dai cosiddetti Giardinieri che indicheranno la strada ai visitatori di questo straordinario, complesso e imperdibile Giardino Planetario.
 
INFORMAZIONI
- Manifesta 12, Palermo, fino al 4 novembre. Sito web manifesta12.org.
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