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Partono le celebrazioni degli Archivi con molte iniziative digitali. Il tema 2020? Quello della figura femminile

Un podcast Touring dedicato a Matilde Serao per l'edizione 2020 di Archivissima

di 
Renato Scialpi
3 Giugno 2020
In vista della "Notte degli Archivi" dell’8 giugno e della "Giornata internazionale degli Archivi" del 9 giugno, l’edizione 2020 di Archivissima (dal 5 all’8 giugno) si svolge quest'anno in forma digitale, trasformandosi in una grande trasmissione con un palinsesto di oltre 50 puntate, di cui 18 podcast inediti d’autore dedicati alle storie degli archivi, che andranno on line nelle stesse date in cui avrebbero dovuto svolgersi gli eventi dal vivo. 
 
Con l’hashtag #WOMEN, il tema 2020 degli eventi di Archivissima è quello della figura femminile, per proporre una riflessione che mette al centro le donne, non solo per celebrarne i successi ma per testimoniare l’importanza dei processi di trasformazione e cambiamento che hanno saputo attivare, nella politica, nella letteratura, sul lavoro, nella medicina e nello sport. 
 
In particolare, dieci podcast porteranno alla scoperta dei documenti e delle carte conservati in alcuni archivi, dall’Archivio Storico Ricordi con un focus dedicato a Maria Callas a quello delle Fondazione Mondadori che incentrerà il racconto sulla scrittrice e poetessa Alba De Cespedes. Altri otto podcast avranno come voci narranti alcune ospiti di eccezione: da Eliana Liotta che racconterà al pubblico l’Archivio storico di Intesa Sanpaolo all’autrice de "I leoni di Sicilia" Stefania Auci che leggerà un suo testo inedito, dal titolo "Il Contabile", redatto appositamente per l’evento, a Gabriella Greison che ripercorrerà il lavoro d’archivio svolto per scrivere i suoi libri "Sei donne che hanno cambiato il mondo" e "L’incredibile cena dei fisici quantistici". 
 

Direttrice e docenti dell'Educatorio Principessa Isabella delle Opere Pie San Paolo nel 1912

IL CONTRIBUTO DELL'ARCHIVIO TOURING
Anche l’Archivio Touring partecipa a questa edizione di Archivissima e lo fa con un podcast - ascoltabile in fondo all'articolo - che porta alle origini del reportage di viaggio per scoprire la grande scrittrice Matilde Serao in ruolo poco noto, quello di inviato speciale della Rivista mensile del Touring. Se capita di citare la letterata italiana, infatti, tutto ciò che il lettore medio ricorda è che si tratta di un’autrice di fine Ottocento. I più preparati menzionano, con malizia, le sei candidature (senza successo) al Nobel della letteratura negli anni Venti del Novecento. 


Matilde Serao al suo tavolo da lavoro di direttore del quotidiano Il mattino
 
In realtà, Matilde Serao andrebbe ricordata proprio come la prima giornalista italiana ad avere diretto e fondato un quotidiano, per poi tenere a battesimo nel 1892 Il mattino di Napoli. E il suo legame con il Touring nacque proprio nella passione per il giornalismo. Sul numero di luglio 1910 della Rivista mensile del Touring uscì infatti il reportage di un suo viaggio in Alta Engadina. Un lungo articolo che esordisce focalizzandosi sulle reazioni a un faticoso e accidentato percorso in vettura di posta. «Che pensano? – scrive la Serao dei compagni di viaggio – Nove ore intiere essi debbono passare in quelle vetture larghe e comode, tirate da robusti e bei cavalli, che scuotono la testa costantemente (...) Nove ore intiere salvo una fermata di 40 minuti a Vicosoprano per cambiare i cavalli». 
 
Dalle pagine della Rivista mensile del Touring, Matilde Serao, con maestria narrativa, porta a scoprire una Sankt Moritz già avviata a essere una «villeggiatura di montagna (…) così graziosa, così brillante, così fervida ma, anche, così banale!» per raccontare un’avventura fin surreale per il pubblico di 110 anni più tardi: il sequestro di un’automobile, veicolo proibito nei Grigioni di allora. «Ah quanto sono profondamente annoiati, anzi infelici, questi grandi vagabondi, due signore e due uomini, uno chauffeur e un meccanico (…)  La loro Mercedes è ferma dalle otto di stamane nella piazzetta di Saint Moritz Dorf, sequestrata, le automobili non circolano nei Grigioni (…) costoro, i ricchi, capricciosi e sventurati touristes non lo sapevano (…) non solo debbono pagare un’ammenda ma (…) per andarsene questa automobile deve essere trascinata dai cavalli, a passo lento».


Un'automobile al Passo del Bernina nel 1930, dopo che cadde il divieto di circolazione
 
Un “messaggio in bottiglia”, quello di Matilde Serao, che apre una finestra inaspettata sugli albori del turismo. Uno sguardo inedito che spiega pure alcune delle immagini che corredano questo testo. Una - riprodotta qui sopra - è scattata al passo del Bernina 20 anni più tardi: come racconta la Serao, dal 1900 (e fino al 1925) il Canton Grigioni rifiutò infatti il transito alle automobili. L’altra - qui sotto - ritrae proprio l’automobile “incriminata”: «una macchina possente, una carrozza che sembra una casa, piena di tutte le comodità e le raffinatezze per rendere agile e divertente la vita dei grandi touristes che hanno la fortuna di possederla» scrive Matilde Serao; un autentico capolavoro della meccanica che per la prima volta nella storia del marchio tedesco equipaggiò una vettura da turismo con un propulsore a sei cilindri da ben 80 cavalli e che ha oggi un posto d’onore al museo Mercedes di Stoccarda.

Il podcast realizzato per Archivissima ha la voce di Fiorenza Auriemma, giornalista, viaggiatrice e lettrice del "Patto per la lettura" di Milano.


Il modello di auto citato nel testo della Serao, oggi esposto al museo Mercedes di Stoccarda

INFORMAZIONI
- Il programma di Archivissima 2020 è sul sito archivissima.it.
- Qui sotto è possibile ascoltare il podcast "Una impressione" di Matilde Serao - dalla Rivista mensile del Touring Club Italiano, luglio 1910 - voce di Fiorenza Auriemma.