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Incontri e laboratori di progettazione partecipata dedicati agli operatori turistici. Le fasi conclusive e le tappe precedenti

TCI e Fondazione per lo Sviluppo dell’Oltrepò Pavese a sostegno del turismo locale

28 Maggio 2018

Valorizzare il turismo nell’Oltrepò Pavese: è questo l’obiettivo del progetto nato dalla collaborazione tra la Fondazione per lo Sviluppo dell’Oltrepò Pavese e il Touring Club Italiano, nell’ambito dell’iniziativa "Oltrepò biodiverso" cofinanziata dalla Fondazione Cariplo con il programma AttivAree per supportare il territorio nella promozione dei suoi innumerevoli fattori di biodiversità ambientale.
 
Il patrimonio paesaggistico e naturalistico dell’Oltrepò è tale che il turismo può rientrare a pieno titolo tra gli strumenti di sviluppo dell’economia locale e di valorizzazione della biodiversità: per questo motivo, attraverso l’attività del Centro Studi Touring, gli operatori del territorio sono accompagnati nella creazione di esperienze di viaggio commercializzabili.

LA FASE CONCLUSIVA DEL LAVORO
Dopo aver co-progettato con gli operatori locali una decina di esperienze di viaggio su cinque temi condivisi – enogastronomia, borghi e castelli, slow tourism, osservazioni naturalistiche e attività sportive outdoor – e averle testate sulla community Touring, l’attività di accompagnamento in Oltrepò si è chiusa con tre workshop specialistici su promo-commercializzazione del prodotto, rapporto con i tour operator e organizzazione del sistema turistico locale.

Il primo incontro – svoltosi a Varzi il 18 aprile scorso – ha ospitato Antonia Latino, dell’Ufficio Marketing e Comunicazione di Explora, la Destination Management Organization di Regione Lombardia, CCIAA Metropolitana e Unioncamere Lombardia. Durante il workshop sono state presentate le diverse opportunità di promozione offerte dalla DMO ed è stata sottolineata la necessità di un’organizzazione locale di operatori coesa per dialogare efficacemente con l’esterno.

Il secondo incontro, il 9 maggio a Voghera, ha visto la partecipazione di due tour operator specializzati in turismo enogastronomico e slow tourism. Tullia Caballero di S-cape e Fabio Pittella di Adagio-con-Brio hanno spiegato cosa i turisti internazionali, in particolare quelli di lingua tedesca, si aspettano da una vacanza alla scoperta dell’Italia meno nota e come gli operatori locali possono organizzare i propri servizi di conseguenza.

L’ultimo incontro, il 23 maggio sempre a Voghera, ha portato la testimonianza di un territorio turisticamente “avanzato” della Lombardia: la Valtellina. L’ospite, Matteo Dessì, responsabile di prodotto dell’APT di Livigno, ha raccontato come è stata organizzata l’offerta del prodotto natura e sport e di quale ruolo ha giocato un’organizzazione efficiente del settore pubblico e del privato per il raggiungimento di risultati importanti per il territorio.



LA PRESENZA IN FIERA
Del progetto si era parlato in occasione di Fa' la cosa giusta, fiera sugli stili di vita sostenibili organizzata da Terre di Mezzo a Milano, dove era stato organizzato l'incontro Il rilancio turistico dell’Oltrepò Pavese. L’esperienza del Touring Club Italiano nella valorizzazione delle aree interne insieme a Fondazione Cariplo con il Programma AttivAree per supportare il territorio nella promozione dei suoi innumerevoli fattori di biodiversità ambientale.

All’appuntamento di venerdì 23 marzo avevano partecipato Matteo Montebelli, responsabile ricerche, analisi & pubblicazioni del Centro Studi del Touring Club Italiano, Filippo Tantillo, coordinatore scientifico del team di supporto al Comitato Nazionale per le Aree Interne e Paola Fugagnoli della Fondazione per lo Sviluppo dell’Oltrepò Pavese con la moderazione di Valeria Garibaldi di Fondazione Cariplo. 

L’APPUNTAMENTO DEL 21 MARZO E L’INDAGINE TOURING
In occasione dell’ultimo laboratorio di progettazione partecipata, organizzato a Varzi il 21 marzo scorso, erano invece stati presentati agli operatori locali i risultati dell’indagine condotta dal Centro Studi del Touring Club Italiano sui circa 39mila iscritti alla community Touring che risiedono nelle province lombarde, piemontesi, liguri ed emiliane più vicine all’Oltrepò: in pochi giorni erano stati compilati circa 1.400 questionari on line. Questi i risultati. 

L’enogastronomia costituisce la componente predominante dell’immagine dell’Oltrepò (69%), con una netta prevalenza del vino (58%) sui prodotti alimentari (11%). Seguono a distanza natura e paesaggio (15%) e borghi e castelli (11%). L’Oltrepò Pavese non può dirsi una destinazione propriamente sconosciuta da parte dei residenti nelle aree interessate dalla survey visto che l’85% dei rispondenti afferma di esserci stato. In ogni caso, il territorio non costituisce ancora un vera e propria destinazione turistica: solo il 25% di tutti i rispondenti, infatti, vi ha trascorso una vacanza di più giorni mentre la maggior parte l’ha visitata come meta escursionistica in giornata (60%).

Dalle risposte poi emerge una coerenza di fondo tra l’immagine del territorio e le attività svolte localmente: ai primi posti si trovano infatti sempre aspetti relativi alla gastronomia (“Ho mangiato in un ristorante/agriturismo”: 72%) e al vino (“Ho visitato una cantina”: 47%).

Da segnalare alcune specificità: i fattori storico-culturali (“Ho visitato borghi e castelli”: 58%) e gli eventi (26%) sembrano incidere molto nelle attività svolte sul territorio ma non costituiscono invece elementi altrettanto rilevanti dell’immagine. Viceversa, i temi legati alla natura e al paesaggio, che connotano l’immagine dell’Oltrepò in termini di associazioni suggerite, non si traducono in attività particolarmente praticate durante il soggiorno/visita: è probabile dunque che esista un gap di comunicazione su cui lavorare nel prossimo futuro.

Sulla base di quanto emerso nel corso dei laboratori con gli operatori locali, erano state proposte alla community Touring 5 possibili esperienze di viaggio, coerenti con i temi discussi negli incontri. Il weekend per borghi risultava il «prodotto» valutato come più interessante mentre quello nella natura e, soprattutto, l’esperienza all’insegna dello sport avevano raccolto meno entusiasmo.


GLI APPUNTAMENTI PRECEDENTI
Il primo appuntamento
si era svolto lo scorso 19 dicembre a Varzi dove sono stati presentati e discussi i nuovi trend del turismo contemporaneo e le loro connessioni con il territorio: dal turismo lento, con i diversi Cammini, le Vie e la rete escursionistica che contraddistinguono l’Oltrepò, a quello più prettamente sportivo – in particolare per gli amanti della mountain bike – alle osservazioni naturalistiche con il “butterfly watching”. Il tutto senza dimenticare la vocazione termale dell’area, la presenza di un patrimonio di piccoli borghi e di un’enogastronomia in grado di completare l’offerta per il turista. La giornata era stata aperta dal presidente della Fondazione Riccardo Fiamberti e ha visto la partecipazione di circa trenta operatori attivi nell’area collinare e montana della provincia di Pavia, nonché di rappresentanti delle istituzioni locali.

Sempre a Varzi si erano poi svolti due laboratori dedicati alla progettazione partecipata di esperienze di viaggio, alla presenza di oltre 50 operatori perlopiù attivi nell’area collinare e montana, motivati a mettersi in gioco per far crescere il turismo. La giornata del 17 gennaio era iniziata con un lavoro sugli attrattori: ognuno ha potuto citare luoghi, eventi e punti di interesse in grado di stimolare il turista a visitare l’Oltrepò. Da questa prima ricognizione, gli operatori avevano identificato cinque temi prioritari: outdoor, osservazioni naturalistiche, enogastronomia, slow tourism, castelli/borghi/abbazie. Si erano formati così altrettanti gruppi di lavoro che hanno descritto in una scheda di grandi dimensioni attrattori e servizi in grado di comporre un’esperienza di viaggio vendibile, sulla base delle tendenze del turismo di oggi. L’incontro si era concluso con una presentazione dei lavori e l’identificazione delle prime idee di prodotto da sviluppare.
 
L’incontro del 31 gennaio aveva permesso di fare un passo in più. Sulla base di quanto già scritto e condiviso dai gruppi, il lavoro di progettazione partecipata aveva consentito di strutturare 11 itinerari di viaggio esperienziali nell’Oltrepò organizzati in tappe e con una prima riflessione sui costi. 
 

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