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La nostra indagine sulle tendenze del turismo nella seconda estate dall'inizio della pandemia

Come sono andate le vacanze 2021 degli italiani

di 
Centro Studi
23 Settembre 2021

Tra il 14 e il 16 settembre il Centro Studi TCI, in collaborazione con Hertz Italia, ha realizzato una survey on line con la community Touring – oltre 300mila persone che condividono contenuti, proposte e valori della nostra associazione – per fare emergere le tendenze del turismo nell’estate 2021. Sono oltre 4.700 i questionari compilati.
 
Una community che non rinuncia al viaggio, nonostante la pandemia
La community on line che Touring ha costruito negli anni manifesta tradizionalmente una spiccata vocazione per i viaggi: anche nell’estate 2021 la quasi totalità – circa il 94% (era il 90% nel 2020) – ha fatto almeno una vacanza tra giugno e oggi. Si tratta di una quota superiore rispetto a quella riscontrata nella consueta survey previsionale del Centro Studi TCI di inizio estate nella quale il 71% della community dichiarava che sarebbe partito “certamente” per le vacanze.
 
Cambia il modo di fare turismo, ma ci sono segnali di maggior fiducia rispetto al 2020
Dalle risposte si rileva un sostanziale accordo da parte della nostra community sul fatto che il coronavirus ha modificato il modo di fare le vacanze (62%) anche se il dato è in calo rispetto all’estate 2020 (69%). Come lo scorso anno si sono scelte mete più vicine al luogo di residenza (68%) – il cosiddetto “turismo di prossimità” – e si sono adottati comportamenti più accorti per ridurre il rischio di contagio: meno eventi e musei rispetto al periodo pre-pandemia (55%), preferenza per destinazioni poco note e presumibilmente meno affollate (55%), frequenza meno assidua di bar e ristoranti (50%).
 
Uno su tre (32%), inoltre, conferma un approccio cauto anche per l’aspetto sociale visto che ha ridotto le relazioni interpersonali, evitando di fare nuove conoscenze e di stringere amicizie (Fig. 1).
Confrontando però le risposte dell’estate 2021 con quelle del 2020, tutti i dati sono in diminuzione: nonostante la pandemia, si prova a ritrovare una certa “normalità” nei comportamenti e nell’esperienza di viaggio.
Per il secondo anno consecutivo è stata un’estate domestica
Come immaginabile e a conferma di quanto emerso nella survey previsionale di giugno, la stragrande maggioranza della community Touring ha scelto l’Italia come meta di viaggio (91%) e appena il 9% l’Europa: siamo certamente lontani dai dati pre-pandemia ma anche in questo caso si segnala una timida ripresa degli spostamenti in Europa rispetto all’estate 2020 quando erano stati solo il 6% (Fig. 2).
 
Le regioni più frequentate sono state Trentino-Alto Adige (14%), Toscana (11%) e Puglia (10%) che quest’anno distanzia la Sardegna (8%), forse anche a causa di quanto successo lo scorso anno quando diventò il primo e più esteso focolaio estivo. A conferma che anche l’estate 2021 è stata caratterizzata da un turismo di prossimità – benché in lieve diminuzione sul 2020 – ci sono le scelte attuate dai residenti nel Nord Italia, tradizionalmente i “motori” dei flussi domestici: le preferenze per i viaggi in Lombardia, Piemonte e Veneto sono ancora più elevate rispetto al 2019.
 
All’estero, pur con numeri contenuti, c’è stata una forte polarizzazione su Francia (23%), che supera quest’anno la Grecia (22%), seguite da Spagna (10%) e Croazia (8%).
 
 

Mare al primo posto, bene montagna, borghi ed entroterra, stenta la ripresa delle città d’arte
Considerando la tipologia di vacanza (Fig. 3), quella sole&mare è la preferita (47%) anche nell’estate 2021, addirittura in crescita sia sul 2020 sia sul periodo pre-pandemia. Al secondo posto c’è la montagna (23%) che continua la sua fortunata stagione, anche se in lieve calo sul 2020, seguita dai viaggi itineranti in auto, moto e camper (14%), in calo sul 2019 perché restano oggi perlopiù appannaggio dei camperisti. Si conferma, almeno rispetto ai dati pre-Covid, una certa rilevanza dei borghi e dall’entroterra (5%) e la difficoltà delle città d’arte nel recuperare terreno (5%).
 
 
A proposito di montagna, dato il successo riscontrato negli ultimi due anni, abbiamo cercato di capire le ragioni che spingono oggi le persone a sceglierla (Fig. 4): il bisogno di contatto con la natura costituisce il primo motivo (38%), seguito dalla possibilità di svolgere attività open air (28%), dalla volontà di evitare affollamenti (18%) e dal piacere di godere del paesaggio naturale (13%). Residuali coloro che ci vanno per l’assenza di inquinamento (4%).
 
 

Visti i gravi problemi ambientali e climatici che stanno interessando anche il nostro Paese, abbiamo chiesto alla community Touring di indicarci quale potrebbe essere il futuro del turismo montano. Emerge un quadro di grande consapevolezza delle persone che credono (livello di accordo di 4,5 su una scala da 1 a 5) che l'attrattività turistica dipenderà sempre più dalla capacità di trovare un equilibrio sostenibile tra sviluppo economico e tutela ambientale, così come (punteggio 4) sono convinte che per mantenere la loro attrattività, le località di turismo invernale dovranno puntare anche su attività diverse dallo sci. Si pensa, inoltre, seppure con un livello di accordo inferiore (punteggio di 3,4), che il turismo estivo diventerà sempre più importante rispetto a quello invernale per la progressiva mancanza di neve. Da questo punto di vista, la costruzione di nuovi impianti e stazioni sciistiche a quote maggiori per garantire l’innevamento non sembra una soluzione praticabile sulla quale infatti si registra una certa contrarietà (punteggio 2,2).
 
Una stagionalità quasi “normale”
Nonostante le incertezze per le vacanze estive derivanti dalla pandemia, quella 2021 torna ad avere una stagionalità simile ai periodi pre-Covid (Fig. 5): massima concentrazione ad agosto (53%), media a luglio (35%) e una più bassa a giugno (12%, più vicina al 15% del 2019 che al 7% del 2020).
 

È ancora un’estate di vacanze in auto
Che le vacanze ai tempi del coronavirus siano differenti emerge chiaramente anche dalla scelta dei mezzi di trasporto per raggiungere la destinazione (Fig. 6): l’auto, complici i molti spostamenti di breve-medio raggio, è stata la protagonista assoluta (68%) dell’estate 2021, anche se in calo rispetto al 2020, mentre l’aereo (10%) ha recuperato sullo scorso anno ma è ancora molto lontano dai valori pre-Covid (33%).

 

Nonostante la predilezione del mezzo proprio, i vacanzieri hanno sostanzialmente riconfermato l’interesse verso il servizio di autonoleggio, perlopiù per garantirsi libertà e flessibilità negli spostamenti (68%; possibili più risposte) e per andare in destinazioni non raggiungibili comodamente con il trasporto collettivo (55%; Fig. 7). Si conferma, anche per l’estate 2021, la preferenza dei siti web delle compagnie di noleggio (51%) per acquistare il servizio rispetto a quelli dei comparatori (32%); meno rilevante il ricorso diretto alle agenzie fisiche sul territorio (16%; Fig. 8). Per quanto riguarda la tipologia di auto noleggiata, la quasi totalità (89%) sceglie veicoli con dotazione standard senza particolari optional. Tra i servizi più richiesti (Fig. 9, possibili più risposte), invece, il 66% è interessato al chilometraggio illimitato e secondariamente (59%) alla possibilità di stipulare assicurazioni addizionali. Minor interesse, invece, per il wi-fi (4%).
 
 
 
 

Recuperano hotel e villaggi, bene gli appartamenti in affitto
Per quanto riguarda le strutture ricettive (Fig. 10), hotel e villaggi restano la tipologia preferita per l’estate (41%), in crescita rispetto al 2020, ma non ancora tornati ai livelli pre-pandemia. Tengono complessivamente gli appartamenti in affitto, per i quali non si segnalano scostamenti rispetto ai due anni precedenti, mentre calano – ma non scendono ai dati del 2019 – le seconde case (15%) e quelle di parenti e amici (5%).
Il ricorso a seconde case o a quelle di familiari e conoscenti è una tendenza ricorrente in periodi di crisi in quanto rappresenta una soluzione “rifugio” che consente agli italiani di continuare a viaggiare in situazioni di difficoltà economica (come già successo) oppure, più recentemente, a fronte dell’emergenza sanitaria.
 
 
Soddisfatti per bellezza dei luoghi e accoglienza, meno per misure anti Covid e prezzi dei servizi
Dalle valutazioni espresse dalla community Touring (Fig. 11), gli aspetti che hanno soddisfatto di più nell’estate 2021 sono stati la bellezza dei luoghi (9,4 su una scala da 1 a 10) e l’accoglienza riservata dai residenti (8,6). Giudicate comunque positive la raggiungibilità (8,4) e l’organizzazione turistica locale (8,2). Valutazione più bassa, per quanto oltre la sufficienza, è riservata ai prezzi di beni e servizi e alle misure anti Covid (7,6). Complessivamente, comunque, la valutazione media della vacanza è buona e si attesta su un punteggio di 8,2, in linea con il 2020 ma in lieve diminuzione rispetto al 2019 (8,5).
 
 
Misure anti Covid: sistema pubblico poco efficiente ma operatori attenti alle procedure
Questa seconda estate di convivenza con il coronavirus ci ricorda che resta delicato, nonostante la presenza del vaccino, il tema delle misure anti Covid. Dall’esperienza di viaggio della community Touring emergono lacune tuttora presenti (Fig. 12): il 68% – in crescita rispetto al 2020 – ha lamentato una scarsa attività di controllo da parte delle forze dell’ordine sul corretto comportamento di residenti e turisti e il 63% – in calo rispetto alla scorsa estate – ha riferito l’inosservanza del distanziamento sociale e dell’uso delle mascherine. Per quanto riguarda i principali servizi turistici (ricettività, ristorazione, stabilimenti balneari, intrattenimento ecc.), solo una minoranza (25%, in lieve crescita sul 2020) ha rilevato il mancato rispetto delle misure anti Covid da parte degli operatori, che hanno dunque garantito elevati standard di sicurezza ai clienti.
 
 
Il green pass mette d’accordo tutti
L’introduzione del certificato verde il 6 agosto scorso e la progressiva estensione del suo utilizzo costituiscono per la stragrande maggioranza della community Touring (89%) uno strumento utile per il ritorno alla normalità anche nel settore turistico che, più di altri, ha sofferto per il blocco, prima, e per le limitazioni, poi, della mobilità delle persone.
 
I prossimi viaggi? L’estero preoccupa più dell’Italia
Complessivamente l’estate 2021 è trascorsa più serenamente di quella 2020 come è emerso dai comportamenti prudenti ma senza psicosi mostrati dalla community Touring. I mesi autunnali, però, sembrano destare qualche preoccupazione in più nelle persone. Alla domanda, infatti, se si ritenga probabile partire per un weekend o per una breve vacanza in Italia nelle prossime settimane, in una scala da 1 a 5, il dato medio è 3,3, in linea con il 3,2 dello scorso anno. La stessa domanda posta su una possibile vacanza all’estero mette in evidenza un atteggiamento ancora più prudente: 1,5, ovvero una probabilità molto bassa di viaggiare oltreconfine dopo l’estate.