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L’ipotesi di abolizione dell’imposta è nel Contratto di Governo per il cambiamento

Abolire la tassa di soggiorno? No, può migliorare l’offerta turistica

di 
Fabrizio Milanesi
22 Maggio 2018
Non è ancora nato il Governo della XVIII legislatura della Repubblica italiana, ma le politiche nazionali in materia turistica sono già al centro di una discussione animata. Nel "Contratto per il governo del cambiamento" firmato Cinque Stelle e Lega si legge infatti che: “In considerazione del rifinanziamento delle risorse a favore degli enti locali prevediamo di abolire la tassa di soggiorno”.
 
Il Touring Club Italiano si schiera invece per il mantenimento della Tassa di soggiorno, condividendo l’appello di molti amministratori locali, a partire da Filippo del Corno Assessore alla Cultura del Comune di Milano, e Luca Bergamo, Vicesindaco e Assessore alla crescita culturale del Comune di Roma.
 
 “Ci sembra condivisibile che la tassa di soggiorno, finalizzata al miglioramento dell’offerta turistica sia affidata al Comune, l’ente locale più omogeneo e capace di motivarne e documentarne l’uso, – afferma Franco Iseppi, presidente del Touring Club Italiano -. Come Associazione auspichiamo, dunque, che la tassa di soggiorno venga utilizzata sempre nella prospettiva di una politica del turismo che renda il nostro Paese sempre più conosciuto, attrattivo, competitivo e accogliente”.
 
Il Tci non chiude le porte a eventuali miglioramenti: “Non siamo contrari a future modifiche e innovazioni - sottolinea Iseppi - se e quando l’attuale normativa venga sostituita in modo concreto ed applicabile”.
 

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