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Lo spettacolo della natura all'ombra dell'Ortles-Cevedale, dal versante lombardo a quello del Trentino-Alto Adige

L'incanto del Parco nazionale dello Stelvio tra itinerari slow e trekking spettacolari

di 
Luca Sartori
26 Luglio 2019
È un angolo di Alpi che custodisce un immenso patrimonio naturale. Si sviluppa all’ombra del gruppo dell’Ortles-Cevedale il parco nazionale dello Stelvio, tra incantevoli scenari e una natura rigogliosa. Situato nel cuore delle Alpi Centrali, è un tipico parco montano che si divide tra Lombardia, Trentino e Alto Adige, straordinaria alternanza di cime e vallate, boschi di conifere e praterie alpine.
 
Una terra dove alle fresche temperature estive si sostituiscono i rigidi e nevosi inverni e dove la fauna conta, solo tra i vertebrati, oltre 250 specie, tra cui i grandi rapaci come il gipeto e l’aquila reale, ricche colonie di ungulati come cervi e stambecchi e altre specie tipiche degli ambienti montani come ermellini, marmotte e lepri bianche.
 
DAL 1935, TRACCE DI STORIA CONTEMPORANEA
Lo Stelvio è natura ma anche storia. Estremo lembo occidentale del fronte della Prima Guerra Mondiale, il parco custodisce una moltitudine di tracce dei tragici anni del conflitto, strade e mulattiere, trincee e villaggi militari sparsi tra la valle di Gavia e quella del Braulio, tra il passo dello Stelvio e la valle dei Forni. Nato nella primavera del 1935, il parco si divide oggi tra 23 Comuni divisi tra la Lombardia, il Trentino e l’Alto Adige.

Ogni Comune del parco è l’ideale inizio di un itinerario di scoperta e esplorazione del parco, dove ai 1500 chilometri di sentieri si uniscono i tanti centri visitatori e punti informazione per approfondire la conoscenza e le curiosità sulle aree dello Stelvio.
 

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I percorsi della Grande Guerra / foto Ersaf Stelviopark.it

IL PARCO DELLO STELVIO IN LOMBARDIA
Si dividono tra Sondrio e Brescia i dieci Comuni che compongono la parte lombarda del parco, la più ampia. Un’area ricca di valli e zone naturali dalle differenti caratteristiche, tutta esplorabile percorrendo la fitta rete di sentieri e percorsi tra la valle dei Forni e quella di Fraele, la val Zebrù e la Rèit, la val di Rezzalo, gli itinerari naturalistici al Passo dello Stelvio e quelli al Passo Gavia.

Tra i percorsi più suggestivi ci sono il turistico “Sentiero della marmotta”, nella valle dei Forni, percorso che va da Forni al Rifugio Branca, poco più di due chilometri e mezzo per un tempo di percorrenza di 1 ora e 10 minuti, con un dislivello di 312 metri; c’è poi il turistico “Percorso dell’acqua”, nella valle di Fraele, da Valle Alpisella, in località Ponte delle Capre a Livigno, a Sorgenti dell’Adda e ritorno a Valle Alpisella, 5 chilometri di percorso per 1 ora e quaranta minuti di percorrenza per un dislivello di 334 metri. Da non perdere anche il percorso de “Il ghiacciaio della Sforzellina”, nella zona del passo Gavia, poco meno di due chilometri di percorso, per camminatori esperti, per due ore e mezza di tempo di percorrenza per un dislivello di 280 metri.
 
Laghetti di Monticelli nella Valle delle Messi / foto Getty Images

IL PARCO DELLO STELVIO IN TRENTINO
La parte trentina del parco propone, oltre ai tanti percorsi turistici e alpinistici, svariati punti informativi e di contatto con la natura. Interessante l’area faunistica che ospita cervi e caprioli e offre la possibilità di osservarli da vicino e di approfondirne la conoscenza con il supporto d’immagini e pannelli descrittivi. Da vedere anche il Centro Visita Malga Stablèt, punto informativo dedicato alla marmotta, patrimonio faunistico della zona alpina della quale folta è la colonia del parco.

Tra gli itinerari turistici più interessanti di questa parte di parco c’è la “Passeggiata a Malga Fratte basse”, percorso che si snoda tra segherie veneziane e masi, con il sottofondo dell’impetuoso scorrere del torrente, della lunghezza di 4 chilometri e 600 metri per un dislivello di 226 metri e un tempo di percorrenza di un ora e 36 minuti. Il “Percorso del latte e dei masi in Val di Rabbi”, di 4 chilometri e 700 metri di lunghezza, 278 metri di dislivello e due ore e dieci di tempo di percorrenza è invece un itinerario di scoperta della civiltà contadina delle valli Peio e Rabbi che, lungo il tracciato, propone un antico caseificio, oggi museo tematico, che espone utensili per la trasformazione del latte in formaggio.
 
La valle di Rabbi / foto Getty Images
 
IL PARCO DELLO STELVIO IN ALTO ADIGE
È sicuramente l’Alta via dell’Ortles una delle più scenografiche e emozionanti escursioni che partono dalla zona alto atesina del parco dello Stelvio per giungere fino nel versante lombardo, in Valtellina. Con un dislivello complessivo di oltre ottomila metri è uno tra i più impegnativi percorsi d’alta quota dell’intero arco alpino. Percorso per esperti, include anche un tratto di percorso ghiacciato. Poco meno di 120 chilometri divisi in sette tappe che richiedono, ognuna, dalle sei alle otto ore. Un percorso tra la flora e la fauna dello Stelvio, ma anche uno sguardo straordinario sui ghiacciai del gruppo dell’Ortles. Un sentiero circolare che offre scorci mozzafiato, ma anche malghe e rifugi confortevoli. 

Da non perdere una sosta al centro visite “Aquaprad” di Prato allo Stelvio, dove è l’acqua la grande protagonista tra una grande finestra panoramica con vista sulle profondità del lago, e dodici acquari dove si possono ammirare 35 specie di pesci che popolano le limpide acque dell’Alto Adige, ricchissimo di ruscelli, torrenti, laghi e stagni.
 
Il gruppo dell'Ortles / foto Getty Images
 
INFORMAZIONI UTILI
Per aggiornamenti e informazioni utili sui percorsi e attività visita il sito ufficiale del Parco dello Stelvio!
 

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