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Da Como a Menaggio, tra residenze e passeggiate da favola, giardini all’italiana, panorami dipinti

L’incanto del lago di Como, un itinerario nel cuore blu della Lombardia

29 Luglio 2020
Il paesaggio pare dipinto da un pittore romantico: montagne che scivolano nel lago, ora morbide e ora inquiete. Boschi, piccole spiagge di ciottoli bianchi o di erba soffice, promontori bagnati da acque placide.
 
Borghi di pietra che sono cartoline dal medioevo. Grand Hotel e ville da favola, con giardini curatissimi e atmosfere aristocratiche da Belle Epoque. È l’incanto del Lario, lago che ha ispirato artisti e poeti di ogni epoca. Una meta turistica frequentata da almeno due secoli eppure capace di conservare un numero sorprendente di luoghi autentici, minuscoli paesi e valli da esplorare guidando lungo strade tortuose. 
 
Arrivando in aereo all’hub di Malpensa o allo scalo di Milano Linate si può noleggiare agevolmente un’auto e seguire le indicazioni per Como, seguendo la SS 336 e poi percorrendo in sequenza la A36 e la A9/E35. Il tragitto dura circa 45 minuti. 
Il nostro itinerario parte da Como per muoversi dolcemente lungo la sponda occidentale del lago di Como, da Como a Menaggio, comune Bandiera arancione del Tci.
 
Menaggio / Getty Images
 
COMO, LA PERLA DEL LAGO
Per cogliere il fascino di Como non basta visitare i suoi monumenti, dal romanico al razionalista. Bisogna partire dal lago, lasciarsi sedurre dalla signorilità degli edifici e degli spazi, dal fascino discreto delle strade acciottolate, dei cortili e dei porticati che si aprono nel tessuto compatto delle case, dalla grazia dei piccoli, improvvisi spazi verdi. 
 
Da piazza Cavour, dove un tempo si apriva il porto di Como, si comincia ad esplorare il nucleo omogeneo della “città murata”, con case per lo più di origine antica ma quasi sempre restaurate in stile ottocentesco. Le visite da non mancare sono quelle al quattrocentesco Duomo, all’antico palazzo comunale del Broletto, oggi adibito a spazio espositivo, e al capolavoro architettonico dell’Ex Casa del Fascio, costruita tra il 1932 al 1936 da Giuseppe Terragni, maestro del razionalismo. La struttura è una delle maggiori realizzazioni dell’architettura italiana del Novecento e accoglie da tempo la sede del comando della Guardia di Finanza. 
 
Dopo un passaggio nella vivace piazza San Fedele si può proseguire la visita con la panoramica passeggiata sul lungolago, che parte dal Tempio Voltiano e segue le anse della riva lariana, offrendo scorci scenografici. E prima di lasciare il lago si può cogliere l’occasione di ammirarlo da un punto di vista unico. Con una funicolare si può infatti raggiungere Brunate, grazioso borgo appollaiato a 715 metri d’altezza dove cercare ristoro e soprattutto godere dell’eccezionale panorama sulla città, sul lago e sulle Alpi. 
 
Como vista da Brunate
 
SULL'ANTICA VIA REGINA
Nei pressi di Como, un’infilata di nobili ville arricchisce la riva occidentale del lago, mentre il tratto finale, oltrepassata Sala Comacina e l’antistante Isola Comacina, regala celebri paesaggi dal carattere solare. Tra Cerbobbio e Brienno conviene evitare la moderna strada a mezza costa e prendere la vecchia Via Regina che attraversa i borghi arroccati sul lago, ricchi di case antiche e punti panoramici, per congiungersi alla statale 340 all’altezza di Torriggia. 
 
Tutta la parte di Cernobbio affacciata sul lago è un susseguirsi di ville signorili costruite fra il ‘400– come il nucleo di Villa Pizzo (oggi Volpi Bassani) – e il ‘900 – come villa Pizzo (oggi Volpi Bassani) – e il ‘900 – come villa Bernasconi, progettata  in stile liberty da Alfredo Campanini e allestita con un interessante “museo parlante” che racconta la storia della villa e della famiglia Bernasconi. Un consiglio è quello di salire lungo la strada tortuosa e ripida che in circa 17 chilometri conduce al monte Bisbino, un balcone da cui ammirare splendidi scorci. Sulla cima, a 1325 metri, coronata da un piccolo santuario, lo sguardo spazia sul lago, sui monti e sulla pianura lombarda. 
 
Prima di lasciare Cernobbio non si può dimenticare lo splendore di Villa d’Este, dimora cinquecentesca impreziosita da uno splendido giardino all’italiana. Dopo la proprietà nobiliare, la villa venne trasformata in albergo di gran lusso nel 1873, e tale è anche adesso. Molti i registi che hanno approfittato della sua bellezza, da Alfred Hitchcock (il suo primo lungometraggio) a Steven Soderbergh (Ocean Twelve, girato nel 2004 con protagonista George Clooney, il divo che più ha legato la sua immagine al Lario).
 
Cernobbio / Getty Images
 
DA MOLTRASIO ALL’ISOLA COMACINA
Si lascia Cernobbio per attraversare prima Moltrasiopaese noto per la pietra grigia un tempo usata in tutto il Lario, e poi Brienno, piccolo paese medievale abbarbicato sulla ripida riva del lago, fino ad arrivare all’Isola Comacina. Verdissima, l’unica isola del Lario sembra la chioma di un gigantesco albero sommerso dalle acque del lago. Un incanto per pittori e quasi non stupisce che appartenga all’Accademia di Brera e sia sede di residenze d’artista.
 
Meno tranquillo fu il passato dell’isola, che insieme alla costa antistante, tra il piccolo golfo tra Argegno e la penisola di Lavedo (o di Balbianello), nel medioevo costituiva un nucleo politico autonomo.
 
Isola Comacina / Getty Images
 
DA TREMEZZINA A MENAGGIO
Pochi chilometri ed eccoci a Tremezzina. Il territorio di questo comune sparso comprende l’omonimo tratto di costa, fra Sala Comacina e Cadenabbia. Per le bellezze paesaggistiche e lo splendido susseguirsi di ville e parchi, è uno dei luoghi storici del turismo europeo.
 
Tra le sue frazioni vale la pena segnarsi Lenno, che sorge a ridosso della boscosa penisola di Lavedo, in un piccolo golfo. Sulla punta della penisola visitate la scenografica Villa Visconti, detta del Balbianello, un’elegante residenza settecentesca che ebbe tra i suoi illustri ospiti anche l’abate Parini e Silvio Pellico. 
 
Vale una sosta anche Tremezzo, dove scoprire lo splendido giardino di Villa Carlotta, che in primavera affascina con una stupefacente fioritura primaverile di rododendri e azalee.
 
Tremezzina, giardino di Villa Carlotta 
 
Ed eccoci all’ultima tappa del nostro itinerario. Siamo a Menaggio. Il paese Bandiera arancione del Touring Club Italiano conserva un centro storico dove è gradevole passeggiare. Nella sua parte alta si ritrovano le eredità medievali, mentre in riva al lago è marcata l’impronta ottocentesca, caratterizzata dalla presenza dei grandi alberghi, del lido, delle strutture sportive e di una elegante passeggiata, l’ideale per scattare un’ultima cartolina dal lago di Como. 
 
Menaggio / Getty Images