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Da Valeggio sul Mincio a Custoza, da Villafranca di Verona a Legnago e a Cologna Veneta, tra storia, mulini, castelli e pasta e fagioli

Itinerario a sud di Verona, alla scoperta dei borghi della pianura

di 
Luca Sartori
22 Settembre 2020
Solo nelle giornate più limpide lo sguardo giunge fino ai monti. Da qui, quei monti lontani, sembrano irraggiungibili. È un mare di campagne venate d’acqua la pianura veronese, un fazzoletto di terre padane stretto tra i due grandi fiumi d’Italia, il Po e L’Adige. 

Da sempre terra a vocazione agricola, la bassa veronese si racconta attraverso quelle che un tempo erano le ville, gli antichi centri di governo del latifondo, e la costellazione di piccoli borghi rurali. Da Valeggio sul Mincio a Custoza, da Villafranca di Verona al Castello di Montorio e a Zevio, da Legnago fino a giungere a Cologna Veneta, è un susseguirsi di campagne e borghi storici, acque e orizzonti lontani.   
 
VALEGGIO SUL MINCIO E CUSTOZA
È dalle rive del fiume Mincio che inizia il nostro itinerario nelle terre veronesi. Composto dai borghi di Borghetto e Valeggio, Valeggio sul Mincio è un centro di origine longobarda spesso al centro di dispute tra i signori locali e la Repubblica di Venezia. Tra i simboli del borgo c’è il Castello Scaligero, imponente costruzione realizzata a partite dal X secolo; situato sulla sommità della collina domina tutta la valle del Mincio. A due passi dal castello c’è Villa Sigurtà con il suo bel parco, vincitore del premio parco più bello d’Italia nel 2013, costruita nel XVII secolo in stile palladiano e sede dell’impero asburgico nel nord est d’Italia. 

Da vedere anche il Ponte Visconteo, una diga fortificata costruita, per difendere la città di Verona, alla fine del 1300 da Gian Galeazzo Visconti. Ai piedi del ponte sorge la pittoresca frazione di Borghetto con le case che si affacciano sulle acque del fiume con i suggestivi mulini ad acqua rimessi in funzione. Imperdibile una sosta golosa con un assaggio di “agnolin”, i tipici tortellini locali, da accompagnare con un bel bicchiere di vino locale.


Borghetto sul Mincio - foto Getty Images

A poco più di dieci minuti si trova Custoza, frazione del comune di Sommacampagna. Tra colline moreniche che danno vini rinomati sorge il borgo che fu teatro di sconfitte piemontesi e italiane nel 1848 e nel 1866. A ricordo delle due battaglie vi è l’Ossario, edificio storico posto sulla cima del colle Belvedere.


Custoza - foto Getty Images
 
VILLAFRANCA DI VERONA
A una manciata di minuti da Custoza c’è Villafranca di Verona, grosso centro a sud della città dell’Arena. Asse centrale della città, fondata nel 1185 per volere del comune di Verona nell’ambito di un programma di colonizzazione agraria che provvedesse al rifornimento e alla difesa della città, è corso Vittorio Emanuele II sul quale si affaccia la settecentesca parrocchiale dei SS. Pietro e Paolo. Tra gli altri luoghi storici della città ci sono Villa Gandini Morelli-Bugna, che racchiude la sala del Trattato franco-austriaco del 1859, e il Castello. 

Da non perdere una visita al Museo “Nicolis” dell’Auto, della Tecnica e della Meccanica, importante collezione storica di mezzi di trasporto, strumenti musicali, macchine per scrivere, motori, aerei e macchine fotografiche, e al Museo del Risorgimento, dove sono conservate armi, cimeli, stampe, documenti storici e testimonianze dei volontari villafranchesi che presero parte alle battaglie del 1848 e del 1866. Doverosa una fermata in una delle trattorie di Villafranca per un assaggio di bigoli alla crema di zucca e salsiccia da accompagnare con un bicchiere di vino Valpolicella superiore. 


Museo Nicolis - foto Angelo Rosa/www.museonicolis.com
 
CASTELLO DI MONTORIO E ZEVIO
Lasciamo Villafranca per spostarci a est di Verona, nella frazione di Montorio, dove sorge un imponente castello. Il Castello di Montorio, di origine medievale, faceva parte dell’imponente sistema difensivo della città di Verona. Cannoni e mortai, fanti e artiglieri popolavano questa grande costruzione a pochi chilometri dalla città. 

Lasciato Montorio ci spostiamo al borgo di Zevio, nel cuore della pianura veronese. Lambito dalle acque dell’Adige, sorge attorno al massiccio Castello che fu trasformato nel Seicento in residenza. Tra le emergenze architettoniche di Zevio vi è la parrocchiale in stile neoclassico con il campanile del Quattrocento. Parte della zona di produzione del vino Arcole Doc, Zevio è anche area di coltivazione del Riso Nano Vialone Veronese, coltivato nei campi della pianura veronese e irrigato con acqua di risorgiva, oltre ad essere uno dei centri di produzione di mele delle terre veronesi. 


Zevio - foto Getty Images
 
COLOGNA VENETA E LEGNAGO
Giungiamo all’estremità orientale della provincia veronese per una visita a Cologna Veneta, borgo agricolo fondato nel 170 a.C. lungo la via Porciliana e, in epoca medievale, trasformato in piazzaforte. Con l’impianto del centro storico rimasto intatto, Cologna Veneta ha nella Torre Civica del XII secolo l’ingresso nel nucleo antico e in via Marconi la via d’accesso alla piazza principale, spazio neoclassico nato dalla demolizione del castello e dominato dal duomo ottocentesco che custodisce dipinti di maestri cinquecenteschi. Da vedere il Museo Lapidario e il Museo Civico Archeologico. 

A una ventina di minuti da Cologna Veneta c’è Legnago, principale centro industriale della pianura veneta. Di fondazione preistorica, Legnago vanta anche un passato romano, per poi essere dominata dagli Scaligeri, dai Visconti, dai Carraresi e, nel XV secolo, da Venezia. Le sue costruzioni veneziane furono utilizzate dagli Austriaci facendone una delle piazzeforti del Quadrilatero. Luogo di nascita del musicista Antonio Salieri, al quale è dedicato l’ottocentesco Teatro, dell’antica rocca conserva, in piazza della Libertà, il rudere del Torrione del XVI secolo. Tra le altre emergenze architettoniche c’è il Palazzetto Bianchi, costruzione di gusto veneziano del Quattrocento, mentre da vedere sono il Museo Storico, situato a Palazzo Fioroni, e il Museo Archeologico, dove sono custoditi pregevoli arredi d’epoca dal XVII al XIX secolo e reperti preistorici. 


Teatro Salieri, Legnago - foto Getty Images

Per celebrare la fine dell’itinerario nelle pianure di Verona ci concediamo una sosta golosa in una delle trattorie di Legnago dove assaporiamo un buon piatto di pasta e “fasoi”, tipica ricetta locale con i fagioli, e la stortina veronese alla griglia, il piccolo salame tipico della bassa veronese.   

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