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Le escursioni, i panorami, i luoghi della Grande Guerra tra le montagne del Bellunese

In camper sulle Dolomiti Agordine, in Veneto

di 
Fabrizio Milanesi
1 Luglio 2020
Rese famose tra un vasto pubblico da intense pagine dello scrittore Dino Buzzatile Dolomiti di Agordo sono spesso considerate un’area di transito per quanti si dirigono verso le cime più frequentate del massiccio, o addirittura vengono evitate se da Belluno si vogliono raggiungere il Cadore e la celebre stazione turistica di Cortina d’Ampezzo. 
 
Ai conoscitori del Bellunese e agli appassionati di montagne, invece, non sfuggono i molti pregi di questo comprensorio vocato a un escursionismo di qualità, che ha inoltre il vantaggio di poter essere visitato in camper comodamente grazie alle modeste distanze e alla presenza di strutture ricettive all’aria aperta in posizioni strategiche. La stessa area attrezzata di Belluno può costituire una valida base di partenza, oltre a permettere una agevole scoperta della città.
 
Belluno / Getty Images
 
DALLA VAL CORDEVOLE ALLA VAL AGORDINA, E RITORNO
 

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Si esce dal capoluogo in direzione nord ovest verso Agordo e ci si immette nella scenografica val Cordevole, che attraversa un tratto del parco nazionale delle Dolomiti Bellunesi. Superata la località La Muda si incontra la prima occasione per gli amanti del trekking, una deviazione a destra sulla stretta ma percorribile strada provinciale che si inerpica verso la Valle Agordinae il Passo Duran, sullo spartiacque con la val di Zoldo. 
 
Qui i rifugi Cesare TomèSan Sebastiano consentono di rifocillarsi dopo l’escursione che conduce in un’ora circa al rifugio Carestiato, lungo l’alta via numero 1, o al bivacco Grisetti, che si raggiunge in un paio d’ore su un tragitto che richiede esperienza a causa di alcuni tratti impegnativi.
 
Altri percorsi con passaggi riservati a chi pratica l’alpinismo portano alle Cime di San Sebastiano e ai Tàmer, ben visibili dalla strada che sale al valico. Ridiscesi a fondovalle ci si trova in breve ad Agordo, con la piazza della libertà e l’ampio rettangolo erboso del Broi, nel quale spiccano una fontana ornata dal Leone di San Marco e il palazzo del Comune, che ospita anche una storica sede del Club Alpino Italiano. 
 
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Da vedere inoltre la chiesa con due campanili sormontati da cupole e fra le opere d’arte conservate all’interno, una moderna statua di Giovanni Paolo I, quell’Albino Luciani che qui fu cappellano e che incontreremo anche più avanti, nel suo luogo natale. L’area di sosta cittadina si trova presso lo stabilimento Luxottica.
 
Sul paesaggio dominano le imponenti pareti dell’Agner e delle Pale di San Martino, la cui base si raggiunge da Taibon Agordino svoltando nella Valle di San Lucano verso il Col di Prà, anche qui non mancano le escursioni, come i facili sentieri per la cascata dell’inferno e la scenografica Valle di Angheraz.
 
Un’altra deviazione è invece quella che da Agordo segue la tortuosa provinciale per Voltago Agordino arrivando a Frassenè, il cui piccolo abitato (dove si può sostare nel piazzale della seggiovia) si adagia inuna conca dagli spettacolari panorami
 
Ripresa la val Cordevole, si raggiunge il versante veneto delle Pale di San Martino. Da Cencenighe Agordino si prende a sinistra per Falcade e il Passo San Pellegrino, deviando ancora a sinistra dopo qualche chilometro per Canale d’Agordo. Papa Luciani vi nacque nel 1912, e al pontefice prematuramente scomparso è dedicato un piccolo museo. Continuando a salire si raggiungono Gares e il Pian delle Giare, dove ci si può rilassare tra boschi e prati presso la capanna Cima Comelle, a 1330 metri di quota. 
 
Gli escursionisti ben allenati saranno attratti da faticosi sentieri che salgono all’altipiano delle Pale, mentre un itinerario in marcata pendenza ma non molto impegnativo, raggiunge in mezz’ora la cascata di Gares, prodiga d’acqua anche nei mesi più caldi. 
 
Agordo, la chiesa dai due campanili di S. Maria Nascente / Getty Images
 
FALCADE, ALLEGHE E IL CIVETTA
Falcade una vera curiosità è la collezione di sculture dell’artista Augusto Murer, nato proprio qui nel 1922 e autore di celebri opere monumentali dedicate a temi storici, religiosi e civili. Ma il principale motivo di richiamo di questa vivace località turistica resta la montagna, con sentieri assai conosciuti come quello che impegna quasi l’intera giornata per salire ai 2571 metri del rifugio Mulaz. Più semplici ma di grande suggestione, con mirabili vedute sulle Pale, il percorso che dal Passo Valles conduce alla vetta omonima e quello che raggiunge il rifugio Bottari.
 
Tornati al bivio di Cencenighe Agordino, ci dirigiamo verso la parete nordoccidentale di un altro gigante dolomitico, il Monte CivettaAlleghe si affaccia sull’omonimo lago, formatosi a seguito di una frana nel 1771. Gli impianti di risalita conducono al rifugio Col dei Baldi, che sorge a 1922 metri di altitudine e offre un’ampia vista sul Monte Pelmo e sulle Dolomiti di Cortina. Un’escursione di due ore porta alla Forcella di Alleghe, alla Casera Pioda e al rifugio Sonino al Coldai, per concludersi sul Lago di Coldai, in vista del Civetta. 
 
 
CAPRILE E LA MARMOLADA
La maestosa parete di roccia si staglia lungo la strada di fondovalle che porta a Caprile, graziosa frazione di Alleghe non priva di richiami storici e artistici. E’ questo un altro dei crocevia dell’itinerario, da cui si raggiungono Rocca Pietore e Malga Ciapèla. Si procede quindi verso il principale gruppo montuoso delle Dolomiti e del Veneto, la Marmolada, alla quale ci si avvicina in funivia. L’ambiente è segnato dalla presenza di numerose infrastrutture turistiche e, se si preferisce un contesto meno popolato, ci si deve spostare in direzione del Passo Fedaia e del confine con il Trentino Alto Adige. 
 
Sempre da Malga Ciapèla si può invece percorrere una delle più belle escursioni dell’area dolomitica, che in circa due ore sale ai prati di Malga Ombretta e poi al rifugio Falier, a quota 2074, con vista sulla parete sud della Marmolada
 
Il Lago Fedaia e la Marmolada / Getty Images
 
LE MONTAGNE DELLA GRANDE GUERRA
Da Caprile si continua a salire con curve e tornanti fino a Cernadoi. Prendendo a destra sulla tortuosa strada per Cortina d’Ampezzo si sale ai 2105 metri del Passo di Falzarego. Dal valico si può salire al piccolo Lagazuoi in funivia, o, dopo un breve tratto di ferrata, visitare i tunnel scavati durante la Grande Guerra. 
Questa è infatti una delle zone che furono maggiormente interessate dal conflittoe ne conserva molte testimonianze, oggi inserite in un processo di valorizzazione attraverso itinerari storico escursionistici. Se ne ha una conoscenza ancora più approfondita tornando a Cernadoie proseguendo per Livinallongo, sulle pendici del Col di Lana, che insieme al non lontano monte Sief fu teatro di azioni militari tra il 1915 e il 1917. Questa montagna è diventata un’icona di quei tragici anni, al pari di altre cime come Il Pasubio, il Grappa e l’Ortigara.
 
Pochi chilometri più a monte, sulla strada regionale 48, si trova Arabba, frazione di Livinallongo assai rinomata per gli sport invernali. La visita è piacevole e può culminare con l’ascesa sulla funivia di Porta Vescovo, il mezzo migliore per godere di uno spettacolare panorama verso la Marmolada. Mentre dal passo di Campolongo si possono raggiungere a piedi in circa due orerifugi Bec de Roces e Kostner, che si affacciano su un magnifico scenario montano.
 
Il rifugio Bec de Roces / Getty Images
 
I SERVIZI PER I CAMPERISTI
Agordo: Area attrezzata in località Valcazzena (presso lo stabilimento Luxottica). Sosta massima 48 ore.
Arabba: Area attrezzata in via Piagn 6 presso il campo da Hockey. 
Belluno: Area attrezzata comunale a pagamento in viale dei Dendrofori, nel parcheggio Lambioi, presso la piscina comunale e il palaghiaccio. 
Taibon Agordino: Area attrezzata in piazzale Le Grave del Tegnas, accanto al torrente.
 
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