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Dal mare alle colline, le eredità dei Malatesta, i tartufi di Acqualagna e i capolavori di Raffaello

In camper da Fano a Urbino, nelle Marche. Tra l’”altro” Adriatico e i tesori del Montefeltro

di 
Fabrizio Milanesi
8 Ottobre 2018
Un itinerario perfetto per salutare l’autunno in una regione che forse con meno clamore di altre riesce a conservare un’atmosfera accogliente, che si ritrova nelle sue cittadine sulla costa, nei borghi incantevoli dell’entroterra generoso di bellezze naturali e produzioni enogastronomiche eccellenti. Viaggiamo nelle Marche su un itinerario che prende le mosse da Fano, passa per le spettacolari Gole del Furlo e arriva a Urbino, gioiello del Montefeltro.
 
Le Marche hanno da sempre una vocazione per ospitare il turismo itinerante. Sul territorio non mancano le occasioni per sostare liberamente con il proprio camper. La cultura del rispetto e della tutela del paesaggio è per fortuna ancora molto radicata, soprattutto nell’entroterra.
 
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DA FANO E I MALATESTA
 

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L’Arco di Augusto segna l’ingresso in città, e da qui in avanti Fano è tutta una scoperta, passeggiando dalle logge rinascimentali di San Michele alla cattedrale. In piazza XX settembre il palazzo della Ragione è un tutt’uno con la Corte Malatestiana. Fu proprio durante la signoria dei Malatesta che Fano crebbe, grazie soprattutto alle attività portuali e commerciali.
 
Si inizia a lasciare l’abitato per l’entroterra. Una meta suggestiva si trova sulle prime colline affacciate sull’Adriatico. Intorno alla chiesa settecentesca di San Salvatore si trova il convento camaldolese di Monte Giove. Da qui si gode di uno splendido panorama verso il mare. Il monastero, oggi ancora abitato dai monaci, ha una farmacia assai fornita dove trovare prodotti naturali realizzati da diversi conventi dell’Ordine. Ora si parte verso l’interno, risalendo la valle del Meteauro fino a Fossombrone.
 
LA GOLA DEL FURLO
Fossombrone è la porta di accesso settentrionale alla Gola del Furlo, scavata dal fiume Candigliano che qui confluisce nel Metauro. La maggior parte dei visitatori viene attratta dal “forulus”, la galleria voluta da Vespasiano per consentire il transito di carri di grandi dimensioni e macchine da guerra. Il tunnel, una delle più ardite operazioni d’ingegneria stradale della storia, fu completato in soli cinque anni, fra il 73 e il 77 d.C. scavando la roccia a colpi di scalpello, e i segni sono ben ancora ben visibili! Lungo 38 metri per 5,5 di larghezza e 6 di altezza, è ancora oggi percorribile. L’intera area è tutelata da una riserva naturale e offre itinerari escursionistici dove si può osservare l’aquila reale nel periodo di nidificazione.
 
Nella Gola del Furlo / foto thinkstock
 
I TARTUFI DI ACQUALAGNA, MONDAVIO E I PONTI DI URBANIA
La tappa successiva è Acqualagna, che soprattutto nella stagione autunnale sfoggia il suo pregiato tartufo bianco, protagonista di una fiera annuale che si svolge tra la fine di ottobre e gli inizi di novembre: una ghiotta occasione per scoprire l’enogastronomia locale e per apprezzare l’ospitalità riservata ai turisti itineranti. Prima di virare alla volta di Urbania, vale davvero la pena una deviazione verso Mondavio, splendida cittadina e borgo certificato Bandiera arancione Tci. La vivace cittadina marchigiana è ancora oggi protetta da una cinta muraria e "difesa" da una poderosa rocca. Conserva nei palazzi e nelle chiese i segni di un passato glorioso animato dalle dominazioni delle famiglie dei Malatesta, dei Piccolomini, dei Medici, dei Montefeltro e dei Della Rovere. 
 
Ed eccoci a Urbania, cittadina che eredita fermenti rinascimentali, testimoniati da maioliche così raffinate da essere richieste per esposizioni di gallerie internazionali. Dopo aver visitato il centro storico caratterizzato da numerosi portici (la chiamano “la piccola Bologna”), si può uscire dalle antiche mura per conoscere la storia curiosa di due ponti. Il primo è il ponte dei Cocci, dal nome che ricorda l’usanza di mettere ad asciugare sulle sue spallette le ceramiche che, talvolta spinte dal vento, cadevano nelle acque del Metauro. L’altro ponte di Urbania è detto invece ponte del Riscatto: qui i viandanti lasciavano del denaro alla Madonna effigiata all’interno del tempio per pagare il riscatto dei cristiani prigionieri in Terrasanta.
 
Mondavio, piazza Matteotti / foto Comuune di Mondavio
 
URBINO, GIOIELLO DEL MONTEFELTRO
Già incanta a prima vista dalle colline che la circondano e disegnano il paesaggio sinuoso del Montefeltro. Città natale di Raffaello e giustamente inserita tra i Patrimoni Unesco, Urbino vanta uno dei più pregevoli centri storici d’Italia, racchiuso da spettacolari mura più volte abbattute e ricostruite. Si accede da quattro porte che offrono scorci diversi della cittadina medievale. Arrivati nel cuore della cosiddetta “città ideale” si va alla scoperta di una delle più importanti realizzazioni architettoniche del Rinascimento, quel Palazzo Ducale dalla facciata nota in tutto il mondo.
 
All’interno è custodito il patrimonio artistico della Galleria nazionale delle Marche, museo dal prestigio internazionale per capolavori assoluti del Rinascimento che fanno parte del nucleo del Quattrocento: dalla “Flagellazione” e la “Madonna di Senigallia” di Piero della Francesca, la “Città ideale” attribuita a Laurana, e il “Ritratto di gentildonna” di Raffaello Sanzio.
 
Per salutare Urbino è d’obbligo una passeggiata fino alla fortezza Albornoz. Nel parco di questa struttura militare del XIV secolo, si può improvvisare un pic-nic con la una crescia e un bicchiere di Verdicchio, godendo di una veduta superba sulla città e sulle sue colline.
 
Il Palazzo Ducale di Urbino / foto Thinkstock
 
UN VIAGGIO GUSTOSO, DALL’ADRIATICO ALL’APPENNINO
Rendiamo onore alle Marche, in questo che è anche un piccolo tour che mette insieme sapori e ricette del mare ai piatti tipici dell’entroterra marchigiano. Sulle tavole dell’Adriatico non si può perdere lo squisito “brodetto”, realizzato con almeno dieci tipi diversi di pesce. Andando all’interno, abbiamo già citato il tartufo di Acqualagna. Meno pregiati forse, ma da provare sono formaggi Dop come la Casciotta di Urbino, salumi conservati nella cera d’api o sotto la cenere, che si sposano perfettamente alla tradizionale piada, ma meglio con la crescia prodotta dai tanti forni di qualità sparsi nel Montefeltro. Nei calici l’imbarazzo di scegliere tra le etichette dei vini delle colline del Montefeltro. E se si vuole davvero esagerare, chiedete la squisita trippa marchigiana, piatto povero e icona della regione.
 
Acqualagna, una cesta di preziosi tartufi bianchi / foto Thinkstock
 
I SERVIZI PER I CAMPERISTI
- A Fano: area attrezzata campo Nunzia, www.camponunzia.it; camping il Gabbiano, www.campingdelgabbiano.it
- A Fossombrone, area attrezzata in via Morandi, in località Mosse.
- A Urbania, agriturismo Orsaiola, in località Ca’ Sanchio, www.orsaiola.it
- A Urbino, agriturismo Corte della Miniera, in località Miniera, www.cortedellaminiera.it
 
L'ASSICURAZIONE
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GUIDE E APPROFONDIMENTI
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- Sul sito dei borghi Bandiera arancione, tutte le info sul Comune certificato di Mondavio, alle porte del Montefeltro.
 
 

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