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Il fascino del barocco e il mare da esplorare, la Grecia salentina e Gallipoli, le spiagge più belle

Il Salento in camper. Cosa fare tra Lecce e Taranto

di 
Fabrizio Milanesi
19 Luglio 2018

Falesie, insenature, paesi e un litorale che è ancora non così costruito e riserva spazi di natura che invogliano a una vacanza on the road. C’è di più, le coste pugliesi sono estese e in genere facilmente accessibili. Perfetto per il camper no? Allora si parte. Da Lecce a Taranto, a tutto Salento.
 
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DA LECCE AI LAGHI ALIMINI
Lo splendore del barocco tra decorazioni e pietre del luogo. Questa la prima fotografia cittadina. Con un po’ di zoom ecco la basilica di Santa Croce, il palazzo del governo, la piazza del Duomo e del seminario e i tanti palazzi che formano un vero museo all’aperto, con il castello, l’anfiteatro romano a completare il quadro. Passeggiare a Lecce è una fortuna, si ha l’ìmpressione di una città in salute, vissuta, dove non mancano iniziative giovani e dove l’artigianato è ancora presente in botteghe e laboratori.
 

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L’uscita dalla città è a San Cataldo, poi si può deviare sulla ex SS611, sfiorando la macchia intatta dell’oasi delle Cesine, tra acquitrini popolati dalla fauna acquatica, canneti, isolotti, lingue di sabbia e una duna costiera con una fitta pineta.
 
Si può lasciare momentaneamente il litorale per andare verso Vernole. Pochi chilometri ed ecco il borgo fortificato di Acaia, “città ideale” disegnata nel Rinascimento nella quale spicca il massiccio castello cinquecentesco, ben manutenuto. Da qui si torna in breve all’Adriatico, dove la bassa falesia costiera si fa apprezzare in particolar modo tra San Foca e Roca Vecchia: la roccia scavata evidenzia antiche abitazioni e necropoli rupestri sul mare.
 
Proseguendo verso sud il profilo si anima in un susseguirsi di archi, faraglioni e grotte, una delle quali, a Torre dell’Orso, è accessibile da terra per mezzo di una galleria. Dopo Sant’Andrea, che alle acque cristalline unisce la bellezza di formazioni rocciose molto articolare e di una larga fascia di macchia mediterranea, l’incontro con la natura continua ai laghi Alimini, affollati in agosto, ma quasi solitari nel resto dell’anno, quando offrono svariate occasioni a chi ama camminare.
 
Lecce e il suo anfiteatro romano /Thinkstock
 
DALLA GRECIA SALENTINA A OTRANTO
Diverse sono le atmosfere delle località dell’entroterra. Soprattutto quando si entra nelle comunità di un gruppo di paesi raccolti sotto la cosiddetta Grecia Salentina: Calimera, Carpignano dei Greci, Corigliano d’Otranto (Bandiera arancione del Tci), Cutrofiano, Martano, Martignano, Melpignano, Soletgo, Sternatìa e Zollino.
 
Fondati da esuli greci, o forse da conquistatori bizantini (il dibattito tra gli studiosi è ancora aperto). Questi piccoli centri hanno conservato, a fianco dell’originaria lingua “grika”, numerose testimonianze architettoniche dell’antica civiltà rurale, tra cui le case a corte nei nuclei abitati e singolari costruzioni rurali a tronco di cono stilizzate come ovili o frantoi sotterranei.
 
Poco più di 20 chilometri sulla provinciale 48 e si arriva ad Otranto. Vero che è la città più orientale del territorio italiano, ma qui su viene per visitare la cattedrale e ammirarne il pavimento costituito dal celebre mosaico allegorico dell’Albero della Vita, realizzato nel XII secolo. Se non vi spaventa un po’ di movida serale (in estate) passeggiate lungo le stradine del centro, e sul lungomare.
 
Un arco del '500 a Corigliano, Bandiera arancione Tci /foto Comune di Corigliano
 
DA OTRANTO A GALLIPOLI
Proseguendo verso sud, per gli amanti del mare è d’obbligo una sosta a Porto Badisco, meravigliosa insenatura dove una leggenda narra sia sbarcato Enea, e a Santa Cesarea Terme, cittadina di nobile aspetto la cui falesia è attrezzata con piattaforme e scivoli ricavati nella roccia, per favorire la balneazione. Circa due chilometri prima di Castro si trova la Grotta Zinzulusa.
 
Molte altre sono le occasioni per una pausa rinfrescante al mare, scendendo verso Marina di Leuca e l’omonimo capo, dove l’Adriatico incontra lo Ionio: da qui inizia la risalita della penisola salentina, con la possibilità di accedere alle spiagge. Il litorale è punteggiato da torri di avvistamento, richiamate anche in numerosi toponimi come Torre Pali, Torre Mozza, Torre San Giovanni, Torre Suda e Torre del Pizzo, dove la strada si distanzia dalla costa lasciando spazio a spiaggette, macchia a pineta.
 
Si arriva alle porte di Gallipoli, la “città bella”, con il centro storico racchiuso in un’isoletta fortificata collegata alla terraferma da un ponte. Si può passeggiare nel reticolo di stradine che raccolgono chiese di notevole pregio, che si stringono accanto a botteghe, laboratori artigiani, rivendite di prodotti tipici e locali che propongono i piatti della tradizione.
 
Il porto turistico di Gallipoli /Thinkstock
 
DA GALLIPOLI A TARANTO
Si vira verso nord, dove il litorale è più costruito. Ma dopo Santa Maria al Bagno e Santa Caterina si trova un altro lembo di natura protetta: il parco naturale di Porto Selvaggio, una folta boscaglia che digrada sulla costa rocciosa ed è attraversata da una fitta rete di sentieri. L’area comprende anche due torri, Uluzzo e Inserraglio, e la Palude del Capitano, formata da risorgive carsiche ricolme di acqua salmastra.
 
Sant’Isidoro è indicato per le soste libere fuori stagione, con una spiaggia lambita dal mare cristallino. La trasparenza dell’acqua non è da meno nei pressi di Porto Cesareo, animato centro balneare, dove l’area marina protetta presenta fondali ambiti dai sub.
 
A Punta Prosciutto, dalla primavera all’inizio dell’autunno ci si può servire del camping per godere della spiaggia orlata da candide dune. Poco più avanti la provincia di Lecce lascia il posto a quella di Taranto e conviene proseguire in questa direzione per ricollegarsi alla rete autostradale.
 
Si avrà la possibilità di scoprire, a Torre Colimena, un’altra perla naturalistica: la riserva naturale regionale Saline dei Monaci, così chiamata perché istituita su un territorio anticamente gestito da Benedettini. Il sito, frequentato dagli uccelli migratori soprattutto d’inverno, è un mosaico di dune, vegetazione e specchi d’acqua, accanto a un grazioso villaggio di pescatori.
 
Si può procedere lungo la costa o deviare nell’interno verso Manduria e Sava per raggiungere infine Taranto. Oltre allo splendido borgo marinaro, da non perdere è il museo archeologico nazionale, che custodisce reperti della Magna Grecia e preziosi lavori di oreficeria, gli Ori di Taranto. Prima di ripartire l’ultimo tuffo è nei sapori locali, tanto pesce fresco e da non perdere le cozze, una delle colonne gastronomiche locali.
 
SOSTE CONSIGLIATE 
Lecce - Agriturismo Namasté
Gallipoli - Agricampeggio Torre Sabea
Porto Cesareo - Agricampeggio Le Radici
 
La spiaggia di San Foca, a Melendugno (Le) /Thinkstock
 
L'ASSICURAZIONE
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