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Una passeggiata meravigliosa adatta a tutti, tra la Val Pusteria e il Cadore. I nostri consigli per l'uso

Il giro delle Tre Cime di Lavaredo, simbolo delle Dolomiti

di 
Stefano Brambilla
9 Agosto 2018

Le Tre Cime di Lavaredo. O semplicemente le Tre Cime, come spesso vengono chiamate. Montagne entrate nel mito e nell’immaginario: chi non le ha mai viste, almeno su qualche cartolina o guida turistica? Quelle tre vette una di fianco all’altra, isolate da tutte le altre, pura dolomia che emerge da un mare di ghiaia. Montagne vittima della loro stessa bellezza, tuttavia, e della facilità di accesso: appena arriva l'estate sotto le Tre Cime giungono torpedoni, scolaresche, famiglie che credono di essere a Riccione. Abbiamo riunito qui qualche consiglio che ci sentiamo di darvi, dopo aver percorso lo straordinario sentiero che le circonda in compagnia di una guida esperta. Per vivere al meglio lo spettacolo di uno dei panorami più belli delle Alpi. 
 
Le Tre Cime viste dalla forcella Lavaredo - foto Stefano Brambilla​

1. LE STAGIONI DELLE TRE CIME
Il primo consiglio - se appena potete - è quello di evitare l’estate. C’è troppa gente. Si perde lo spirito della montagna, quella sensazione di trovarsi a tu per tu con la roccia millenaria nel silenzio delle vette. A fine primavera (ultimi giorni di maggio e tutto il mese di giugno) e tra settembre e ottobre il giro delle Tre Cime è ugualmente bello, anzi, lo è di più, perché sarete in compagnia di poche persone (o meglio: di meno persone che ad agosto). Se invece proprio non potete fare a meno di visitarle in estate, perché magari siete in villeggiatura in Cadore o in Val Pusteria, ecco, per favore, svegliatevi presto la mattina. Partite sul far dell’alba. Tornate presto a valle. Il giro dura quattro ore, più o meno; con qualche sosta anche cinque o sei. Alle otto vi godrete un paesaggio senza il rumore degli stereo in spalla a giovanotti incongrui e le urla di madri ansiose che richiamano figlioletti vogliosi di correre per i prati. Vi porterete a casa un ricordo molto più piacevole.
 
Le Tre Cime dal sentiero verso la Langalm - foto Stefano Brambilla​
 

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2. IL MUSEO DELLE TRE CIME
Non possiamo non raccomandarvi di documentarvi, prima di intraprendere il giro delle Tre Cime di Lavaredo. Primo, perché è uno dei compiti del Touring quello di far conoscere e approfondire le bellezze dei luoghi; e secondo, perché capire di più su questo luogo meraviglioso è davvero molto facile. Basta andare al centro visite del Parco naturale Tre Cime, sito a Dobbiaco, in val Pusteria, in una location d’eccezione: il Grand Hotel Dobbiaco, uno di quegli edifici superbi (peraltro sapientemente restaurati) meta della bella gente tra Ottocento e Novecento, dove soggiornavano l’imperatore tedesco Federico III e il compositore Gustav Malher. In un’ala è ospitato il centro visite, gratuito, con un museo multimediale: conoscerete i fiori e gli animali delle vette, vedrete un bel filmato fatto dall’aereo, capirete la conformazione delle rocce e delle cime, imparerete le storie - tragiche e meno tragiche - che hanno segnato la vita delle Tre Cime, dalle imprese alpinistiche ai combattimenti in trincea. Quando vi metterete sul sentiero, avrete un’idea diversa di queste montagne.
 
Il centro visite del Parco naturale Tre Cime a Dobbiaco - foto Stefano Brambilla​

3. COME ARRIVARE ALLE TRE CIME
La maggioranza delle persone desiderose di fare il giro delle Tre Cime di Lavaredo giunge con il proprio mezzo al rifugio Auronzo, a 2330 metri di quota, dalla parte veneta delle montagne (che dividono appunto Veneto da Alto Adige). Dal rifugio Auronzo, infatti, il percorso è abbastanza facile, senza grandi dislivelli, adatto anche ai bambini abituati a camminare; generalmente lo si fa in senso antiorario. Il punto è che la strada di sette chilometri che da Misurina arriva al rifugio Auronzo diventa in estate trafficatissima; il parcheggio in quota si riempie a dismisura; e peraltro la strada si paga salatamente (20 euro per le moto, 30 euro per le auto, 45 euro per i camper). Il nostro consiglio è di prendere un mezzo pubblico, in modo da contribuire in prima persona a una migliore mobilità dell’area, aiutando l'ambiente ed evitando lo stress del traffico e del parcheggio. Da Dobbiaco parte una navetta (capolinea autostazione e poi stazione ferroviaria) che in meno di 50 minuti porta al rifugio: costa 15 euro andata/ritorno ed è in funzione fino a metà ottobre. Tutta la val Pusteria, peraltro, è servita da un eccellente sistema di treni; per cui si può prima prendere un treno, per esempio da Brunico, Fortezza o da San Candido, e poi lo shuttle. Nei link sotto, tutti gli orari. Anche in Veneto è in funzione un servizio bus da Misurina.
 
Lo shuttle da Dobbiaco al rifugio Auronzo - foto Stefano Brambilla​

4. UNA GUIDA PER LE TRE CIME
Ecco, sappiamo che sono in molti gli escursionisti che amano andare da soli in montagna. Anche noi siamo tra quelli, di solito: ci si prende il tempo per contemplare le vette consultando una mappa, si conquista da soli la meta… Però dobbiamo ammettere che la presenza di Klara, guida escursionistica altoatesina, ha cambiato il sapore della nostra giornata alle Tre Cime di Lavaredo. Perché Klara ha riempito la passeggiata di aneddoti e di racconti come mai avremmo potuto leggere sui libri. Le orme di dinosauri (invisibili altrimenti) sul sentiero, i nomi delle vette fino all’orizzonte, le prime ascensioni della Cima Grande, le gallerie e le trincee scavate da quei poveri soldati... Innumerevoli particolari che hanno aggiunto conoscenza e piacere alla già fantastica vista delle Tre Cime. Per cui: se potete, prenotate una guida all’ufficio turistico di San Candido o di Dobbiaco. Vi metteranno in contatto con gente brava, preparata, pronta a mettervi a disposizione la loro esperienza (e anche ad aiutarvi in caso di problemi).

Con la guida Klara verso il rifugio Locatelli - foto Stefano Brambilla​
 
5. FOTOGRAFARE LE TRE CIME
Non si può resistere a scattarecentinaia di volte, durante il giro delle Tre Cime. Se vi piace dedicarvi alla fotografia, il consiglio è quello di scoprire le tante facce delle vette, non solo quello più noto. Il panorama, tra l’altro, facilita la missione perché continua a cambiare: partirete dal rifugio Auronzo che le Tre Cime non si vedono neppure, o meglio, sono lì davanti a voi ma la sagoma è tutta diversa, bisogna aspettare la forcella Lavaredo perché si palesino nel loro splendore. Spesso le nuvole, a valle, regalano grandi spettacoli in questo primo tratto. Poi ancora il panorama cambia, scendendo verso il rifugio Locatelli: sulla destra il Paterno, con le sue gallerie, è un altro bellissimo soggetto. Al Locatelli, tutti fotografano dalla balconata; ma basta arretrare qualche metro per inquadrare le montagne tra rifugio e una piccola cappelletta, Ancora, più avanti, le cime scompariranno per un attimo scendendo il pian da Rin. E poi, dalla Langalm il panorama cambia ancora. Insomma, lasciatevi sorprendere e continuate a scattare, ne vale la pena.
 
Il rifugio Locatelli e sullo sfondo le Tre Cime - foto Stefano Brambilla​

6. STORIA E NATURA DELLE TRE CIME
Se avete seguito il consiglio numero 4, sarà la vostra guida che vi parlerà della meravigliosa natura e della tragica storia delle Tre Cime. Se invece avete preferito procedere in autonomia, cercate di prestare attenzione a oggetti, monumenti, animali, fiori lungo il sentiero. La chiesetta di Santa Maria Ausiliatrice, eretta in memoria dei caduti, è appena dopo il rifugio Auronzo e nessuno potrà mancarla; ma le marmotte del pian da Rin (soprattutto la mattina presto) e i fili spinati lungo il sentiero che dal Locatelli porta al piano (prendete quello più ampio, non la scorciatoia) sono meno evidenti, se non prestate attenzione. Almeno un pensiero ai 10mila soldati morti sul fronte dolomitico per valanghe, frane, freddo e fame durante il terribile inverno 1916/1917 è d’obbligo: a ricordarvi il loro lavoro ci sono anche un’infinità di buchi, gallerie, tunnel scavati nella roccia - la guerra trasformò marcatamente il paesaggio. A giugno non potete fare una foto anche ai magnifici papaveri glaciali che nascono tra i sassi, grande spettacolo delle alte quote delle Dolomiti. 
 
Papaveri glaciali vicino alla Langalm - foto Stefano Brambilla​

7. I RIFUGI E I PASTI ALLE TRE CIME
Abbiamo nominato i rifugi. Lungo il giro delle Tre Cime sono tre, oltre a una malga. Il primo è naturalmente il rifugio Auronzo, che un po' ha perso purtroppo il carattere di rifugio alpino, visto che è raggiunto dalla strada carrozzabile. Il secondo, che rimane un po’ incassato, è il rifugio Lavaredo, a poca distanza dall’Auronzo; il terzo è il famoso rifugio Locatelli, quello che tra i tre gode della vista più bella ma che d’estate si trasforma in una bolgia infermale. C’è anche una malga, la Langalm o Malga dei pastori, nel finale del percorso: ed è qui che vi consigliamo di fermarvi per il pranzo, sia se avete portato il vostro picnic (la vista è meravigliosa dai prati e dai laghetti attorno) sia e soprattutto se volete gustare una specialità locale o qualche prodotto genuino della zona. Zuppe, canederli, torte: da leccarsi i baffi. I ragazzi che la gestiscono da qualche tempo sono simpatici e affabili: insomma, un ottimo indirizzo dove ci si sente a casa. Alla malga c’è anche l’unica fontana del giro per riempire la borraccia. Inutile dire che potreste fermarvi anche a dormire, per avere il piacere di scoprire il primo sole che illumina le Tre Cime...
 
La vista delle Tre Cime dalla LangAlm - foto Stefano Brambilla​

8. LE MONTAGNE ATTORNO ALLE TRE CIME
Collegandoci agli altri punti, se non avete con voi una guida (fisica) abbiate almeno una mappa, così da conoscere i nomi delle montagne che vi stanno attorno. Perché non ci sono soltanto le Tre Cime, lungo il giro che state per fare. All’orizzonte compaiono il Cristallo, la Croda Rossa d’Ampezzo, le Dolomiti di Sesto, la Croda dei Toni, le Marmarole, l’Antelao, il Sorapis. Montagne che hanno fatto la storia delle Dolomiti. Intorno a voi, c’è la grandiosa Meridiana di Sesto, che dalla val Pusteria segna le ore da tempo immemore (le cime sono chiamate con le ore del giorno in cui il sole batte sulla vetta). C’è il bellissimo Gruppo dei Cadini di Misurina, ricco di guglie e pinnacoli dai nomi fiabeschi. Insomma, siete qui anche per portare omaggio alle Dolomiti: il primo modo per farlo è quello di conoscere il nome delle sue montagne. E di imparare a riconoscerle.
 
Il rifugio Auronzo e le montagne attorno - foto Stefano Brambilla​

9. LE PASSEGGIATE DAL FONDOVALLE VERSO LE TRE CIME
Sappiamo che sono in pochi a poterlo fare, ma vogliamo citare anche la possibilità di giungere a piedi alle Tre Cime, ovvero da fondovalle, non con un mezzo fino al parcheggio dell’Auronzo. E’ naturalmente un consiglio solo per gli escursionisti più allenati, quelli che non hanno paura di svegliarsi all’alba e di macinare centinaia di metri di dislivello: ma volete mettere la soddisfazione di arrivare al cospetto delle tre cime di Lavaredo sapendo di aver macinato chilometri con le proprie gambe? I sentieri più gettonati, tra i tanti che si possono fare, sono quello che, partendo da Dobbiaco, attraversa la val di Landro fino a raggiungere al rifugio Locatelli; e quello che da San Candido raggiunge prima il rifugio Tre Scarperi, nella val Campo di Dentro, e poi prosegue verso il passo dell’Alpe Mattina e arriva di nuovo al Locatelli. C’è anche un altro sentiero, l’avvicinamento 101, che parte dal punto del pedaggio, sulla strada verso l’Auronzo, e in meno di due ore arriva al rifugio. Se qualcuno se la sente…

10. IL RISPETTO DELLA MONTAGNA
Sì, lo sappiamo, qualcuno alzerà gli occhi. Ma non ci stancheremo mai di scriverlo. Il rispetto verso l’ambiente naturale è sempre importante, in montagna forse ancora di più. Rispettate il silenzio, la vita delle vette, prima di tutto. Non gridate, non buttate sassi, non portate via niente, non lasciate alcun rifiuto. E vestitevi in modo consono - ricordatevi che siete in un ambiente potenzialmente ostile, sempre tra i 2200 e i 2400 metri di quota, dove può arrivare un temporale improvviso anche in piena estate. Mettetevi delle scarpe adatte, portatevi un pile o un guscio tecnico antivento. Sembra superfluo dirlo: ma dopo aver visto gente in infradito pronta a mettersi in marcia dobbiamo ripeterlo per forza. Per godervi il giro delle tre Cime bastano pochi dettagli: e sarà un ricordo che rimarrà nei vostri pensieri per sempre.

Le Tre Cime viste dal sentiero tra rifugio Auronzo e rifugio Lavaredo - foto Stefano Brambilla​

INFORMAZIONI
Siti utili

La strada per il rifugio Auronzo è aperta fino a metà ottobre.
- Comprensorio Tre Cime, Alto Adige: su www.tre-cime.info informazioni sull'area; a questa pagina link dei treni e dei bus navetta da Dobbiaco.
Sul sito anche la pagina dove trovare informazioni per prenotare una guida escursionistica da San Candido.
- Area Tre Cime Dolomiti, Veneto: su auronzomisurina.it informazioni sull'area; a questa pagina link dei bus da Misurina.

Tempi (senza soste) e distanze del giro delle Tre Cime
- Dal rifugio Auronzo al rifugio Lavaredo 35 min ca. – 1,7 km
- Dal rifugio Lavaredo alla forcella Lavaredo 25 min ca – 1,0 km (stradina)
- Dalla forcella Lavaredo al rifugio Locatelli 45 min ca – 1,9 km (stradina)
- Dal rifugio Locatelli alla Malga dei Pastori 1,15 ora ca – 2,8 km
- Dalla Malga dei Pastori al rifugio Auronzo 40 min ca – 2,1 km

Dislivello totale del giro delle Tre Cime
405 m in salita, 410 m in discesa

Rifugi e malghe lungo il giro delle Tre Cime
- Rifugio Auronzo: Tel. +39 0435 39002; www.rifugioauronzo.it
- Rifugio Lavaredo: Tel. +39 349 6028675; www.rifugiolavaredo.com
- Rifugio A. Locatelli (Dreizinnenhuette): Tel. +39 0474 972002; www.dreizinnenhuette.com
- Langalm – Capanna dei Pastori

Specialità alla LangAlm - foto Stefano Brambilla​








 
 

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