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In viaggio sulle strade atlantiche tra gusto, fascino retrò, contaminazioni d'arte e nuove architetture

Cosa fare nei Paesi Baschi: itinerario da San Sebastian a Bilbao

di 
Fabrizio Milanesi
10 Settembre 2018

Un’altra Spagna? Forse no, nonostante il tentativo di sentirsi altro da una nazione che per sua natura è un complicato e avvincente gioco ad incastri. Di sicuro i Paesi Baschi esprimono tratti marcati. Il loro territorio si srotola tra il golfo di Biscaglia, la Francia, la Navarra, la Cantabria, la Castiglia. La lingua aspra e misteriosa resiste orgogliosamente alla spinta del castigliano, ve ne accorgerete leggendo le indicazioni stradali o le informazioni in un museo. Ma come molti luoghi che guardano al mare, la tendenza ad arroccarsi si stempera nella attitudine al viaggio, che con sé porta conoscenza, colori, gusti e cultura.

Si spiega anche così il fascino che si respira in questa Spagna, in una intermittenza tra radici e futuro, tradizione e innovazione, echi nostalgici e spinte avanguardiste, nella lingua come nell’arte e nella gastronomia, una delle sue espressioni più apprezzate. Si parte per un viaggio on the road tra San Sebastian e Bilbao.

COME ARRIVARE
Si può pensare di arrivare con un mezzo privato: la strada quasi obbligata passa per il sud della Francia, attraversa Provenza e Camargue per valicare i Pirenei nei dintorni di Saint-Jean-de-Luz. Da Ventimiglia a San Sebastian? Quasi mille chilometri e una decina di ore di viaggio. Meglio in ogni caso usufruire di molte linee low cost che collegano gli scali italiani a Sen Sabastian o a Bilbao, dove si può noleggiare un’auto con grande facilità.
 

SAN SEBASTIAN E I SUOI DINTORNI
Si parte dallo spumeggiante capoluogo della provincia di Guipuzcoa, San Sebastian. Tutt’intorno si distendono cento chilometri di costa. Una sequenza di baie, borghi marinari pittoreschi e stazioni balneari. A San Sebastian si viene accolti da una splendida baia: la Concha nell’ultimo secolo ha accolto moltissima parte del turismo elitario iberico. Lo si nota dalle nobili architetture che caratterizzano la località. Il colpo d’occhio è spettacolare, non è Copacabana ma un rimando si può rischiare se si notano i due capi del monte Urguli e Igueldo, con l’isoletta di Santa Clara al centro.

Dal porticciolo di pescatori si entra nel Casco Viejo dalle architetture ottocentesche. Piccola Parigi della Belle Epoque? Non proprio, o meglio non più. Basta passeggiare sul boulevard che guarda il mare per avvertire un’energia cosmopolita tra locali trendy, tavole da skate e da surf, barbe hypster e occhialoni anni 70 di tedeschi, francesi, italiani, inglesi portoghesi e ovviamente spagnoli e baschi.

Il resto della città moderna è cresciuto a metà ottocento e l’influenza transalpina si nota tutta camminando tra i paseos alberati e i ponti sull’Urumea. Da non perdere? Funicular + panorama (con carrozze originali del 1912) e l’installazione Peine del Viento, il pettine del vento, che risuona tra raffiche e schiaffi delle onde.
 
Un tramonto sulla Concha / foto Thinkstock

LA TRADIZIONE DEL GUSTO A SAN SEBASTIAN
Tantissimi gli chef di grido che popolano i ristoranti di San Sebastian, eredità fortunata delle antiche Società Gastronomiche, ovvero circoli maschili dove i signori dovevano cucinare a turno (ancora un centinaio di Società sono attive). Più contemporanea l’invasione dei pintxos, le tapas atlantiche.
 
Una volta erano solo “cicheti” da arpionare con uno stuzzicadenti (il pinxto) prima del pasto. Mentre oggi con i pinxtos si può anche cenare, una specie di esperimento riuscito di gastronomia locale servita in pillole. Consigli: in calle 31 de Agosto e in calle Fermin Calbeton, e in special modo nei locali che hanno nelle insegne riferimenti a Società Gastronomiche. Immancabili le acciughe di Getaria, il baccalà, i peperoni di Gernika accompagando il tutto da una salsa basca e dal vino fruttato del posto.
 
Una carrellata di Pinxtos / foto Thinkstock

DA SAN SEBASTIAN A GUERNICA
L’alternativa meno modaiola a San Sebastian si trova 25 chilometri a est. Percorrendo la AP-8 si arriva agevolmente a Hondarribia, che nelle sue architetture eredita un passato di piazzaforte. Rimangono visibili ancora oggi parti dei bastioni cinquecenteschi. La cittadina è il riferimento per percorrere una splendida strada litoranea che percorre tutta la costa basca.

Guidando sulla spettacolare N-634 per poco più di 20 chilometri si arriva a Zumaia, che deve la sua fama alla spiaggia di Itzurun, chiusa ai lati dalla formazione di rocce del flysch, uno spettacolare trama di fili rocciosi che sembrano sciogliersi nel mare. Ripresa l’auto ci si può dirigere verso Bilbao guidando sulla AP-8. Ma è quasi d’obbligo un’ultima deviazione (l’uscita è all’altezza di Amorebieta-Etxano) per visitare Museo de la Paz di Guernica, che lega il proprio nome all’eccidio tedesco del 1947, denunciato dal celeberrimo dipinto di Picasso (è al Museo Reina Sofia di Madrid). Rientrando sulla AP-8 ad Amorebieta-Etxano e proseguendo per circa 25 chilometri si arriva a Bilbao.
 
I flysch a Zumaia / foto Thinkstock 
 
BILBAO, IL RINASCIMENTO DEI PAESI BASCHI 
Raccontare la rinascita di Bilbao è ormai farle quasi un torto. Bilbao non solo è viva, ma si sta affermando come destinazione da non perdere per il turismo mondiale. Ovviamente il ruolo attrattivo del Guggenheim Museum è indiscusso. La sua capacità di rigenerazione dopo 20 anni di storia (leggi la nostra news dedicata) lo mette al centro della vita culturale di una città che intorno alle forme progettate dallo studio di Frank Gehry ha visto crescere infrastrutture e innovazioni in un dialogo costante tra stimoli artistici e bene comune.

Lasciata l’auto in uno dei parcheggi a pagamento cittadini, nel Casco Viejo (il centro storico), disposto sulla riva destra della Ría de Bilbao, si trova la neoclassica plaza Nueva. Vale la pena risalire a città vecchia fino al cinquecentesco Santuario de Nuestra Señora de Begoña (tappa del Cammino Francese verso Santiago) per regalarsi una foto panoramica.

Rimanendo nei confini cittadini vi consigliamo di godervi un passeggio sulle sponde del Nervion, una iniezione di energia. Ovviamente non perdetevi il Guggheneim (anche solo per ammirare la struttura dall’interno). Da vivere l’atmosfera tra le Sette Vie scegliendo magari una meta gastronomica per la serata, ne vale la pena. Alle nuove architetture aggiungete una “puntata” alla Stazione Ferroviaria di Axturi: è quella di riferimento per i collegamenti regionali. Costruita nel 1882 e ristrutturata nel 1913 affascina con il suo originale stile “neovasco”. A poche decine di metri un’altra meta obbligata, il mercado de la Ribeira, appena ristrutturato, con le vetrate art déco e la sua vita brulicante intorno alle prelibatezze gastronomiche della regione.
 
Nel Casco Viejo di Bilbao / foto Thinkstock
 
LUNGO LA RIA FINO A GETXO
Da mettere in programma è una gita a piedi, in bicicletta o in battello, lungo la rìa de Bilbao fino al mare. Si parte dal puente del Arenal per incontrare lungo il percorso le torri Isozaki e il coreografico ponte Zubizuri firmato Calatrava. Proseguendo lungo l’estuario si arriva al puente de Bizcaya, struttura in ferro che unisce dal 1893 le due sponde della rìa nei pressi dell’estuario. Il suo costrutto originale e il suo impatto sul paesaggio ne fanno un patrimonio Unesco.

Da qui si continua fino a Getxo, un borgo marinaro sull’alto del colle, sopra le lunghe spiagge orlate dalla passeggiata lungomare su cui si affiancano ville del primo novecento, in un percorso tutto da fotografare. Fate uno sforzo e allungatevi fino a Barinatxe, è la spiaggia dei bilbaini. La sabbia scura e i faraglioni vi metteranno un dubbio: Bretagna, Scozia, Irlanda? No, Paesi Baschi.
 
Dopo Getxo, le spiagge e i colori di Anthropocene
 
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