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Matera e la Bulgaria, la Toscana di Leonardo, i borghi minori del Piemonte e la Nimes romana

Cinque viaggi da fare in camper nel 2019

di 
Fabrizio Milanesi
24 Gennaio 2019
Si è alzato il sipario sul 2019 e il ventaglio di possibilità per viaggiare in libertà è sempre ampio. Tantissime le opzioni per muoversi in camper, sia nelle regioni italiane o che in Europa. Cerchiamo di darvi qualche coordinata per dirigervi in aree dove succedono cose diverse dal solito, in cui il 2019 non è un anno come gli altri, dalle celebrazioni Leonardiane in tutta Italia a Matera e Plovdiv, capitali europee della Cultura, dal Piemonte non proprio conosciuto a tutti a un nuovo stupefacente museo a Nimes, nel sud della Francia.
 
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NELLA TOSCANA DI LEONARDO, NELL’ANNO DELLE CELEBRAZIONI
Partiamo dal borgo natale del Maestro, Vinci, che tra l'altro è stato insignito della Bandiera arancione del Touring Club Italiano per le sue qualità turistiche e ambientali. Qui sono due le sedi espositive dove nel 2019 si alterneranno mostre dedicate a Leonardo da Vinci. Da Vinci ci si può spostare nell’aretina Anghiari, cittadina della battaglia del 1440, ritratta in un famoso e misterioso affresco murale che Leonardo aveva dipinto a Firenze (e che poi subì danni e forse venne distrutto, o forse ancora ricoperto). Tappa successiva è Firenze, che le celebrazioni le ha addirittura anticipate con la mostra dedicata al Codice Leicester, che alla Galleria degli Uffizi ha aperto i battenti già nel 2018. Altre sedi da non mancare sono Palazzo Strozzi (mostra dall’8 marzo al 14 luglio) e Palazzo Vecchio (mostra dal 25 marzo al 24 giugno).

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I tetti di Vinci, borgo natale di Leonardo
 
A MATERA, CAPITALE EUROPEA DELLA CULTURA
Ci siamo. Matera, Capitale europea della Cultura 2019, è divisa tra la frenesia dell’attesa e l’ansia di poter fare fronte all’impatto del flusso turistico e di un'esposizione mediatica mai vista prima. Una sfida avvincente, che si ritrova a pieno nello slogan “Open Future”, il motto scelto per l’occasione. Matera è unica certo, ma non è sola tra i luoghi da vedere in Basilicata. Attorno alla Città dei Sassi si trovano borghi medievali dominati da torrioni, campanili e castelli. Basta imboccare strade minori per scoprirli. Le tappe di un possibile itinerario? Dal parco archeologico di Metaponto a Montescaglioso, Matera Miglionico e Valsinni, bandiera arancione Tci. Non ci dilunghiamo, vi invitiamo a scoprire il viaggio nel nostro itinerario dedicato. 
 
Per tutto quello che succederà a Matera nel 2019 vai al nostro approfondimento
 
Matera illuminata dopo il tramonto / foto Getty Images
 
A PLOVDIV: L'ALTRA CAPITALE EUROPEA DELLA CULTURA 2019, IN BULGARIA
Quando Matera è stata nominata Capitale europea della cultura per il 2019 tutti in Italia hanno festeggiato. Ma hanno festeggiato anche in un altro posto, più lontano e remoto, anzi, ai più quasi sconosciuto. Stiamo parlando di Plovdiv, città bulgara che ha ottenuto lo stesso riconoscimento in contemporanea con la bella lucana (www.plovdiv2019.eu).
 
Ma mentre le gravine e le pietre di Matera sono già delle star, le bellezze della misconosciuta Plovdiv sono ancora tutte da scoprire. Già perché in questa landa oggi misconosciuta sono passati in molti nel corso della storia e tutti, o quasi, hanno lasciato un segno. Fondata dai Traci fu, per esempio, occupata dagli antichi Romani che la trasformarono in una capitale (sempre lungimiranti) e costruirono un teatro (ancora bellissimo e sede di numerosi spettacoli e iniziative), uno stadio da 30mila persone di cui si possono ancora oggi apprezzare i resti e un foro i cui scavi sono tutt'ora in corso. Ma non sono stati gli unici perché sono passati anche i bizantini, gli ottomani, gli ebrei...
 
La posizione di passaggio verso l'Oriente l'ha resa affascinante e curiosa. In più, quando a inizi Ottocento i bulgari hanno cominciato a sentire il bisogno di indipendenza, hanno contribuito alla sua peculiarità edificando case e palazzi in uno stile originale e inconfondibile. Una passeggiata nel centro storico che sta in collina mostra tutto questo e molto altro ancora, comprese delle piccole botteghe artigiane dove sono realizzati prodotti tradizionali e non solo. E non trascurate i brocante, ve ne pentireste.
 
Lo stadio romano di Plovdiv, in Bulgaria / foto Visitplovdiv
 
IN PIEMONTE NEL MONDO TRA I BORGHI BANDIERA ARANCIONE
Che il Piemonte sia fascinoso non sta a noi sottolinearlo. Una bellezza a volte fini troppo schiva, che con gli anni si è fatta conoscere anche nel resto del mondo, tanto da essere annoverata nel 2019 tra le regioni più ricercate nei flussi turistici internazionali: quello che pavoneggiandosi si dice una Best Destination!
 
Ma le terre sabaude non sono solo Torino e le capitali del vino e del tartufo. Con un camper si può osare e imboccare strade secondarie per scovare borghi meno affollati e straordinariamente accoglienti. Giochiamo in casa, segnalandovene tre che ci stanno particolarmente a cuore, perché sono cresciuti grazie alla loro tenacia e grazie al programma “rigenerante” di Bandiere arancioni. Si tratta di Arona, in provincia di Novara, di Guarene e di Entracque, in provincia di Cuneo. Certo, non che Arona sia poco nota, almeno tra i piemontesi e i lombardi, ma il suo lungolago, il centro storico e i dintorni tra Angera e la Statua di San Carlo Borromeo meritano il viaggio. Poi con il camper ci si può spostare in montagna.

Entraque è un piccolo Comune (882 abitanti) dell'alta valle Gesso, all’interno del meraviglioso parco regionale delle Alpi Marittime, centro di villeggiatura estiva e di sport invernali. Come si può immaginare, il suo nome deriva dal latino "Intra Aquas", ovvero tra le acque: sono quelle dei torrenti che l'attraversano. Il centro è caratterizzato dalle tipiche case montane in legno e pietra, tra cui si visitano chiese, santuari e un museo d'arte sacra. E da non perdere c’è anche il Centro faunistico Uomini e Lupi, il primo centro faunistico delle Alpi italiane interamente dedicato al lupo.

Per arrivare a Guarene si va nel Roero, vicino a Langhe e Monferrato: qui, su un colle, sorge il borgo (3500 abitanti), tra i centri storici artisticamente più ricchi ed interessanti dell’intero territorio. Da non perdere una passeggiata tra le vie tortuose del centro, ammirando chiese, monumenti e le 50 "Porcellane d'artista", fermandosi poi al settecentesco Palazzo Re Rebaudengo, sede del Museo di Arte Contemporanea della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo.
 
Entraque, nell'alta val di Gesso, Bandiera arancione Tci
 
A NIMES, IN FRANCIA PER IL NUOVO MUSEO DELLA ROMANITA’
Da camperisti, più o meno navigati, non si può ignorare il territorio abbacinante della Camargue. Uccelli migratori multicolori, saline sconfinate, ruderi che punteggiano ettari di terra e acqua, mandrie di cavalli e tori. Come perderselo. Per tornarci o per andarci per la prima volta c’è un motivo in più. A Nîmes, nel Midi francese, a due passi da Arles e dalla Camargue, è nato nel giugno 2018 il Musée de la Romanité (Museo della Romanità) per rendersi conto di come anche l'archeologia può trovare una nuova strada per mostrare se stessa.
 
Il punto da cui sono partiti i francesi era prossimo allo zero: ovvero, in città c'era un museo dedicato al glorioso passato romano, ma in pochi lo degnavano di uno sguardo. Poi è stato giustamente convertito uno spazio inutilizzato proprio davanti alla maestosa arena– tra gli edifici meglio conservati della romanità – in un nuovo museo, dall’impatto forte e dal costrutto coraggioso. E cosi l’antica arena oggi si specchia in un grande contenitore luccicante, tutto ricoperto da vetro serigrafato: si tratta di 7mila piccole lastre, tra le quali si aprono degli strappi, quasi degli “occhi”, che permettono un contatto diretto tra esterno e interno, tra nuovo e antico, tra il museo e l'anfiteatro.

Una volta entrati ci si immerge con estrema facilità nella storia della città, prima quella preromana, poi l'epoca d'oro di Roma: perché ogni cosa è ben calibrata, i reperti e gli oggetti alternati alle modellini, ai video, alle ricostruzioni reali e virtuali. In totale sono 5000 gli oggetti mostrati al pubblico e 65 le postazioni interattive.
 
Il nuovo museo della Romanità a Nimes e di fronte l'arena antica / foto Stefano Brambilla
 
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