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Dalle Prealpi agli Appennini su neve o per sentieri, nella natura

Cinque idee per andare in montagna nel ponte del 25 aprile

di 
Piero Carlesi
7 Marzo 2018
Nella primavera avanzata gli appassionati di montagna hanno molte possibilità di divertirsi e passare belle giornate nel loro ambiente preferito. Infatti se a bassa quota le praterie sono già verdi e iniziano a essere costellate di fiori, più in alto la neve che persiste ancora per qualche settimana offre l'occasione per praticare ancora gli sport della neve, dallo sci alle ciaspolate.
 
Vi proponiamo allora, tra migliaia di opportunità, cinque mete diverse, da nord a sud, al fine di trascorrere almeno due giornate piacevoli, nella natura, al cospetto delle montagne, tra grandi panorami.
 
1. A Bielmonte, nel Biellese (BI)
La meta di Bielmonte è molto interessante perché si presta, a seconda di come sta andando la stagione, come luogo adatto sia per lo sci, a tutti i livelli, sia per l'escursionismo. Il grande vantaggio di Bielmonte è la vicinanza dai grandi centri urbani, soprattutto da Milano. Vi si giunge con una comoda carrozzabile che parte da Trivero, nel Biellese, e che risale la montagna. Nelle giornate limpide si ha un grande panorama sulle colline sottostanti e sulla pianura vercellese. Oltre alle piste da discesa, la località offre, se persiste la neve, anche itinerari per lo sci di fondo lungo un tracciato che d'estate si trasforma in un sentiero da trekking.
 

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L'escursione
L'escursione, che si può fare a piedi, con gli sci di fondo o con le ciaspole, a seconda della stagione, ha inizio dal bocchetto Sessera, lungo la carrozzabile. Qui si trova la Locanda Bocchetto Sessera (tel. 015.744115; bocchettosessera.it). Siamo all'interno dell'Oasi Zegna. L'auto è possibile lasciarla nel parcheggio.
 
Si segue la strada sterrata (F5) a destra, in discesa. Superata un'area pic-nic si prosegue sempre in leggera discesa, raggiungendo in 40 minuti la Casa del Pescatore. Si prosegue seguendo l’indicazione per il sito Archeominerario Argentera, si oltrepassa un ponte tibetano, moderno e si prosegue in salita per il sentiero che si inoltra all’interno di un bosco. Alla fine del bosco si arriva a un bivio e a una staccionata, si prosegue a destra, verso il sito Argentera, in discesa. Al sito archeominerario ci sono diversi pannelli esplicativi; poco oltre si giunge al salto della Cascata dell’Argentera. Dopo un secondo ponte tibetano si raggiunge un altro sito Archeometallurgico (Rondolere) dove parte il sentiero F10 che torna a Bocchetto Sessera (ore 2.30 totali).
 
 
 
2. Al Monte Generoso, tra il Lario e il Ceresio (CO)
Il Monte Generoso, 1701 m, è una imponente montagna di confine, tra Lombardia e Canton Ticino, tra Italia e Svizzera. Dalla sua vetta si ha un esteso panorama sui laghi sottostanti (di Lugano e di Como), sui monti del Canton Ticino, sulla pianura lombarda e perfino sul vicino Appennino. Sulla vetta si può arrivare da semplici turisti prendendo il trenino a cremagliera che risale il versante ticinese da Capolago oppure tramite sentieri nel bosco di castagni e per praterie d'alta quota.
 
Da segnalare che in vetta, alla stazione di arrivo della ferrovia si trova ora il Fiore di pietra, un edificio modernissimo progettato da Mario Botta che comprende un bar e un ristorante. Già solo questa struttura modernissima merita l'escursione alla vetta.
 
L'escursione
Si parte da Orimento (Co), 1275 m, raggiungibile in auto dalla val d'Intelvi. L'itinerario, pianeggiante, ha inizio nei pressi del ristorante che si trova sulla destra della strada. Al primo bivio si prende il sentiero basso verso il Generoso, che si vede proprio davanti. Raggiunta l'alpe di Pesciò, il sentiero, ora in salita decisa, si inoltra per un tratto nel bosco. Più avanti per praterie si raggiunge la spalla (segnaletica di confine) e quindi la vetta (ore 1.15 da Orimento).
 
 
3. Al Monte Pasubio, tra grandi silenzi (VI)
Il Monte Pasubio, con le sue gallerie, trincee e camminamenti, è uno dei luoghi simbolo della Grande Guerra: qui infatti si combatterono alcune delle più cruente e sanguinose battaglie del primo conflitto mondiale.
 
L'escursione
Da Schio (VI) si sale fino al passo Pian delle Fugazze (1163 m), dove si deve lasciare l'auto. Si inizia a camminare sulla strada in direzione di Vicenza fino a imboccare a sinistra una sterrata per la Val Canale. Più avanti si prende un sentiero in piano (n. 300) che attraversa dei ghiaioni che scendono dal Monte Pria Favella. Poco oltre si risale un bosco di faggi e di abeti che porta in val Canale, ai piedi del monte Pasubio. Dopo un tratto in piano si inizia a salire ripidi, con tornanti, fino a raggiungere la soprastante Strada degli Eroi, poco sotto al Rifugio Achille Papa (1926 m).
 
Dal Rifugio Papa si segue il sentiero 105, si attraversa il varco Porte del Pasubio e si prosegue in salita sul versante nord lungo una mulattiera raggiungendo il bivacco invernale Marzotto-Sacchi e al Cogolo Alto, il diroccato ex rifugio Militare (2150 m). Da qui si continua sulla cresta, attraverso la Zona Sacra e si sale alla Cima Palon (m. 2232 m, ore 3.30 totali). Panorama sul Monte Baldo, l'Adamello, le Dolomiti di Brenta, lo Stelvio, la catena dei Lagorai/Cima d'Asta, l'altopiano di Asiago con il Monte Grappa.
 
 
 
4. Al Monte Cusna, sull'Appennino reggiano (RE)
Il Monte Cusna, 2121 m, è la montagna simbolo e più alta dell'Appennino reggiano e la seconda dell'Appennino settentrionale dopo il Monte Cimone.
 
L'escursione
Si raggiunge la località Civago (1042 m) con la strada carrozzabile che sale da Modena, Sassuolo e Villa Minozzo. Da qui parte il sentiero (n. 5) per il rifugio Cesare Battisti che risale un bosco di abeti portandosi all'ex segheria dell'Abetina Reale; da qui si prosegue su carrareccia nel bosco, poi per praterie fino a raggiungere il rifugio Battisti (1750 m).
 
Si continua per il Passone (1847 m) e quindi per il Monte la Piella, presso l'arrivo degli impianti sciistici che salgono da Febbio, e poi per cresta tra rocce e ciuffi d'erba fino alla vetta del monte Cusna (2121 m, ore 4.30 totali). Dalla cima panorama sull'alpe di Succiso, il Monte Ventasso, la val d'Asta e, sull'orizzonte più lontano, sul Monte Rosa, le Prealpi venete e la pianura padana.
 
 
 
5 Al Gran Sasso d'Italia, Corno Grande (AQ)
La vetta occidentale del Corno Grande è la cima più elevata di tutto l'Appennino. La vista dalla cima spazia a 360 gradi su gran parte dell'Italia Centrale, il mar Adriatico e gli altri grandi massicci e gruppi appenninici, dal Terminillo ai Monti Sibillini, dalla Maiella ai monti della Marsica.
 
L'escursione
Si parte da Campo Imperatore, 2130 m, raggiungibile dall'Autostrada A24 Roma-L'Aquila-Teramo (uscita 14), casello di Assergi e quindi da Fonte Cerreto. DA qui si sale in funivia d'inverno o per carrozzabile d'estate, attraversando buona parte dell'altopiano.
 
Da Campo Imperatore, nel cuore del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, si sale in 40 minuti di sentiero al rifugio Duca degli Abruzzi, sulla cresta del monte Portella a 2388 m.
Il sentiero più facile per salire sul Corno Grande (2912 m) è la via normale che in 3 ore di cammino conduce alla vetta del Corno Grande; il sentiero è ben segnato e non ci sono passaggi di arrampicata difficili, occorre ovviamente essere allenati.
 
 
 

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