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Alla scoperta di un grande spumante italiano e del territorio in cui nasce

Che cosa vedere (e che cosa bere) in Franciacorta

di 
Luca Bonora
17 Giugno 2020
A volte capirsi è tutta questione di articoli: il Franciacorta è il vino rifermentato in bottiglia (una volta si diceva spumante) più blasonato d’Italia, la Franciacorta è la terra in cui nasce e da cui prende il nome. Un nome conosciuto in tutto il mondo: qui l’Italia contende alla Francia il primato del brut: una delle aree d’eccellenza del made in Italy, una delle sue roccaforti. E allora, andiamo a scoprire insieme la Franciacorta, le sue bellezze e i suoi segreti.
 
 
DOVE SI TROVA E COME ARRIVARE IN FRANCIACORTA
La Franciacorta è una zona della Lombardia e più precisamente del Bresciano, tra il lago d’Iseo (nella foto sopra) e l’autostrada Milano-Brescia. Il territorio riguarda appena 19 Comuni, incluso Brescia, e una superficie di 20mila ettari, eppure ha un’altissima densità vitivinicola: ospita infatti oltre 100 cantine. L’aeroporto più vicino è quello di Orio al Serio (Bg), a circa 30 km. Per chi invece arriva in auto, dall’autostrada A4, tratto Milano-Brescia, l’uscita consigliata è Rovato; Palazzolo per la zona del lago d’Iseo. Da Milano sono 85 km.

A Erbusco, presso il Consorzio per la tutela del Franciacorta, ha sede La Strada del vino Franciacorta, che dà informazioni sulle cantine, gli associati (alberghi, ristoranti, agriturismi, botteghe), gli itinerari di cicloturismo e di trekking. E naturalmente organizza visite guidate e degustazioni nelle cantine del Consorzio.
 
 
L’ORIGINE DEL NOME
Il toponimo Franciacorta deriverebbe da curtes francae, “corti franche”, e si riferisce alle comunità di monaci benedettini insediate qui fin dal medioevo, esentate dal pagamento dei dazi: appunto, “corti franche”. Non mancano quindi le testimonianze architettoniche della presenza dei monaci, come l’abbazia olivetana di S. Nicola a Rodengo Saiano (nella foto sotto), antecedente all’XI secolo, che ancora oggi ospita i monaci, pur avendo spazi adibiti a manifestazioni espositive. Fondato dai Benedettini, il complesso, in parte ricostruito nel Quattrocento, si articola attorno a tre chiostri posizionati a destra della chiesa e vanta diverse sale affrescate.
 
 
IL LAGO E IL MONASTERO
Anche se tecnicamente il territorio della Franciacorta finisce al lago d’Iseo, impensabile non segnalarlo come meta di escursioni e gite anche in battello all’isola principale del lago, Montisola. L’altra, la minuscola isola di Loreto (nella foto sotto), è privata e la villa-castello che la occupa quasi interamente è tanto inaccessibile quanto fotografata.
 

 
Le torbiere del Sebino è una riserva naturale sul lago d’Iseo: 360 ettari di canneti e specchi d’acqua ricche di pesci e di uccelli, da visitare a piedi, partendo da Provaglio d’Iseo, seguendo un percorso ad anello di 4 km. In quest’area si trova il monastero di S. Pietro in Lamosa (nella foto sotto), fondato nel 1083 dai Benedettini di Cluny sul sito di un tempio pagano dedicato al dio Mitra. Il monastero di S. Pietro in Lamosa è un luogo unico, perché nella sua struttura architettonica sono rappresentate tutte le epoche storiche e artistiche fino al Seicento. Nel chiostro si trovano reperti di epoca romana, longobarda e carolingia. Le aggiunte architettoniche, ampliamenti e cappelle, sono state via via romaniche, gotiche, rinascimentali, fino all’ultima cappella, la quinta, che è di epoca barocca.
 
 
VILLE E CASTELLI
Dal XVII secolo la Franciacorta divenne il luogo di villeggiatura della nobiltà bresciana. Ancora oggi il paesaggio è caratterizzato da magnifiche ville: la maggior parte sono private ma alcune, come palazzo Porcellaga a Rovato e palazzo Torri a Corte Franca, sono visitabili. A Passirano, la rocca dell’XI secolo (nella foto sotto) è una delle meglio conservate della Lombardia. A Cazzago San Martino si trovano il Castello di Bornato e villa Orlando, raro esempio di villa rinascimentale all’interno di un castello medievale.

Infine, una chicca: a Ome si trova il maglio Averoldi, risalente al XV secolo. Utilizzato fino a pochi anni fa per realizzare attrezzi agricoli in ferro, è diventato poi il cuore in una singolare e interessante fucina-museo.
 

IL FRANCIACORTA: BOLLICINE DA RE
Il Franciacorta è stato il primo vino spumante italiano ad avere ottenuto, nel 1995, la Docg, Denominazione di origine controllata e garantita. Oggi sulle etichette non si legge più la denominazione spumante, ma solo Franciacorta: un unico termine che definisce il territorio, il metodo di produzione e il vino prodotto dalle cantine del Consorzio di Tutela. Consorzio che ha appena festeggiato 30 anni: fu infatti fondato il 5 marzo 1990.

Una curiosità: solo tre zone al mondo hanno questa caratteristica: lo Champagne francese, la Franciacorta e il Cava, in Spagna (per saperne di più su quest’ultima, leggete il nostro reportage).
 
 
I vitigni utilizzati per il Franciacorta sono lo chardonnay, il pinot bianco e il pinot nero, che entrano nella composizione in percentuali diverse. ll disciplinare è uno dei più scrupolosi che esistano. Il Franciacorta è di solito bianco ma può essere anche rosè. Accanto alle bollicine non mancano i vini fermi, come il sebino igt e il curtefranca doc, bianco e rosso.

Al Franciacorta dedica ampio spazio la sezione “Perlage Italia” della Guida Vinibuoni d'Italia 2020, la guida Touring dedicata ai vini prodotti da vitigni autoctoni italiani (potete acquistarla qui).
 

LE CANTINE DA NON PERDERE
A Erbusco si trovano due delle più importanti cantine del Franciacorta: Ca’ del Bosco (nella foto sopra), dove arte e vino si incontrano nei 22mila metri quadri della cantina di Maurizio Zanella. All’ingresso, il grande cancello realizzato da Arnaldo Pomodoro omaggia il sole primo nutrimento dell’uva. Da vedere.

Sempre a Erbusco c’è la cantina Bellavista: sopra e sotto la collina cui la cantina deve il nome, Vittorio Moretti ha riunito casa, vigna, un albergo (l’Albereta), una spa e il ristorante creato per lui da Gualtiero Marchesi, realizzando un mondo a sé dove relax è la parola d’ordine. Le Tenute La Montina di Monticelli Brusati sono fra le aziende storiche della Franciacorta. Molto apprezzato è il ristorante attiguo alla cantina, l’elegante Villa Baiana.
 

A Ome segnaliamo Al Rocol (nella foto sopra): cantina, agriturismo e b&b che all’interno della tenuta, di 34 ettari, ospita itinerari di trekking e mountain-bike (affittabili in loco). Inoltre ospita una fattoria didattica e vende altri prodotti come grappa, miele, olio.

Nel borgo medievale di Capriolo, la storica Cantina Lantieri (nella foto sotto) ha la propria sede e un agriturismo di charme con piscina, dove la cucina dello chef Paolo Zanardi non è solo un fiore all’occhiello, ma un biglietto da visita dei sapori del territorio.

Ovviamente in tutte queste cantine si possono fare degustazioni di Franciacorta, per scoprirne tutte le caratteristiche e anche qualche segreto.
 

SAPORI DI FRANCIACORTA
Questo minuscolo territorio non è denso solo di vitigni e cantine. Girando tra botteghe e ristoranti si scopre un mondo di sapori insospettato: a parte la grappa Franciacorta doc e i formaggi dop – taleggio, quartirolo, provolone, gorgonzola e grana padano – segnaliamo due chicche: il lardo aromatizzato al curtefranca e un altro insaccato locale, anzi, localissimo: la ret, de.co. (denominazione comunale) di Capriolo: carne di coscia di suino impastata con salvia, rosmarino, aglio, spezie e vino bianco di Franciacorta, e poi insaccata.

INFORMAZIONI
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