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L'antica Girgenti, la Valle dei Templi, Porto Empedocle e i luoghi di Camilleri

Che cosa vedere ad Agrigento e dintorni

di 
Luca Bonora
6 Agosto 2019
Ambientati in luoghi reali ma con nomi immaginari, i romanzi di Andrea Camilleri con protagonista il commissario Montalbano hanno contribuito a far conoscere una parte della Sicilia fra le più belle: la costa meridionale, fra Agrigentino e Ragusano. Allora, per coloro che questa estate o in futuro hanno in programma un viaggio da queste parti, ecco una piccola guida sui luoghi da non perdere, alcuni famosissimi, altri autentiche chicche nascoste.
 
AGRIGENTO E LA SUA CATTEDRALE "RINATA"
«Agrigento sarebbe la Montelusa dei miei romanzi, però Montelusa non è un'invenzione mia ma di Pirandello, che ha usato questo nome molte volte nelle sue novelle» raccontava Camilleri alcuni anni fa. 

L’antica Girgenti che secondo Pindaro era «la città più bella dei mortali» porta ancora i segni e le ferite del terremoto che colpi la Sicilia meridionale nel 1966. Allora crollò una parte del costone di roccia tufacea su cui era stato costruito il centro storico e la ricostruzione, allargandosi, creò quella selva di palazzoni anonimi che si incontrano arrivando dall’entroterra. Se la prima impressione è quindi deludente, la città vecchia ha ancora un fascino antico soprattutto nell’interno, fra le viuzze strette attorno a S. Maria dei Greci, piccolissima chiesa costruita nel medioevo sui resti di un preesistente tempio greco in stile dorico (del quale sono visibili i resti all’interno e in una galleria accanto alla navata sinistra).

A due passi la Cattedrale di S. Gerlando, che ha una storia molto particolare e durante la visita regala scorci unici sulla città e sui dintorni. «Non è la cattedrale più bella del mondo, ma sicuramente è una di quelle con la storia più ricca» esordisce la nostra guida, una ragazza agrigentina. Fa parte di Ecclesia viva, un gruppo di giovani volontari impegnati da diversi anni per restituire la cattedrale alla città (è stata chiusa oltre 10 anni per restauri) e per farla conoscere ai turisti. Hanno competenza e passione, come chi ha studiato e ama i luoghi di cui sta parlando.
 
Agrigento, la facciata della Cattedrale di S. Gerlando arretrata rispetto alla Torre campanaria.
 
La cattedrale fu edificata tra il 1093 e il 1099 su un preesistente tempio greco e fu rimaneggiata nel XIII secolo dai Chiaramonte, nobile famiglia siciliana che all’epoca dominava queste terre. Nei secoli subì infinite trasformazioni, anche strutturali. Fu allargata e poi stretta – all’epoca del terremoto una navata subì pesanti danni –, accorciata - e questo spiega perché oggi la torre campanaria è più avanti rispetto alla facciata: in origine non era così – furono aggiunti affreschi (poi tolti) e decorazioni seicentesche, anch’esse rimosse.

Perfino il soffitto ligneo della navata centrale appartiene a tre epoche diverse: il XIII secolo, il 1514 e metà Seicento. L’abside? Ѐ in stile rococò. Eppure questo miscuglio di stili e di interventi non stonano, le danno un’aria singolare, vissuta, come le rughe sul volto di un vecchio marinaio.
 
Agrigento, il soffitto ligneo all'interno della Cattedrale, realizzato in tre epoche diverse.

Salendo alla torre campanaria lungo gradini stretti e ripidi – ma sono pochi, quindi fatelo – si accede a due luoghi unici. Il primo è un balcone esterno che si affaccia verso il mare, Porto Empedocle e la Valle dei Templi, di cui parleremo fra poco, regalando una visuale ampia. Una rampa più in alto, si raggiunge una balconata proprio alle spalle del rosone centrale e a pochi metri dal soffitto ligneo. Una posizione solitamente irraggiungibile nelle chiese e che regala una prospettiva unica sulla navata centrale e sul soffitto ligneo.

Accanto alla cattedrale si trova il monastero di S. Spirito, che oggi ospita alcuni Musei civici fra cui il Museo diocesano che custodisce i Tesori della Cattedrale. Sempre nella città vecchia merita una passeggiata l’area attorno alla Stazione ferroviaria e lungo via Crispi, con alcuni dei palazzi meglio conservati, tra cui la sede della Prefettura, i giardini su piazzale Aldo Moro. Qui si trova anche Villa Catalizzano, che ospita il ristorante L’aguglia persa, consigliatissimo.
 
LA VALLE DEI TEMPLI E LA SCALA DEI TURCHI
I fiori all’occhiello di Agrigento, per cui la città è famosa in tutto il mondo, sono però distanti dal suo centro storico. Uno è la Valle dei templi, parco archeologico e paesaggistico tutelato dall’Unesco fra la città propriamente detta e il mare, con maestosi templi greci risalenti principalmente al V secolo a.C. Ben visibili sono i resti del tempio di Ercole, di Giove Olimpico, di Giunone Lacinia e soprattutto il tempio della Concordia, capolavoro di architettura dorica perfettamente conservato. Nel parco, in cui è presente anche un museo archeologico, si organizzano visite guidate anche teatralizzate (ne parliamo diffusamente qui).
 
Il tempio di Giunone (450 avanti Cristo) all'interno del parco archeologico della Valle dei Templi di Agrigento

L’altro luogo imperdibile è la cosiddetta Scala dei Turchi, una parete rocciosa di colore bianco a picco sul mare lungo la costa di Realmonte, 15 km a nord di Agrigento. Già attrazione turistica per la bellezza del mare e per il candore della roccia, deve il suo nome a fatto che inverso sud discende verso il mare non a picco, ma a gradoni. Citata più volte nei romanzi di Camilleri sul commissario Montalbano, è diventata negli anni sempre più popolare.
 
La Scala dei Turchi di realmonte, a 15 km da Agrigento.
 
PORTO EMPEDOCLE, TRA SCRITTORI E COMMISSARI
Per raggiungere la Scala dei Turchi da Agrigento si passa per Porto Empedocle, la Vigata di Camilleri. L’antica Marina di Girgenti costituisce ancora oggi l’affaccio sul mare e il porto di Agrigento. Architettonicamente non ha elementi di spicco, ma è una cittadina vivace, soprattutto d’estate, non mancano le spiagge attrezzate e sulla via principale è molto fotografata la statua del commissario Montalbano.

Statua che non mancherà di sorprendere i viaggiatori amanti della serie televisiva con Zingaretti, perché il commissario ha folti capelli neri e baffoni siciliani, che l’attore non ha né ha mai avuto.
 
Porto Empedocle, Camilleri fotografato alcuni anni fa accanto al "suo" commissario. 
 
La strada che da Porto Empedocle risale verso Agrigento, prosegue per Racalmuto e poi per Caltanissetta è la Strada degli scrittori. In questi luoghi infatti hanno vissuto e scritto oltre ad Andrea Camilleri, anche Luigi Pirandello, Giuseppe Tomasi di Lampedusa, Leonardo Sciascia, Pier Maria Rosso di San Secondo e Antonio Russello. Ne abbiamo parlato diffusamente su Touring, in questo reportage. Invece, per saperne di più sui luoghi e soprattutto sulla cucina di Montalbano, potete leggere qui.
 
Segnaletica che indica la Strada degli Scrittori fra Agrigento e Racalmuto.
 
I NOSTRI CONSIGLI
- Per dormire e mangiare. Nel centro storico di Agrigento segnaliamo un bed&breakfast appena aperto, Agrigentum Breakfast (tel. 329.0129453): tre stanze e un terrazzino alll’ultimo piano per la prima colazione, tutto realizzato ristrutturando con molto gusto una piccola palazzina. Da segnalare sempre in centro Portatenea; mentre sulla strada che scende verso al Valle dei Templi si trova Villa Athena, elegante resort di lusso in una villa del Settecento con giardino.

Sempre ad Agrigento, a chi ama la cucina di pesce è d’obbligo una sosta all’Aguglia persa (via Crispi 34, tel. 0922.401337; agugliapersa.it), che propone cucina tradizionale rivisitata in un ambiente molto accogliente, un piccolo guardino interno, verdissimo. Un altro indirizzo da tenere a mente è Pititto, in piazzetta Vadalà: pesce, carne e cous cous alla siciliana.
 
A Porto Empedocle, imperdibile Il Salmoriglio, elegante e raffinato ristorante di Alessandro Ravanà a due passi dalla statua di Montalbano (via Roma 27, tel. 0922.636613; ilsalmoriglio.it). Lo chef propone i sapori della più autentica cucina siciliana, rivisitati con eleganza: pane e sgombro, cannolo di pescespada, porchetta di spatola, merluzzo patate e bottarga... La scuola è quella di Enrico Crippa, chef stellato del Piazza Duomo ad Alba. Sempre a Porto Empedocle, ci consigliano il B&b Cinque elementi (tel. 320 8470722; bb5elementi.it), elegante e con piscina, sulla strada verso la Scala dei Turchi.
 
Il ristorante Il Salmoriglio di Porto Empedocle.
 
- Per visite al Parco archeologico della Valle dei Templi, www.parcovalledeitempli.it.
- Per contattare l’associazione culturale agrigentina Ecclesia viva - visite guidate nella Cattedrale di Agrigento e nel centro storico (anche notturne) – , tel. 327.7549152, pagina Facebook Ecclesia viva oppure il sito del Museo Diocesano locale che funge da sede, museodiocesanoag.it.