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Cose insolite e diverse da fare in un lungo fine settimana nella capitale portoghese

Che cosa vedere a Lisbona in tre giorni

di 
Tino Mantarro
7 Marzo 2018
La notizia degli ultimi mesi è che Lisbona è la città preferita da Madonna. Che di per sé non è una gran notizia, siamo sinceri, anche perché Madonna va lì perché il figlio è stato preso a giocare nelle giovanili del Benfica.
 
Però è stata letteralmente la fatidica, ultima goccia che ha fatto traboccare il vaso, portando Lisbona alla ribalta anche nei rotocalchi e spingendola in cima alla classifica delle destinazioni migliori per un fine settimana in Europa. Ora sul fatto che questo sia un bene per la città possiamo discutere: Lisbona è relativamente piccola e concentrata nei suoi monumenti. Dunque potrebbe rischiare di essere vittima dell'overtourism, come Amsterdam o Venezia, e non vorremmo. Però si può anche decidere di vedere in tre giorni un'altra Lisbona, tra l'alternativo e il periferico, quella dove non arrivano i tanti croceristi che sbarcano in riva all'Atlantico. Anche perché Lisbona offre tutto l’anno un clima decisamente mite, i prezzi benché non più stracciati come una volta sono comunque accessibili, la città ha tanto da offrire per tutti i gusti, e poi si visita comodamente.
 
Per cui ecco alcuni suggerimenti per sfruttare al meglio tre giorni a Lisbona, andando un poco oltre le solite tappe obbligate (il Castello, la Baixa pombalina, gli elevadores e i negozi del quartiere Chiado, Alfama attraversata dal tram 28, il monastero dos Jeronimos, i pasteis de nata, il Parque das Naçoes con la sua Expo), che forse avete già visto. E se non le avete già viste pazienza. Lisbona vi piacerà da matti lo stesso per sua luce bianca e incredibile, per quel gusto un po’ decadente, per l’effervescenza che si respira, per gli scorci sbilenchi, per l’imperial (una birra alla spina piccola) sul far della sera sorseggiata in un miradouro, uno dei belvedere da cui fare la cosa migliore che si può fare a Lisbona: starla a guardare.
 
VENERDÌ
Mattina. Che Maat!
Come spesso accade per molti musei contemporanei il contenente è meglio del contenuto (a meno non siate grandi intenditori di arte contemporanea), però l’ultimo arrivato tra i musei di Lisbona, il Maat (Av. Brasília, maat.pt) merita assortamente una visita. Maat è un acronimo che sta per Museu de Arte, Arquitetura e Tecnologia, una struttura che sembra un’astronave calata in riva al Tejo, disegnata dall’architetto britannico Amanda Levete, rendendo omaggio alla tradizione lusitana per cui ha rivestito la facciata di quasi 15.000 piastrelle tridimensionali smaltate, perché senza azulejos non è Portogallo. Dentro è un museo moderno, per cui assai ibrido nella sua concezione. Un poco arte, un poco architettura, molta tecnologia, tutte fuse insieme in progetti creati ad hoc per riflettere sui temi della contemporaneità.
 
Pomeriggio al verde, alla Fundaçao Gulbenkian
Lisbona è una città di luce, acqua, colline, belvederi, ma poco verde. Una piccola oasi (molto piccola invero) è rappresentata dal giardino che circonda la Fundaçao Gulbenkian (gulbenkian.pt/museum), un poco fuori rispetto alle rotte turistiche maggiori. Un bel posto dove prendere un caffé al fresco, oppure semplicemente sedersi su una panchina e rilassarsi tra gli alberi. La fondazione è anche un museo, con una ricca collezione omnicomprensiva, dagli antichi egizi all’arte contemporanea.
 
Non distante, assolutamente da non perdere per i veri feticisti della carta stampata, il negozio Under the cover (Rua Marquês Sá da Bandeira 88b) dove trovare il meglio dei magazine da tutto il mondo.
 
 
Sera. Il Fado, che triste
Uno va per tre giorni a Lisbona e tutti gli chiedono: sei andato a sentire il fado? Come se tutti quelli che vanno in visita a Roma andassero a sentire gli stornelli. Diciamo che sempre più il fado è un cosa per turisti, o per una parte assai ristretta della popolazione locale, di cui tanto si parla ma che poco si pratica. Anche perché, ammettiamolo, il fado non è proprio orecchiabile, se non siete alla terza birra o di umore particolare.
 
Però il fado è comunque una parte importante dell’identità nazionale portoghese e una bella storia, per cui vale la pena saperne di più facendo un salto al museo do Fado (Largo Chafariz de Dentro 1; museudofado.pt), che si trova in una bella palazzina nel cuore di Alfama, il quartiere dove un tempo abitavano i fadisti. Poi magari un sabato sera, o anche pomeriggio, girando in qualche tasca (l'osteria locale) non alla moda trovate anche qualcuno che si esibisce, ma questa è quasi un’altra storia.
 
SABATO
Mattina. Assaggi al Mercado da Ribeira
Va bene, oramai è una moda. Ovunque in Europa ci sia un mercato coperto viene rivitalizzato e reso appetibile per i turisti. A Lisbona è lo stesso: da qualche anno hanno sistemato il Mercado da Ribeira, una struttura di inizio Novecento che si trova poco distante da Cais do Sodrè ed è diventata un buon indirizzo dove assaggiare il meglio della cucina portoghese in un ambiente di certo alla moda e adatto a tutti. Potreste sperimentare gli stessi sapori, in versione più rustica e meno esteticamente appagante, ma di certo più economica, in qualunque piccola tasca, i ristoranti economici equivalenti delle nostre antiche trattorie dove a pranzo si affollano i lavoratori portoghesi.
 
Pomeriggio da Principe Real
Lisbona in questi anni è cambiata a una velocità che non ci aspettava da un Paese altrimenti sonnacchioso. È cambiata ed è diventata di moda, forse un po’ troppo di moda, ma dipende dai gusti. Per capire il nuovo corso della città, quello che gli americani definirebbero cool, occorre fare un salto nella zona dei giardini di Principe Real che già valgono una passeggiata perché ci trovi ancora i vecchietti che giocano a carte al sole. Intorno sono nati diversi market per designer, tra cui Entretanto, una palazzina dove si concentrano creativi brasiliani (entretanto.pt ) e architetti dal gusto scandinavo; e Embaixada lx, all’interno di un palazzetto del XIX secolo in stile moresco, in cui si trova un’altra manciata di negozi alla moda (embaixadalx.pt).
 
Sera. Post industriale mon amour
La storia dello spazio LX Factory andrebbe raccontata tutta: alcuni investitori volevano farci una speculazione edilizia sotto il ponte 25 di Aprile, quello rosso che fa assomigliare Lisbona a San Francisco. Non ce l’hanno fatta, e hanno nel mentre affittato gli spazi a una strana congenie di artigiani, artisti e venditori che ne hanno fatto uno spazio dinamico e internazionale, dove fermarsi per qualche ora sulla strada verso Bélem sorseggiando un caffé sotto un pergolato (café na Fabrica), pranzando alla Cantina – la vecchia mensa dell’azienda – o facendo acquisti estemporanei e assai cool (Rua Rodrigues Faria 103; lxfactory.com).
 
Al suo interno c’è a più scenografica libreria di Lisbona, la Ler Devagar (lerdevagar.com) , che occupa lo spazio che fu di una stamperia con tanto di immensi macchinari. Qui capita di incontrare un signore italiano, l’artista Pietro Proserpio, un visionario che è allo stesso tempo un’artista cinematica e un narratore di storie.
 
 
DOMENICA
Mattina, le passioni di San Antonio
Lisbona non è certo una capitale famosa per i suoi musei. Non c’è nulla di paragonabile a un Prado o al Reina Sofia di Madrid, per non andar lontano. Però se dovete sceglierne solo uno prendete il museo di Arte Antiga (R. das Janelas Verdes, museudearteantiga.pt), dove spicca il trittico delle Passioni di San Antonio (che era di Lisbona, non di Padova) dipinto da quel genio di Hieronymus Bosch. Il museo merita anche per una aspetto più prosaico, ma appagante: la terrazza della caffetteria, da cui si gode una fantastica vista del fiume.
 
Pomeriggio lungo il fiume
A Lisbona non c’è il mare, anche se alle volte sembra che ci sia, con tutte quelle grandi navi che incrociano davanti al centro. È solo un grosso fiume che di recente è stato recuperato alla città, togliendo le recinzioni che separavano le banchine con il resto di Lisbona. Dalla stazione di alla Terreiro do Paço, passando per Cais do Sodrè fino ad Alcantara c’è adesso una lunga passeggiata dove godere del caldo di Lisbona, guardare le navi che risalgono la foce del Tejo (Tago) e i traghettini che vanno dall’altro lato, verso Barreiro e Cacilhas.
 
 
Sera. Futebòl, toda beleza
Durante l’Estado Novo, la longeva dittatura fascista di quell'uomo modesto che era Salazar, che resse le sorti del Paese dagli anni Trenta fino al 1974, il potere cercava di tener buone le masse promuovendo strumentalmente tre aspetti della cultura portoghese: Fado, Fatima e futebòl. Fatima dista meno di due ore e può essere una tappa interessante per gli amanti del genere, del fado si è parlato altrove. E del futebòl, il calcio, non si può non parlare, anche perché ogni tassista o cameriere appena saprà che siete italiani inizierà a parlare di quello. Se volete andare allo stadio durante i vostri tre giorni a Lisbona le possibilità non mancano.
 
Sia che siate del Benfica, un po’ la Juventus portoghese, che gioca allo Estadio da Luz (biglietti da 25 €), sia che invece non siate più del profilo romantico/interista, e allora forse meglio andare a vedere una partita dello Sporting Lisbona, la prima squadra di Cristiano Ronaldo che gioca allo stadio di Alvalade (biglietti da 18 €). Entrambi si raggiungono facilmente in metropolitana, i biglietti non sono per nulla cari e posto si trova facilmente, a differenza di quanto avviene in Spagna. Per i fanatici del calcio c’è anche una terza squadra in città, il Belenenses, tre volte campione di Portogallo negli anni Venti, che gioca nel piccolo stadio di Restelo, verso Belém.
 
 
INFO PRATICHE
Arrivare
Il successo di Lisbona come meta ideale per trascorre tre giorni è dovuta anche all’abbondanza di collegamenti aerei da tutta Europa che l’hanno resa una meta abbordabile, ancorché disti più di tre ore di volo dall’Italia. Tap, la compagnia di bandiera portoghese, ha inaugurato quest’anno un nuovo volo diretto da Firenze, che si aggiunge ai collegamenti con Milano Malpensa, Venezia, Bologna e Roma Fiumicino. Non solo, adesso offre anche la possibilità di uno stop over gratuito fino a cinque giorni per chi usa la compagnia portoghese per andare in Brasile o negli Stati Uniti, ma anche a Medeira o nelle Azzorre. Info: portugalstopover.flytap.com
 
Lisbona è collegata anche da diversi voli low cost di EasyJet, da Milano Malpensa due volte al giorno, e con Ryanair da Bergamo, Bologna, Pisa, Napoli, Roma Ciampino.
 
Muoversi in città
L'aeroporto Portela è a ridosso della città, con cui è collegata comodamente sia della metropolitana (Linea rossa) e dagli autobus della linea Aerobus che partono ogni 20 minuti destinazione Cais do Sodré. Per utilizzare i mezzi pubblici meglio fare il primo giorno la carta Viva Viagem, che costa 0,50 € su cui poi si caricano gli altri biglietti. Conviene comunque fare l'abbonamento giornaliero, che con 6,15 € assicura 24 ore di viaggi illimitati, che comprende tutti gli autobus e tram di Lisbona. I taxi a Lisbona sono relativamente economici, dall'aeroporto al centro costa intorno ai 15 euro. I bagagli si pagano.
 
Dormire
Ormai da anni gli ostelli di Lisbona sono in testa alla classifiche di gradimento dei backpacker’s di tutto il mondo perché coniugano la bellezza con l’accoglienza senza dimenticare il prezzo. Tra i tanti tra cui scegliere:
Traveller’s house. Un po’ ostello e un po’ albergo, centrale, moderno e conveniente, cosa volere di più? Doppia da 70 euro. Prenotalo sul sito del nostro partner booking.com!
- Stesso concetto, ma più tranquillità, stile e in una manciata di ottimi appartamenti all’Indipendente. Prenotalo sul sito del nostro partner booking.com!
- Se invece non siete da ostello, provate la Casa do principe, nella foto sotto, davanti ai girini di Principe Real. Prenotalo sul sito del nostro partner booking.com! 
 
Mangiare
Mangiare in Portogallo costa molto meno rispetto all’Italia, è un dato di fatto incontestabile. La scelta è ampia, per tutte le fasce di prezzo e tutti i gusti. Ma soprattuto la cucina portoghese non è più solo la solita zuppa (che è una costante per i locali, a sopa – a proposito: provate il Caldo verde) e il solito, ottimo bacalhau, il sempiterno baccalà cucinato in 365 maniere come dice la vulgata. Ma è diventata ricercata e assai moderna, pur sfruttando le solite materie prime. Per cui chi ama la tradizione popolare riesce ancora a trovare tasca dove pranzare con meno di dieci euro, ma gli affezionati di Master Chef e affini avranno comunque, è il caso di dirlo, pane per i loro denti. Dove?
 
Per esempio al Resturante Pesca dello chef Diogo Noronha (Rua da Escola Politécnica 27; restaurantepesca.pt; menu da 40 euro), oppure al Cantinho do Avillez, uno dei quattro ristoranti nel quartiere Chiado dello chef stellato José Avillez che rivisita la cucina portoghese senza esagerare nei prezzi (Rua Duques de Bragança 7; cantinhodoavillez.pt). Storico, turistico, ma incredibilmente buono – specie il baccalà – Café Martinho da Arcada, nella centralissima praça do Comercio: un tempo frequentato da intellettuali e scrittori (su tutti Pessoa) conserva intatta la sua atmosfera e offre una cucina tradizionale. Per invece capire che cosa sia una vera tasca, uno dei tanti possibili indirizzi è Casa do Eurico, in largo São Cristóvão 3, una piccola osteria disordinata dove mangi come se fossi a casa in un giorno di festa.
 
Leggere
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