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Un weekend insolito alla scoperta di una parte meno conosciuta della valle lombarda

Che cosa fare in Valtellina, tra Tirano e Grosio

di 
Piero Carlesi
19 Luglio 2018
 
Conosco la Valtellina da sempre: avevo appena sei anni quando ci fu il mio l'incontro con questa vallata importante della Lombardia, una delle poche longitudinali delle Alpi insieme a valle d'Aosta, Venosta e Pusteria. Giorni fa, invece, ho avuto modo di conoscere luoghi della valle che durante i viaggi di trasferimento ho sempre solo attraversato, perché la valle è lunga, il tempo è sempre poco e occorre arrivare alla meta...
 
Così solo ora ho conosciuto da vicino Tirano e Grosio. Ed è stata una scoperta che voglio condividere con tutti i lettori di touringclub.it.
 

Verso la Rupe Magna
 
TIRANO, BORGO IN RILANCIO
 

Il Touring Club Italiano sostiene i borghi dell’entroterra

SCOPRILI TUTTI
Di Tirano, per esempio, conoscevo solo la basilica del santuario della Madonna (che qui, si presume, apparve all'inizio del Cinquecento) e il capolinea della Ferrovia Retica, ossia quella del trenino rosso, oggi riconosciuto dall'Unesco nel Patrimonio dell'Umanità, che collega la Valtellina con l'Engadina (Sankt Moritz) attraverso il passo del Bernina. Una linea ferroviaria panoramicissima anche se il costo, per noi italiani, in franchi svizzeri, richiede qualche sacrificio al portafoglio.
 
Ebbene Tirano, che è capoluogo del Terziere superiore (l'antica suddivisione medievale del territorio), è riuscita a sorprendermi perché oltre l'Adda si trova un centro storico prezioso, con viuzze e piazzette intatte, bei palazzotti con i portali d'ardesia lavorati e un'atmosfera che tranquillizza anche i più nervosi. Non a caso i tiranesi stanno accarezzando l'idea di chiedere il riconoscimento di Bandiera arancione dal Tci.
 
Pierluigi Negri, presidente del Consorzio turistico della media Valtellina che incontriamo in città è molto soddisfatto di come Tirano stia vivendo una stagione turistica nuova e per certi versi insperata fino a un decennio fa: il boom dura da diversi anni e lo si deve proprio al trenino rosso che attira turisti perfino dagli Stati Uniti. Il tour prevede una puntata in Valtellina. La soddisfazione qui è enorme. 
 

Palazzo Salis, Tirano
 
La visita di palazzo Salis è poi la chicca del luogo. La serie di stanze nobili e affrescate, ricche di quadri d'epoca, con numerosi esempi di trompe l'oeil (porte e finestre finte che adornano pareti altrimenti spoglie) e il giardino all'italiana fanno di questo edificio la risposta di Tirano a Teglio, antica capitale della valle (da cui il nome), che vanta palazzo Besta, il più nobile e prezioso dell'intero comprensorio.
 

Palazzo Salis, Tirano
 
OSPITALITA' E SPECIALITA'
Anche dal punto di vista dell'ospitalità Tirano è in pieno rilancio: da poco lo storico hotel Bernina, posto sulla piazza della stazione, ha aperto una dependance, un vero Design hotel di grande classe, un edificio moderno dove 13 stanze sono arredate in sintonia con il nome della camera che varia da Stato a Stato, dall'europea Inghilterra alla lontana Thailandia.
 
I ristoranti non sono da meno: il Parravicini, per esempio, si trova in una vasta piazza chiusa al traffico, in modo da offrire un'atmosfera unica, specie la sera. In tutti primeggiano i piatti tipici della valle: dai già citati pizzoccheri (a Teglio, fra l'altro, il restaurato mulino Menaglio è il laboratorio dell'Accademia del pizzocchero) agli sciatt (palline di formaggio ricoperte di pastello di grano saraceno e fritte), ai chiscioei, simili agli sciatt ma di forma diversa.
 
 
Non manca poi l'offerta del vino valtellinese (quasi tutto esportato all'estero, in Italia rimane solo l'8 per cento della produzione), dal Sassella all'Inferno, al Valgella (tutto vitigno nebbiolo) fino al prezioso Sfursat un passito ottenuto da grappoli invecchiati diverse settimane dopo la vendemmia.
 
D'altra parte il versante esposto al sole della valle, da Sondrio fino a Grosio è un'interminabile sequenza di terrazzamenti coltivati a vigna fin dall'epoca romana, molto ambiti dai vicini Grigioni che non a caso tennero per tre secoli la Valtellina sotto il loro dominio perché il vino anziché acquistarlo era meglio possederlo, tanto che ancor oggi, pur con la Valtellina facente parte della Lombardia, molti vigneti sono ancora di proprietà svizzera.
 
GROSIO, L'ALTRA SCOPERTA
L'altra “scoperta” è Grosio, 14 chilometri a monte di Tirano. Ci si può arrivare anche in mountain bike, meglio se con pedalata assistita, visto che si tratta di salire da quota 450 e 656, percorrendo il sentiero Valtellina, la lunghissima pista ciclabile di 114 km che percorre l'intera vallata dalle sponde del lago di Como a Bormio, costeggiando per buona parte il corso dell'Adda.
 
Anche Grosio, in passato, l'avevo sempre solo attraversato, dando solo un'occhiata fugace ai ruderi del castello che dominano l'abitato. Finalmente ora ho potuto visitarlo e anche qui la sorpresa è stata grande. A partire dal Parco delle incisioni rupestri sulla Rupe magna, questo arrotondato roccione, che ricorda il dorso di un'enorme balena, su cui i nostri progenitori del neolitico hanno lasciato tante incisioni.
 
Grosio, la Rupe Magna, sito delle incisioni rupestri​
 
La visita è d'obbligo e deve essere guidata per non perdere le incisioni più significative: uomini, donne, campi, attrezzi agricoli. Per addentrarsi sul ciglio della roccia occorre togliersi le scarpe e procedere scalzi per non danneggiare il manufatto, quasi come si trattasse di entrare in una moschea. D'altra parte camminare su questa enorme rupe ha un suo fascino mistico-religioso, se pensiamo all'epoca di queste incisioni.
 

Oranti alla Rupe Magna​
 
Poco oltre, sullo stesso promontorio che domina l'abitato di Grosio ecco anche i ruderi dei due castelli dei conti Venosta, quello vecchio detto anche di S. Faustino del sec. X con i campanile (ricostruito) della chiesa castellana, e il castello Nuovo con un recinto fortificato e rovine merlate. Da qui il panorama è ampio e si racconta che nel medioevo, tramite i fuochi accesi sulle torri di guardia, l'alta Valtellina poteva essere avvertita con largo anticipo dell'arrivo di truppe nemiche che imboccavano la valle a Colico. Anche senza i cellulari i nostri antenati sapevano destreggiarsi nella comunicazione!
 
Il castello vecchio di Grosio
 
INFORMAZIONI
- Consorzio turistico Terziere superiore, valtellinaturismo.com
- Parco delle Incisioni Rupestri di Grosio, via S. Faustino, Grosio (So), tel. 346.3331405; parcoincisionigrosio.it
- Palazzo Salis, via Salis 3, Tirano (So), tel. 340.0640653; palazzosalis.com

Dormire
Hotel Design Suite Tirano, Via Pio Rajna, 2, Tirano (So), tel. 0342.705111; saintjane.it/it/valtellina/dependance-tirano/descrizione

Mangiare
- Ristorante Parravicini, piazza Parravicini 1, Tirano (So); tel 0342 704515; ristoranteparravicini.it
- Antica Osteria dell’Angelo, via Don Luigi Albonico 2, Tirano (So), tel. 0342.706188; osteriadellangelo.com
- Trattoria Altavilla di Bianzone, www.altavilla.info
- Vineria Tirano, via XX settembre, tel. 0342 702116; vineriatirano.com
 

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