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I borghi, gli affacci sul mare, la natura e i sapori mediterranei dell'isola più grande nel Golfo di Napoli

Che cosa fare a Ischia

di 
Luca Sartori
11 Ottobre 2018
Apprezzata per le sue acque termali dai romani, Ischia divenne ambita meta turistica solo dopo la metà del Novecento, quando il produttore cinematografico ed editore Angelo Rizzoli la trasformò in meta turistica di richiamo internazionale costruendovi, tra le altre cose, terme e alberghi. Sono i colori, i profumi e la luce a colpire chi per la prima volta approda in questo piccolo paradiso nel cuore del Mediterraneo, la più grande delle isole dell’arcipelago Flegreo.
 
VENERDÌ SERA AD ISCHIA
Lo spettacolo del golfo di Napoli ci regala uno dei più scenografici anfiteatri sul mare Mediterraneo, mentre ci allontaniamo dal continente . Neppure il tempo di godere dei colori della vicina isola di Procida, ed eccoci nel porticciolo, cuore della cittadina. Si cena con la classica zuppa di pesce all’ischitana, preparata con svariati tipi di pesce tra cui gamberi, calamari, scampi, ma anche la murena, il grongo e lo scorfano, da accompagnare con uno dei vini bianchi locali, l’Ischia Biancolella, dal colore giallo paglierino e dal sapore asciutto e armonico.
 
Le luci della sera su Ischia Porto / foto Thinkstock

SABATO TRA ISCHIA PONTE E IL CASTELLO ARAGONESE
Trascorriamo il sabato sul suo versante orientale tra Ischia Ponte ed il Castello Aragonese, quest’ultimo, fin dagli anni settanta, palcoscenico di numerose mostre di artisti di fama internazionale come Filippo De Pisis, Salvador Dalì, Giorgio De Chirico e Giorgio Morandi. Da sempre dedito alla pesca, il borgo di Ischia Ponte, detto anche Borgo di Celsa per la presenza dei gelsi, ha conosciuto una particolare espansione a partire dalla fine del XVIII secolo, con il finire delle incursioni dei pirati, in cui diviene il centro più ricco dell’isola. Lo si avverte visitandone il centro tra i tanti edifici signorili che impreziosiscono in una fitta rete di vicoli costellati da casette basse e graziose.

Protagonista del pranzo un delizioso pesce spada alla brace, che gustiamo con un fresco bianco locale, l’Ischia Forastera, vino dal sapore asciutto e armonico. Il pomeriggio inizia al Castello Aragonese, isolotto a due passi dalle rive dell’isola, nel 474 a.C. già rifugio dei Greci e nel 1441 trasformato da Alfonso D’Aragona in straordinaria cittadella fortificata. Qui approdiamo per visitare le sue ricchezze architettoniche, godendo anche di punti panoramici che regalano viste sul Golfo. La più suggestiva è dal Terrazzo dell’Immacolata, che spazia dal borgo di Ischia Ponte alla Spiaggia dei Pescatori fino a giungere al monte Epomeo.
 
Il castello aragonese / foto Thinkstock

Tra i tanti tesori del castello vi sono la chiesa settecentesca dell’Immacolata, voluta dalla madre badessa Battista Lanfreschi, del vicino Convento delle Clarisse, e sede da decenni di mostre d’arte, il Convento di Santa Maria della Consolazione, un tempo ospitante quaranta monache dell’ordine delle Clarisse, il Cimitero delle Monache, una serie di ambienti che accolgono scolatoi e seggioloni in muratura sui quali venivano posti i corpi delle defunte.

Si arriva alla Casa del Sole, la chiesa cinquecentesca a pianta esagonale di San Pietro a Pantaniello; al Carcere Borbonico, dove vennero rinchiusi, oltre ai criminali, prigionieri politici e illustri protagonisti del Risorgimento Italiano; al Terrazzo degli Ulivi, un tempo giardino del Castello, dove lo sguardo si perde tra i monti Lattari ed il golfo di Gaeta. Poi ci attira la trecentesca chiesa della Madonna della Libera, fino a giungere alla Cattedrale dell’Assunta, a tre navate, che custodisce dipinti raffiguranti, tra gli altri, Santa Monica e Santa Rita sul battistero, quello che presenta San Tommaso da Villanova, ed alla Cripta Gentilizia, risalente al periodo compreso tra l’XI ed il XII secolo, dalle pareti recanti figure di santi e stemmi relativi alle famiglie nobili nella stessa sepolte. E la cena? Bucatini conditi con il sugo del coniglio all’ischitana, primo piatto d’eccellenza locale al quale accostare un Vesuvio Doc Lacryma Christi rosso.
 
Una terrazza sul mare invita a godere di uno scorcio sul Mediterraneo / foto Thinkstock
 
DOMENICA IN BARCA ATTORNO A ISCHIA
Lasciamo il porticciolo di Ischia per goderci il primo tratto di navigazione nella parte settentrionale dell’isola, più dolce e basso della zona meridionale, caratterizzata da rive frastagliate e profondi canyon. Il porto di Casamicciola, la suggestiva spiaggia degli Inglesi e Lacco Ameno, impreziosito dall’Hotel Regina Isabella e il Museo di Villa Arbusto, testimonianze del mecenatismo del Cavalier Angelo Rizzoli, sono le prime località che incontriamo nella visita che prosegue alla volta della baia di San Montano e il promontorio di Zaro fino a giungere alle spiagge di San Francesco di Paola e della Chiaia.
 
È Forio, il comune più esteso e ricco di bellezze paesaggistiche e ambientali, tra cui la Colombaia e i Giardini La Mortella, dove ci concediamo una passeggiata nel delizioso centro storico sovrastato dalla chiesa di San Gaetano ed impreziosito dalla chiesa del Soccorso, che custodisce un crocifisso ligneo del Trecento, oltre che dal Torrione, antica torre d’avvistamento. Stiamo leggeri a pranzo, senza rinunciare a una classica pizza Margherita, gustata in uno dei ristorantini del borgo, rigorosamente assaporata in terrazza con vista sul mare.
 
La vegetazione dei giardini botanici la Mortella / foto Thinkstock

Riprendiamo poi la gita in barca alla volta della zona meridionale. Si succedono gli Scogli degli Innamorati, le spiagge di Cava dell’Isola e Citara, Punta Imperatore e l’imponente Pietra della Nave, per poi godersi in rapida successione le insenature della Scannella, la Pelara e Sorgeto, quest’ultima caratterizzata da piscine naturali d’acqua sulfurea mescolata all’acqua di mare dove si può fare il bagno tutto l’anno
 
A Sant’Angelo, punto più meridionale, antico villaggio di pescatori, ci fermiamo per concederci una passeggiata tra le sue botteghe, prima di ripartire alla volta della grande spiaggia dei Maronti, della suggestiva Sgarrupata e di Punta San Pancrazio, straordinarie meraviglie di natura vulcanica. Cartaromana, gli scogli di Sant’Anna e la Torre Guevara, dove sembrerebbe aver soggiornato Michelangelo Buonarroti, precedono l’arrivo alla meraviglia del Castello Aragonese, autentico simbolo di quest’angolo di Tirreno.
 
Poi Ischia, con la cupola maiolicata della chiesa di San Pietro che domina il vivace borgo animato dal centralissimo corso Vittoria Colonna, e da via Roma. Una passeggiata nella piccola capitale ischitana prima della cena a base del piatto principe locale, il saporito coniglio all’ischitana, ancora alimentato con erbe, leguminose e scarti di potatura, che assaporiamo con una buona bottiglia di Ischia Rosso. Una fetta di pastiera, il sontuoso dolce delle terre partenopee, ci riempie il cuore e la mente, mentre l’amaro alla Piperna, autentico elisir di lunga vita, ci regala le ultime emozioni in questo meraviglioso angolo di mare a due passi da Napoli.
 
La vista sul castello Aragonese dal borgo di Ischia Ponte / foto Thinkstock 
 
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