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Un'oasi di pace dopo la Grande Guerra

Asiago e l'altopiano del silenzio

di 
Piero Carlesi
26 Settembre 2013

Ciò che colpisce dell'altopiano di Asiago è l'andamento sinuoso del territorio. Si chiama altopiano, è vero, ma è tutt'altro che pianeggiante. E' tutto un susseguirsi di dossi arrotondati e sinuosi, di collinette e depressioni. Tutte molto dolci. Gli abitati dei famosi Sette comuni, poi diventati otto, punteggiano il territorio, tra estese praterie, boschetti, falsopiani.



La sensazione che dà l'altopiano è quella di essere su un territorio autonomo, indipendente, che non ha niente a che fare con la sottostante pianura o con le Dolomiti che le fanno da sfondo. Non a caso qui per secoli hanno goduto di grandi autonomie anche dallo Stato, che fosse la Serenissima o l'Austria, e infatti l'amministrazione era regolata in loco dalla Reggenza del Sette Comuni, una sorta di Magnifica comunità sul tipo di quella trentina di Fiemme o di quella delle Regole d'Ampezzo. La fascia più alta dell'altopiano, superate le praterie, è dominata dai boschi. Boschi fitti di abeti rossi.



La natura avrebbe donato all'altopiano una situazione di tranquillità, una posizione appartata. Defilata dalla pianura e lontana dalle montagne. E tutto è scorso così nei secoli fino al 1915, quando la guerra sconvolse questa oasi di pace. L'altopiano si trovò improvvisamente in prima linea. Il fronte italiano infatti passava proprio qui e gli Austriaci era appena più a nord nel confinante Trentino.

Il primo colpo di cannone della Grande Guerra fu sparato proprio da un forte dell'altopiano, il 25 maggio 1915. Fu una guerra di posizione, soldati in trincea contro altri in trincea. Assalti alla baionetta per occupare postazioni, cannoneggiamenti, avanzate e ritirate; poi l'offensiva austriaca di primavera del 1916 e il crollo del fronte italiano ripiegato sul Piave.



Di tutto ciò sull'altopiano restano ancora molte ferite. Che oggi sono mete per i turisti. Un monito sulla guerra. Da meditare (l'imponente Sacrario, alto sulla collina, non vuole far dimenticare). L'avvicinarsi del centenario dallo scoppio della Grande Guerra (1914 per il Trentino, 1915 per l'Italia) è ora motivo per un rilancio dell'intera zona, grazie a un imponente progetto della Regione Veneto che vuole trasformare l'intera area in un grandioso Ecomuseo. Innumerevoli sono le mete da visitare (in centro paese il nuovissimo Centro multimediale di informazioni sulla Grande Gierra, per esempio), dai forti alle trincee, alle postazioni. Centinaia di sentieri segnalati dal Cai permettono di raggiungere tutte le località dell'altopiano, compresi i rifugi dove gustare prodotto tipici del luogo dal formaggio Asiago dop (non perdetevi quello più stagionato, molto saporito) alla soppressa, allo speck.



Ottobre, con i vari colori del bosco, è per esempio un mese ideale per assaporare quanto sia suggestiva l'atmosfera dell'altopiano. Andare alla scoperta di questo territorio unico può essere davvero emozionante come è stato, per chi scrive, camminare in alcuni tratti di trincee completamente ripulite da detriti, terra e macerie nella zona del Monte Zebio. Naturalmente la stagione turistica sull'altopiano non si interrompe mai; l'autunno è solo un periodo di transizione (magari il più tranquillo per chi ama i silenzi della montagna), poi con la neve comincia un'altra stagione, quella dello sci di fondo che qui trova un altro terreno ideale.

 


Info:

Ufficio turistico (Iat) di Asiago, piazza G. Carli 56, tel. 0424.462221.

Consorzio turistico di Asiago 7 Comuni, www.asiago7comuni.to.



Meltar boutique hotel****, via Meltar 1, tel. 0424.460626; www.meltarhotel.com. Nel comprensorio del campo da golf di Asiago, discosto dal centro abitato in una posizione tranquilla e appartata, nel verde. Doppia da 180 euro.



Hotel Croce Bianca***, corso IV novembre, tel. 0424.462642; www.hotelcrocebianca.it In una residenza d'epoca nel centro di Asiago. Doppia da 70 euro.



Da Barba hotel***, via Pöslen 40, tel. 0424.463363; www.dabarba.it. Specializzato per soggiorni delle famiglie con bambini, ospita uno spettacolare villaggio degli gnomi. Sconto 10 per cento soci Tci. Chiuso in autunno, riapre in dicembre. Doppia da 80 euro.



Ristorante La Tana, piazzetta G. B. Pertile 4, tel. 0424.462521; www.latanaristorante.it. Da 30 euro.



Caseificio Pennar, spaccio e vendita di formaggi tipici, latte, burro, contrada Pennar, tel. 0424.462374 e in via Morar, tel. 0424.462287. 

 

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