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Touring Club Italiano, attraverso il volontariato di impresa, si prende cura dell'Italia: ecco la "Passione Italia" di un dipendente Credem

Alla scoperta della Pietra di Bismantova, sull'Appennino Reggiano

di 
Davide Chiari
22 Gennaio 2021

Da diversi anni, Touring Club Italiano mette a disposizione delle aziende la propria esperienza per concretizzare partnership efficaci che abbiano impatti positivi sui territori e le comunità, anche grazie a iniziative di volontariato di impresa. Negli anni scorsi i dipendenti di diverse aziende, affiancati dai soci volontari del Touring Club Italiano, hanno accolto cittadini e turisti nei luoghi Aperti per Voi; negli ultimi mesi, invece, per far fronte alla pandemia, è stato ideato un volontariato di impresa “social". 
 
A partecipare a quest'ultima formula, nel mese di dicembre 2020, alcuni dipendenti del Gruppo Credem: dopo un percorso formativo sul tema del viaggio e del racconto di viaggio, a loro è stato chiesto di realizzare un elaborato sul tema "Passione Italia". Come molti ricorderanno, "Passione Italia" è la campagna lanciata a marzo 2020 con la quale il Touring ha voluto contrapporre alla mappa del contagio la mappa della bellezza italiana; un invito per tutti a “viaggiare da casa”, per scoprire e riscoprire ciò che il Paese ha da offrire. In questo contesto abbiamo chiesto anche ai dipendenti di Credem di raccontarci la loro personale "Passione Italia": un luogo, un'esperienza, un momento da ricordare e da suggerire anche ai lettori. 

Ecco il contributo di Davide Chiari; tutti gli altri li potete trovare a questo link.



LE TRE S DELLA PIETRA DI BISMANTOVA
Storia, Sport e Spiritualità

di Davide Chiari

"montasi su in Bismantova e 'n Cacume
con esso i pie'; ma qui convien ch'om voli..."


La “Passione Italia” che voglio raccontare narra le bellezze storiche, geografiche, religiose e “sportive” di un luogo della mia terra: la Pietra di Bismantova

La Pietra di Bismantova è un bellissimo e particolare monte dell’Appennino Reggiano: una montagna senza cima, con grandi rocce strapiombanti, alta dai 700 ai 1000 metri sul livello del mare, maestosa, visibile e riconoscibile anche da lontano, che attrae, cattura e incanta. 

Non molto conosciuta nel circuito internazionale, secondo me la Pietra di Bismantova non ha niente da invidiare alla simile e ben più famosa Ayers Rock australiana. E trovo in questo senso che la campagna “Passione Italia” del Touring Club Italiano sia un fantastico strumento per dare visibilità alla nostra Italia e alle sue impareggiabili bellezze che come la Pietra di Bismantova non sono abbastanza conosciute.



La Pietra di Bismantova - foto Davide Chiari

SULLE ORME DI DANTE
Ho pensato di aprire il mio racconto con la Divina Commedia, perché Dante Alighieri, nel suo viaggio verso Luni (provincia de La Spezia), avvenuto storicamente nel 1306, ha incontrato la Pietra di Bismantova, e ne è rimasto talmente affascinato da salirci sopra per contemplarla, ammirarla e decidere di inserirla nel Canto IV del Purgatorio della Divina Commedia. Dante Alighieri descrive il Suo Purgatorio come un monte altissimo, che si erge come un’isola, i cui lati sono aspre balze rocciose e la cui sommità è uno spazio pianeggiante di 12 ettari... È bello pensare che Dante, durante il suo passaggio dalla Pietra di Bismantova, ebbe la visione della Pietra quale luogo fisico del Suo Purgatorio. 


La targa del piazzale intitolato a Dante - foto Davide Chiari

L’isolato massiccio ha uno spessore di circa 120 m e raggiunge l’altitudine di 1047 metri. Per lavoro viaggio per l'Appennino Reggiano e spesso mi trovo a contemplare la Pietra anche da lontano: mi viene dunque spontaneo ergere questa montagna quale stella polare di questo territorio, visto che da qualunque parte la si guardi si riconosce la sua sagoma e la sua maestosità. Da qualunque parte la osservi si scorge la sua inconfondibile sagoma di rupe imperiosa che spicca tra le morbide vallate, culla di un grande prodotto caratterizzante di questa terra, il Parmigiano Reggiano, altro elemento di un paesaggio appenninico unico e inconfondibile.

L’imperiosità della Pietra è definita dalle tre pareti di Sud, Est e Ovest che sono purissime pareti di rocce sporgenti e verticali; solo la parte nord non presenta rocce sporgenti ma una importante salita che permette di raggiungere la sommità - completamente pianeggiante - anche dai mezzi a motore (fino agli anni Settanta la sommità della Pietra era coltivata da contadini della zona). Nel suo insieme ci si trova di fronte a uno spettacolare prisma di roccia che sembra galleggiare sulle circostanti valli morbide e dolci. 



La Pietra di Bismantova vista dal parcheggio principale - foto Davide Chiari

TRA MAGIA E DEVOZIONE
La Pietra ha sempre esercitato un’attrazione magnetica sugli abitanti di Castelnovo ne’ Monti, il principale centro abitato dell’Appennino Reggiano sorto ai suoi piedi, tanto che qui esiste addirittura l’espressione dialettale “al mal d’la Preda” (il male della Pietra), una sorta di nostalgia e ossessione per la Pietra, che nelle leggende popolari è sempre luogo di magia e di fatti soprannaturali.

La montagna ha una grande importanza anche per la storia cristiana di questa terra: il rapporto fra gli abitanti locali e la Pietra è legato alla venerazione dell’effigie della Madonna del Latte, esposta nel santuario sorto alle pendici della rupe, luogo di devozione almeno fin dal XV secolo. La visita alla “Madonnina” era un pellegrinaggio (spesso senza scarpe), che partiva da Castelnovo, lungo l’antico sentiero, arrivava all’Eremo e si concludeva con l’ascesa alla sommità. Il primo eremo fu edificato nel 1617, quando era custodito dai monaci Benedettini; nella sagrestia sono ben conservati affreschi risalenti al XV secolo.


Il santuario ai piedi della rupe della Pietra di Bismantova - foto Davide Chiari

COME ESPLORARE LA PIETRA DI BISMANTOVA
Partendo dal grande parcheggio posto ai suoi piedi, basta seguire un facile sentiero per raggiungere la sommità della rupe: ci si mette circa 30 minuti. È veramente una bella passeggiata panoramica che tutti possono affrontare; il sentiero è caratterizzato da grandi pareti di roccia che lo fiancheggiano e che rendono il camminatore piccolo, indifeso quasi “sospeso”. Indescrivibile è l’arrivo alla sommità dove, come una marmotta che esce dalla sua tana, si apre davanti agli occhi del camminatore un’ampia radura pianeggiante, circondata dal vuoto delle vallate circostanti che accompagnano lo sguardo al crinale dell’Appennino tosco-emiliano. Una vertiginosa veduta che spazia a 360° e che ti fa sentire “in mezzo al cielo”.


Il sentiero che conduce alla sommità della Pietra di Bismantova - foto Davide Chiari

Non manca la possibilità di praticare attività sportiva. La Pietra di Bismantova può certamente considerarsi come la più interessante e completa palestra di roccia di tutta l’Emilia Romagna. Sulla sua arenaria si misurano ogni giorno arrampicatori di tutte le generazioni. La Pietra, infatti, offre diversi settori di arrampicata sportiva, buldering e slackline, nonché numerose vie lunghe, classiche e moderne, di ogni livello di difficoltà. Sono presenti inoltre, alcune vie ferrate per gli escursionisti più esperti e dotati di attrezzatura adeguata, che possono raggiungere la sommità attraverso percorsi suggestivi.

Attorno alla Pietra corre il lungo anello chiamato “al gir d’la Preda”, una strada asfaltata di circa 16 km che permette di vedere la rupe da tutte le angolazioni, di attraversare i borghi e i paesi di maggiore interesse, partendo da Castelnovo ne’ Monti e poi Carnola, Ginepreto, Vologno, Maro Casale, Campolungo. Questi borghi nascono con forte matrice rurale in una fascia verde di foraggere inframezzate a boschi, che ancora oggi ospita un’agricoltura di qualità (rinomate sono per esempio le latterie per la produzione del Parmiggiano Reggiano di montagna, l’essenza più raffinata e ricercata del Re del Formaggio). Tutto l’anello è molto apprezzato come percorso per passeggiate, bicicletta, mountain bike, skiroll, nordic walking e sopratutto per la corsa.

Per altre informazioni, sito web www.lapietraelabismantova.it.


Attività sportive sulla Pietra di Bismantova