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Verona: visita guidata a Palazzo Carli

Dove

Indirizzo evento: 
Verona
Palazzo Carli

Quando

Sabato 20 Ottobre 2018
ore 10,00

Ritrovo

Ora di ritrovo: 
ore 10,00 in via Roma 31 - Verona

Contatti

Organizzatore: 
CLUB DI TERRITORIO DI VERONA
Cellulare: 
3384537216
Indirizzo mail: 
verona@volontaritouring.it
Presenza guida: 

LE INIZIATIVE DEL CLUB DI TERRITORIO DI VERONA

 

Visita guidata

PALAZZO CARLI

 

Sabato 20 ottobre 2018

 

Tra la caduta della Repubblica di Venezia nel 1797 e l'annessione al Regno d'Italia nel 1866, Verona attraversò una fase della sua storia politico-amministrativa caratterizzata da continue variazioni di status.
La dominazione austriaca che iniziò il 14 ottobre 1814, costituì a prima vista un lungo periodo di stabilità amministrativa, soprattutto se paragonato alle peripezie e ai bruschi mutamenti dell'età napoleonica.

Verona divenne, con la nascita del Regno Lombardo-Veneto, la sede del Comando Generale della forza armata austriaca in Italia e fu a lungo il perno principale dell'organizzazione statale asburgica nella penisola.
Con il Congresso di Verona, tra l'ottobre e il dicembre del 1822 Verona fu anche l'effimera capitale della diplomazia europea. Il congresso doveva testimoniare il merito dell'Austria di aver riportato l'ordine in Italia cancellando le conseguenze dei moti liberali del 1820-21.

Il congresso riunì a Verona i sovrani di undici stati, nonché celebri nomi dell'esercito e capi di stato. Il congresso fu celebrato come un'era di nuovo splendore, le manifestazioni e i festeggiamenti si succedettero ininterrottamente per tutti e due i mesi della sua durata.

Nell'agosto del 1826 Verona diventava sede del Comandante in capo delle forze armate del Lombardo Veneto e ancor prima, centro logistico del sistema militare austriaco in Italia. Nacquero per tali esigenze numerose fabbriche di vestiario ed equipaggiamento per la truppa. La città scaligera ospitava uno dei più importanti ufficit ecnici: la Direzione Generale d'Artiglieria dell'Impero.

A Verona si concentrò quindi un numero imponente di caserme, ben 11, e divenne una città sempre più ad uso e consumo dei militari che lasciavano ben poco spazio all'autonomia locale.

Gli avvenimenti europei e nella Penisola del 1830-31: una nuova rivoluzione in Francia, il divorzio del Belgio dall'Olanda, la rivolta polacca, i moti dell'Italia centrale, suscitarono notevoli apprensioni a Vienna.
Fu nominato il generale Radeztky che diede il via alla immediata creazione di un valido sistema difensivo. Furono investite enormi risorse nella fortificazione di Verona che era stata lasciata dalle guerre dell'età napolenica con le mura in molte parti distrutte e inservibili.

 

Nel 1861 fu proclamata l'unità d'Italia. Cavour, dietro cessione di Nizza e della Savoia era riuscito a far accettare a Napoleone III l'annessione della Toscana e dell'Emilia Romagna che venne sancita da un plebiscito popolare.

Dall'altro lato, Garibaldi, alla testa delle sue mille camice rosse compiva la sua vittoriosa spedizione nel Regno delle Due Sicilie consegnando poi il territorio conquistato nelle mani del Re Vittorio Emanuele II. Anche il sud Italia veniva così ammesso al Regno Sabaudo.

Il Veneto tuttavia restava ancora saldamento sotto il dominio austriaco.
Per ottenere il Veneto, questa volta, il neonato Regno d'Italia guidato dal primo ministro La Marmora, succeduto nel frattempo a Cavour scomparso il 6 giurno del 1861, si alleò con con la Prussia. Anche il grande regno germanico, come l'Italia, aveva interesse a combattere l'Austia e a ridimensionarne l'influenza nella Confederazione Tedesca così da poter avviare un'unificazione nazionale.

Alleandosi con la Prussia, in caso di vittoria, il regno d'Italia avrebbe ottenuto il Veneto.

L'Austria, intimorita da questo attacco su più fronti, propose all'Italia la cessione del Veneto in cambio della neutralità che però venne rifiutata dando inizio alla campagna militare.

L'esercito e la marina italiana vennero però duramente sconfitti dagli austriaci, per mare a Lissa, e in terra di nuovo a Custoza, in territorio Veronese. Ad aggiungere alla drammaticità delle sconfitte, il fatto che quasi tutta la marina austriaca e parte dell'esercito fossero costituiti proprio da veneti.

Nonostante le sconfitte, grazie alla schiacciante vittoria prussiana nella battaglia di Sadowa, il Regno Italiano ottenne dall'Austria, tramite un passaggio formale alla Francia, la cessione del Veneto. La cerimonia protocollare di cessione del Veneto al Regno d'Italia fu firmata a Verona, a Palazzo Carli, sede del comando austriaco, dai generali Moering e Jacobs per parte asburgica, e dal generale Le Boeuf per la Francia.
L'annessione fu sancita da un plebiscito con risultato di 88.864 voti favorevoli e 5 contrari.

La partenza dell'esercito austriaco fu accompagnata da qualche tumulto e funestata dalla morte di Carlotta Aschieri, incinta al settimo mese, trafitta dalle baoionette dei soldati austriaci mentre beveva un caffé con il marito in un bar di piazza Bra.

Il 16 ottobre 1866 le truppe italiane entravano finalmente a Verona.

 

Altre informazioni utili: 

Informazioni e prenotazioni:

 

e-mail: verona@volontaritouring.it

Tel. 3384537216

 

 

PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA

(entro giovedi precedente la visita)

 

Ritrovo partecipanti: ore 10,00 in via Roma 31

 

Quota individuale di partecipazione:(per minimo 10 partecipanti)

  • Socio TCI     € 3,00
  • Non Socio    € 5,00  

 

La quota comprende: visita guidata

 

Accesso disabili: 

Vantaggio per i Soci

Vantaggi per i soci del Touring Club