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Venezia: mostra “Angelo Morbelli. Il poema della vecchiaia”

Dove

Indirizzo evento: 
Ca’ Pesaro Galleria Internazionale d’Arte Moderna, Santa Croce 2076, Venezia

Quando

Da Sabato 20 Ottobre 2018 a Domenica 6 Gennaio 2019
Dal 1 aprile al 31 ottobre 10 – 18. Dal 1 novembre al 31 marzo 10 – 17. Chiuso il lunedì

Contatti

Telefono di riferimento: 
041 721127
Indirizzo mail: 
capesaro@fmcvenezia.it
A distanza di oltre un secolo, con la mostra “Il poema della vecchiaia” viene ricomposto il ciclo pittorico di Angelo Morbelli, uno dei capolavori di questo maestro divisionista.
 
Nel 1901 Morbelli confida all’amico Giuseppe Pellizza da Volpedo la volontà di riaccostarsi al tema della vecchiaia, con l’esplicita intenzione di realizzare una vera e propria serie di dipinti.

Il risultato di questa nuova ricerca su un tema affrontato dal pittore fin dal 1883 viene presentato alla V Esposizione internazionale d’arte di Venezia del 1903. Il ciclo è composto da sei opere ed è intitolato "Il poema della vecchiaia". Le sei tele, "Il Natale dei rimasti", "Vecchie calzette", "Mi ricordo quand’ero fanciulla", "Siesta invernale", "Sedia vuota" e "I due inverni", appositamente realizzate dall’artista per l’esposizione veneziana, raffigurano gli ambienti del Pio Albergo Trivulzio di Milano, il maggiore ricovero per anziani indigenti della città.
 

Il pittore torna a dipingere e sperimentare entro le mura del ricovero, già ritratto in opere degli anni ottanta dell’Ottocento, ottenendovi uno spazio dedicato in cui allestire un atelier, condizione indispensabile per studiare da vicino i meccanismi psicologici insiti nella ritualità malinconica dei ricoverati.

Numerosi studi preparatori, disegni e fotografie testimoniano la rigorosa ricerca improntata alla tecnica divisionista, in cui luce e pigmenti vengono attentamente calibrati per produrre l’impressione luminosa.

Il recente rientro in Europa di “Vecchie calzette, unica tela del ciclo mai più comparsa in pubblico dal 1906, permette per la prima volta dalla mostra veneziana del 1903, di riunire i dipinti ricostruendone l’ordinamento originario a parete presentato nel 1903 nella Sala Lombarda del Palazzo dell’Esposizione ai Giardini.
 

La realizzazione del progetto all’interno di Ca’ Pesaro, che conserva una delle sei tele nella sua collezione acquisita alla V Esposizione internazionale ("Il Natale dei rimasti", acquistato per il museo nel 1903), riporta a Venezia un’opera chiave del grande artista e restituisce al pubblico e agli studiosi la visione del perduto Poema.
 
L'ALLESIMENTO
Il percorso espositivo si apre con una selezione di opere della collezione di Ca’ Pesaro, esposte alla Biennale del 1903 dove furono acquistate per la Galleria, insieme a "Il Natale dei rimasti".

Nella sala adiacente si ricrea la disposizione a parete del ciclo pittorico di Morbelli sulla base delle testimonianze fotografiche dell’allestimento del 1903, insieme a disegni preparatori e documenti d’archivio.
 
Nella medesima sala si trova il dipinto "Il ruscello" dello svedese Anders Zorn. Nella corrispondenza con il Segretario Generale dell’Esposizione Internazionale Romolo Bazzoni, Morbelli chiede di intercedere con la direzione della Galleria affinché la tela di Zorn fosse collocata accanto a "Il Natale dei rimasti" per fare un confronto tra differenti tecniche pittoriche.
 
BIOGRAFIA
L'artista Angelo Morbelli, nato nel 1853 ad Alessandria, non è stato sempre pittore. Inizia infatti la sua attività artistica nel campo musicale, che presto abbandona in quanto affetto da una sordità progressiva. Si dedica allora alla pittura, frequentando l'Accademia di Belle Arti di Brera dal 1867 come allievo di Giuseppe Bertini.
 
Comincia ad esporre a Milano e in seguito anche a Torino. I temi prediletti spaziano dalla storia al paesaggio. Nel 1880 grazie all'esposizione a Brera dell'opera "Goethe morente", diviene noto al grande pubblico.
 
A partire dal 1883 i temi pittorici di Morbelli si orientano verso l'interpretazione della realtà, in particolare comincia a rappresentare gli anziani del Pio Albergo Trivulzio. All'inizio degli anni ottanta sposa Maria Pagani (da cui ha quattro figli) che gli ispira molti quadri sul tema della maternità.
 
 
La tecnica del Morbelli comincia progressivamente ad adottare la scomposizione dei colori e intorno al 1890 abbraccia il Divisionismo e stringe amicizia con Leonardo Bistolfi e Giuseppe Pellizza da Volpedo.
 
Trascorre gli ultimi anni tra gli inverni milanesi e le estati in Val d'Usseglio, luoghi che continuarono a ispirarlo nella sua attività pittorica, fino alla morte nel 1919 a Milano.
 
 
Mostra a cura di Giovanna Ginex