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Venezia: conferenza "Il concetto del Karman e il ruolo del Guru nella religiosità induista"

Dove

Indirizzo evento: 
fondamenta delle Romite , Venezia
Istituto Canossiane

Quando

Sabato 25 Gennaio 2020
Ore 09,45 (fine verso le ore 13,00 c.a)

Ritrovo

Come arrivare: 

vaporetto da P.le Roma e/o  Treno:

  • linea 2:ferm.S. Basilio/Zattere 28’
  • linea 5.1: “          “              “     16’    
  • linea 6:da P. Roma a Zattere    12’   

A piedi da P.le Roma e/o Ferrovia:

  • via campo S. Margherita, poi campo S. Barnaba e da qui verso rio delle Romite
Ora di ritrovo: 
Ore 09,45 all’ingresso dell’Istituto Canossiane, fondamenta delle Romite

Contatti

Organizzatore: 
Tci Consoli di Venezia
Telefono di riferimento: 
dal 09/01 al 20/01 al: 327 5575292
Recapito di emergenza: 
Console: Donatella Perruccio Chiari 348 2660404 Vice-console: Giuseppe Mason 328 1377260
Console accompagnatore: 
Donatella Perruccio Chiari
Presenza guida: 
Guida dell'evento: 
prof. Antonio Rigopoulos
Referente: 
Donatella Perruccio Chiari

Visita TCI Venezia n. 02/20

 

Storia delle Religioni

 

Il concetto del Karman e il ruolo del Guru nella religiosità induista

 

25 gennaio 2020

 

Ore 10,00  Lezione del prof. Antonio Rigopoulos

 

Abstract lezione Hinduismo 2^

In sanscrito guru è un aggettivo che significa “pesante” e, per estensione, “importante”, “venerando” (lo si confronti col latino gravis o anche col sanscrito giri, “montagna”). Fin dalla Chāndogya Upanixad (VIII, 15, 1), il termine designa la persona degna di rispetto, “pesante [di prestigio]”, “pesante [di dignità]”: il padre e la madre, gli antenati, gli anziani, il sovrano, il maestro. Quest’ultimo, il maestro, assurge a guru per antonomasia. Il guru è colui che ha peso nelle nostre vite, che le fonda, che impartisce la sacra iniziazione (dikxā) attraverso un mantra o un insegnamento salvifico (upade.a). L’insegnamento può consistere tanto in un insegnamento verbale quanto nel silenzio ovvero in un semplice sguardo, in un gesto, anche in un tocco della mano o del piede.
L’incontro con un maestro autorevole è ritenuto essere una grazia indispensabile e il suo ruolo è insostituibile. È impossibile esagerare l’importanza del guru nelle religioni dell’India. In mancanza d’una autorità ecclesiale centrale, di istituzioni come la Chiesa in Occidente su cui si fondi il magistero, il guru è da sempre la guida autorevole, il punto di riferimento di ogni “tradizione” (sampradāya). Ogni indirizzo si riconosce nel ministero d’una successione ininterrotta di maestri, a partire dal fondatore: questa catena di trasmissione è la guru-paramparā. È l’esperienza personale del guru vivente che dirige e orienta ogni discepolo nella ricerca del fine ultimo, il mokxa, e che certifica o, eventualmente, reinterpreta i testi sacri. Egli incarna, attualizzandola, la verità eterna della .ruti e del Vedanta. Il guru non è semplicemente un uomo (o una donna) ma una manifestazione divina, un bolte cālte dev come anche oggi si usa dire in lingua hindi, ossia “Dio che parla e che cammina”. Nulla è più santo e autorevole del maestro, giacché il guru è colui (o anche colei: la gurvi) che ha realizzato nella sua vita la verità dell’Assoluto (Brahman) e che la svela, la comunica all’uomo. Ogni discepolo d’un guru sottoscriverebbe quanto dice Virgilio nell’Eneide: experto credite, “credete a chi ha provato”.

 

Profilo del prof. Antonio Rigopoulos

  • Professore ordinario di Indologia presso il Dipartimento di Studi sull’Asia e sull’Africa Mediterranea dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, dove insegna anche Lingua e letteratura sanscrita e Culture letterarie del Sudasia. E’ Presidente del Corso di Laurea Magistrale Inter-ateneo con l’Università di Padova in Scienze delle Religioni. Dirige la rivista Annali di Ca’ Foscari – Serie orientale. Le sue ricerche vertono principalmente sulle tradizioni ascetiche e devozionali del Maharashtra in età medievale e moderna (in specie il Dattasaṃpradāya), sull’istituto del guru e sulla traduzione annotata dal sanscrito di testi brāhmaṇici sulla rinuncia e la bhakti.
  • Tra i suoi lavori si segnalano: The Life and Teachings of Sai Baba of Shirdi. Albany, N.Y., State University of New York Press, 1993; Dattātreya: The Immortal Guru, Yogin, and Avatāra. A Study of the Transformative and Inclusive Character of a Multi-Faceted Hindu Deity. Albany, N.Y., State University of New York Press,1998; Hinduismo. Brescia, Queriniana, 2005; Guru. Il fondamento della civiltà dell'India. Con la prima traduzione italiana del 'Canto sul Maestro'. Roma, Carocci, 2009; The Mahānubhāvs. London - New York - Delhi, Anthem Press, 2011; "The Construction of a Cultic Center through Narrative: The Founding Myth of the Village of Puttaparthi and Sathya Sāī Bābā", in History of Religions, vol. 54, 2 (2014): 117-150.

 

Bhaktisiddhānta Sarasvatī Ṭhākura (1874-1973) gurù del paramparā del sampradāya kṛṣṇaita fondato da Caitanya nel XV secolo. Il segno che corre dalla fronte lungo il naso corrisponde al tilaka ed è un marchio che lo identifica come appartenente al suo sampradāya, esso è composto da argilla bianca detta gopīcandana proveniente dalla città di Dwarka, e rappresenta i due piedi di Kṛṣṇa (le linee parallele) che terminano con una foglia di Tulasī (Ocimum tenuiflorum) pianta sacra al dio e a lui offerta. I devoti al dio Kṛṣṇa disegnano dodici tilaka sul proprio corpo prima di avviare le attività devozionali quotidiane.

 

Altre informazioni utili: 

Quota di partecipazione:

Socio  TCI                 € 17,00

Non Socio                 € 19,00

 

Prenotazioni:

-  dal 09/01 al 20/01 

-  solo telefoniche al: 327 5575292

 

Tel. attivo il giorno della visita:

Console: Donatella Perruccio Chiari 348 2660404
Vice-console: Giuseppe Mason 328 1377260

 

La quota comprende:

docente, assicurazione infortuni/RCT

 

Modalità di pagamento e condizioni di partecipazione:

- prenotazioni, solo telefoniche
  lun.-ven: ore 9,30-12,30; 15,30-17,30
- pagamento entro 3 gg. dalla prenot. con bonifico all’IBAN:
  IT 73 Z 02008 36190 000104553985
  C/C intest.: G. Mason / D. Perruccio

 

condizioni di partecipazione:

- al momento della prenotazione si deve comunicare il numero di tessera TCI (valida) propria e dello accompagnatore ed il numero di cellulare;

- la visita è aperta a soci e non soci;

- un socio può portare un  accompagnatore non socio (se c’è disponibilità di posti);

- nel caso di mancata partecipazione, comunicata entro 3 gg. dall’evento, il socio può richiedere il rimborso della quota versata (detratte le spese) a condizione che possa essere sostituito;

- nel caso di eccedenza di iscrizioni  verrà aperta una lista di attesa, che seguirà, per essere evasa, l’ordine di arrivo delle prenotazioni.

- il non socio non accompagnato da un socio, potrà prenotare solo se non sia stato raggiunto il n° max previsto;

- il non socio avrà gli stessi diritti e lo stesso trattamento del socio.

 

Ora e luogo di ritrovo:

Ore 09,45  all’ingresso dell’Istituto Canossiane, fondamenta delle Romite

 

n° max partecipanti: 30

 

durata della visita: la visita nel corso della mattina (fine verso le ore 13,00 c.a)

 

accesso ai disabili:

 

pranzo: non previsto

 

Accesso disabili: 

Vantaggio per i Soci

Vantaggi per i soci del Touring Club