Scopri il mondo Touring
  • Viaggi
  • Eventi
  • Venaria Reale (To): mostra “Ercole e il suo mito”

Venaria Reale (To): mostra “Ercole e il suo mito”

Dove

Indirizzo evento: 
Reggia di Venaria, Piazza della Repubblica 4, Venaria Reale (To)

Quando

Da Giovedì 13 Settembre 2018 a Domenica 10 Marzo 2019
Fino al 14 ottobre: dal martedì al venerdì 10 - 18. Sabato, domenica e festivi 10 – 19. Dal 15 ottobre: dal martedì al venerdì 9 - 17. Sabato, domenica e festivi, 9 - 18. Chiuso tutti i lunedì. Aperture speciali: 1 e 6 gennaio.

Contatti

Telefono di riferimento: 
011 4992333
Le Sale delle Arti della Reggia di Venaria (Torino) ospitano la mostra “Ercole e il suo mito”, un’esposizione che illustra la figura dell’eroe mitologico greco, attraverso una selezione di oltre 70 opere, tra ritrovamenti archeologici, gioielli, opere d’arte applicata, dipinti, sculture e molto altro, dall’antichità classica al Novecento.

La rassegna acquista un particolare significato alla luce dei lavori di restauro (ancora in corso) della “Fontana d’Ercole”, punto focale del progetto secentesco dei Giardini della Reggia, un tempo dominati dalla "Statua dell’Ercole Colosso" del 1670, da cui inizia idealmente la visita.

La mostra, curata da un comitato scientifico presieduto da Friedrich-Wilhelm von Hase, illustra il mito dell’eroe greco e dei temi a esso legati, con un’ampia selezione di opere provenienti da istituzioni pubbliche e da collezioni private, capaci di coprire un arco cronologico che dall’antichità classica giunge fino al XX secolo.
 
REPERTI ARCHEOLOGICI
Il percorso alla Venaria si apre con una sezione che ripercorre l’origine del mito in epoca pagana, con una serie di ritrovamenti archeologici di grande pregio come vasi, anfore e coppe, realizzate nell’Attica (regione greca) tra il 500 e il 300 a.C., provenienti dall’Antikenmuseum di Basilea, che raffigurano diverse imprese canoniche dell’eroe.
 
Tra queste spiccano la monumentale anfora del Pittore di Berlino, una delle massime espressioni della ceramica ateniese e l’hydria (vaso per contenere l’acqua) attribuita al Gruppo dei Pionieri.
 
 
ESEMPI DALL'EPOCA ROMANA
La mostra prosegue con la parte che testimonia la diffusione della rappresentazione della leggenda erculea in ambito romano, con alcune statuette in bronzo o in terracotta, oltre a una testa colossale di Ercole in riposo, copia della seconda metà del I secolo a.C. di un’opera di Lisippo risalente al 320/310 a.C.
 
Interessanti sono anche il calco in gesso del gruppo bronzeo di “Ercole con la cerva di Cerinea” sempre di Lisippo dalla Skulpturhalle di Basilea e i due intonaci dipinti provenienti dall’Augusteum di Ercolano che raffigurano Eracle con il Cinghiale e con il Leone di Nemea.
 
 
A chiudere la sezione infine, si trovano due coppe in argento realizzate da Gianmaria Buccellati, sbalzate e cesellate con le fatiche di Ercole, le cui forme si ispirano a quelle di altrettanti scyphus (coppa) rinvenuti a Pompei nella casa del Menandro e di cui in mostra si possono vedere i passaggi di fabbricazione, ancor oggi identici a quelli antichi.

La mostra di Venaria analizza quindi il passaggio tra il mito pagano di Ercole e il recupero che ne fa il cristianesimo nel Medioevo, quando la figura del semidio dalla forza straordinaria e dal carattere esemplare è associata a quella del Salvatore, al punto che la discesa agli inferi di Ercole per strappare Alcesti a Thanatos, prefigura la discesa di Cristo nel Limbo per liberare le anime dei giusti, così come le sue vittorie contro gli animali mitologici annunciano la vittoria del Redentore sul demonio.
 
DIVERSI OGGETTI E MATERIALI
Dopo vasi e statue s’incontra un prezioso cofanetto in avorio, prodotto da una bottega di Costantinopoli (odierna Istanbul) nella prima metà dell’XI secolo, raffigurante l’eroe che strangola il leone e solleva Anteo, il gigante figlio di Poseidone e di Gea, proveniente dal Museo Archeologico nazionale di Cividale del Friuli.
 

Una sala della residenza sabauda è inoltre dedicata alla persistenza del mito di Ercole in capolavori di arte decorativa, come ventagli, elmi, boccali, coppe, cassoni, e altro. Qui spicca un prezioso e raffinato boccale tratto da un monoblocco di avorio proveniente dalla Kunstkammer dei granduchi di Baden.
 
DAL RINASCIMENTO AL SETTECENTO
La celebrazione dell’eroe invincibile prosegue in epoca moderna, attraverso opere pittoriche e plastiche del Rinascimento, come "L’Apoteosi di Ercole" (1539) del Garofalo, nel Seicento con la scultura di scuola romana di cui è un esempio l'"Ercole Fanciullo con il serpente" e nel Settecento con due manufatti in terracotta dorata di Lorenzo Vaccaro, forse committenze del vicerè spagnolo Don Gaspar de Haro.
 
Un focus è riservato a Gregorio de Ferrari, pittore del barocco genovese, qui per la prima volta con tutte le cinque grandi tele raffiguranti Ercole durante le sue più celebri fatiche e il momento in cui viene accolto nell’Olimpo, provenienti dalla Galleria Nazionale di Palazzo Spinola di Genova.
 
 
I GIARDINI E I PALAZZI
Particolarmente interessanti saranno gli approfondimenti che analizzano la presenza della statuaria erculea nei giardini e le piante a essa collegate, attraverso esempi che si ritrovano in parchi di residente private e palazzi aristocratici, come Palazzo Pitti a Firenze, Le Tuileries a Parigi, il Castello di Powis in Gran Bretagna, o La Venaria stessa e l’influenza che l’eroe ebbe nella storia dell’architettura, grazie ad un video-passeggiata.
 
 
La rassegna prosegue con una sezione dedicata alla città tedesca di Kassel che fa della gigantesca statua dell’eroe greco uno dei suoi simboli. Dal suo museo provengono alcuni cammei del Sei/Settecento e in questa occasione viene presentato un eccezionale filmato aereo della reggia e del parco, voluti da Guglielmo I d’Assia-Kassel.
 
IL MITO NEL CINEMA
Chiude idealmente l’esposizione una parte in cui è ricostruito un foyer cinematografico anni ‘50/60, in cui si vedono gli esempi del rifiorire negli ultimi decenni dell’interesse sul mito del grande Ercole, con i film del “peplo”, prodotti a Cinecittà e ad Hollywood, con attori come Giuliano Gemma o Arnold Schwarzenegger, senza tralasciare il mondo Walt Disney con i suoi disegni animati.
 

Vantaggio per i Soci

Biglietto ridotto per i soci del Touring Club Italiano