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Treviso: mostra “RE.USE. Scarti, oggetti, ecologia nell’arte contemporanea”

Dove

Indirizzo evento: 
Museo S. Caterina - ala Foffano e sala Ipogea, Piazzetta M. Botter 1. Museo Casa Robegan, via A. Canova 38. Ca’ dei Ricchi – Piano Nobile, via Barberia 25, Treviso

Quando

Da Sabato 27 Ottobre 2018 a Domenica 10 Febbraio 2019
Museo Santa Caterina 9 - 12.30/14.30 - 18 chiuso il lunedì. Ca' dei Ricchi 10 - 13/15 - 19 chiuso il lunedì. Casa Robegan 10 - 12.30/14.30 – 18 chiuso il lunedì

Contatti

Telefono di riferimento: 
339 6443542
Indirizzo mail: 
re.use@trevisoricercaarte.org
Treviso ospita la mostra “RE.USE. Scarti, oggetti, ecologia nell’arte contemporanea” composta da 87 opere di 58 artisti internazionali, dislocata in tre diversi spazi espositivi della città: il Museo di Santa Caterina, il Museo Casa Robegan e il piano Nobile di Ca’ dei Ricchi.

La mostra “RE.USE” traccia un viaggio nella storia dell’arte e nella cultura artistica, dal Novecento fino ai nostri giorni, per guardare in dettaglio come il tema del riuso è stato affrontato nelle varie decadi e dai vari artisti e come questo grande tema continua a produrre opere e a stimolare la creatività delle attuali generazioni, ricoprendo un ruolo attivo e propositivo per comunicare al pubblico valori socialmente rilevanti.

L'esposizione è realizzata per ammirare la nascita, l’evoluzione e lo stato attuale del concetto di riutilizzo con finalità etica ed estetica nel mondo dell’arte moderna e contemporanea.
 

GLI ARTISTI DEI PRIMI DEL ‘900
La mostra inizia dalle idee e dalle opere di artisti come Marcel Duchamp (1887-1968), Man Ray (1980 – 1976), Alberto Burri (1915-1995) e Piero Manzoni (1933-1963), senza le quali la distanza tra il museo e il mondo degli oggetti industriali e comuni sarebbe rimasta inalterata.

Grazie alla loro nuova visione dell’arte, che va contro l’estetica e la cultura dell’epoca, ciò che rende un artista tale non è l’abilità di manipolare la materia ma la sua capacità di creare nuovi significati.

Nel fare questo gli artisti dei primi del Novecento hanno utilizzato al posto della pittura i materiali e gli oggetti comuni: si pensi ad esempio all’orinatoio di Duchamp, ai sacchi di Burri o ai famosi barattoli di “Merda d’Artista” di Piero Manzoni.
 
Si tratta di un vero e proprio Ri.uso in quanto la funzione degli stessi oggetti viene modificata e destinata a tutt’altro utilizzo e altro valore.

GLI ANNI ‘60 E IL CONSUMISMO
Il tema dei rifiuti negli anni Sessanta si fa critica verso la società consumistica. Si comincia a intravedere la responsabilità sociale da parte degli artisti, che assumono un atteggiamento di opposizione a un sistema di spreco.

Il gruppo dei Nuovi Realisti francesi di cui facevano parte Mimmo Rotella (1918-2006) e i celebri Spoerri (1930), Arman (1928-2005), César (1921-1998) e Jean Tinguely (1925-1991) ha creato un movimento attorno a questa concezione.

Per questi artisti il riuso divenne un programma ideologico: etica ed estetica si sono fuse insieme proponendo un’arte non decorativa e di abbellimento, ma che veicola anche dei forti messaggi alla società.

Le opere qui hanno per oggetto materiali di uso comune: Spoerri assembla oggetti recuperati in mercatini e discariche, Mimmo Rotella incolla sulla tela pezzi di manifesti strappati per strada ed esegue anche assemblages e ready-made con oggetti di scarto come tappi di bottiglia, corde, ceste di vimini e pezzi di stoffa. Arman nelle sue opere accumula oggetti come scarpe, monete, orologi, pennelli, tubetti di colore ed altro.
 
DAGLI ANNI ’80 FINO AD OGGI
La consapevolezza ambientale e la coscienza ecologica degli anni Ottanta e Novanta è ormai diventata un leitmotiv dell’arte contemporanea. Artisti come Michelangelo Pistoletto (1933) e Damien Hirst (1965) hanno dato un contributo quasi iconico in questo contesto, aggiornando a oggi la lezione delle avanguardie storiche del Futurismo e del Dadaismo.
 

Si arriva ad una vera e propria rappresentazione della moderna coscienza ecologica nel 1999, con l’opera “Regina” realizzata da Enrica Borghi, una grande figura femminile nobile, interamente realizzata con bottiglie di plastica da riciclare.

Gli artisti contemporanei anticipano lo spirito dei tempi, sintetizzandone le dinamiche sociali e dando forma alle nuove tendenze che da queste scaturiscono. In questo contesto, l’arte contemporanea ha portato l’attenzione del pubblico sui temi della coscienza ecologica e della consapevolezza ambientale, ancor prima che venissero discusse dalla società moderna.

La nuova generazione di artisti nasce consapevole e capace di stimolare nuovi spazi di riflessione, in cui i temi dell’energia rinnovabile, dell’inquinamento, della gestione dei rifiuti e della sostenibilità ambientale vengono affrontati con approcci molto diversi.
 
 
GLI ARTISTI IN MOSTRA
Museo di Santa Caterina: Arman, Lewis Baltz, Hans Bellmer, Remo Bianco, Christian Boltanski, Enrica Borghi, Alberto Burri, Cesar, Henri Chopin, Christo, Claudio Costa, Cracking Art, Tony Cragg, Marcel Duchamp, Raymond Hains, Thomas Hirschhorn, Damien Hirst, Edward Kienholz, Jannis Kounellis, Armando Lulaj, Urs Luthi, Man Ray, Piero Manzoni, Fabio Mauri, Paul McCarthy, Vik Muniz, Gina Pane, Giuseppe Penone, Michelangelo Pistoletto, Robert Rauschenberg, Mimmo Rotella, Arcangelo Sassolino, Salvatore Scarpitta, Kurt Schwitters, Daniel Spoerri, Jean Tinguely, Ben Vautier.

Museo Casa Robegan: Giovanni Albanese, Alek O, Stuart Arends, Matteo Attruia, Francesco Bocchini, Enrica Borghi, Cracking Art, Peter Fischli & David Weiss, Flavio Favelli, Giuseppe La Spada, Margaret Majo, Antonio Riello, Silvano Tessarollo.

Ca’ dei Ricchi: Marco Andrighetto, Michele Bazzana, Marco Bolognesi, Jiri Kovanda, Jonathan Monk, Giovanni Morbin, Pratchaya Phitong, The Cool Couple, Luca Vitone.
 

Mostra a cura di Valerio Dehò

Vantaggio per i Soci

Biglietto ridotto per i soci del Touring Club Italiano