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Trevico (AV) il borgo più antico della Baronia, il più alto della Campania

Dove

Indirizzo evento: 
via Lungarella 9 - 83058 Trevico (AV)
Trevico

Quando

Sabato 13 Luglio 2019
giornata intera

Ritrovo

Come arrivare: 

- Ore 10.00 : Raduno dei partecipanti (mezzi propri) presso il ristorante Prestige - via Lungarella 9 - 83058 Trevico (AV). 

Ora di ritrovo: 
ore 10

Contatti

Organizzatore: 
Tci Club di Territorio Paesi dell'Irpinia
Indirizzo mail: 
pietro.mitrione@gmail.com
Recapito di emergenza: 
Pietro Mitrione 328.8477535
Console accompagnatore: 
Pietro Mitrione
Presenza guida: 
Guida dell'evento: 
a cura dell’Amministrazione Comunale di Trevico

Trevico: è un comune italiano di circa 1000 abitanti della provincia di Avellino in Campania. È il comune della regione posto alla maggior altitudine, nonché l'unico con la sede comunale situata oltre i 1.000 m s.l.m. 
Situato nell'Appennino campano, Trevico è il paese più antico e più alto della Baronia. Ribattezzato "il balcone dell'Irpinia", con i suoi 1.094 metri di altitudine è anche il comune più elevato dell'intera regione. 
Dal centro storico la visuale è assai ampia, tanto sulla vicina valle dell'Ufita quanto verso il Tavoliere delle Puglie; è inoltre possibile scorgere i due mari. Le pendici del rilievo su cui sorge Trevico sono rivestite da fitti castagneti. 
Il toponimo Trivicum è attestato fin dall'epoca romana, sebbene nel Medioevo venisse preferita la forma abbreviata Vicum. In quanto all'etimologia vi sono due diverse spiegazioni. Secondo una prima ipotesi, si chiama così perché formato anticamente dall'unione di tre borghi (vici in latino). Una teoria alternativa vorrebbe che il nome Trevico derivi dal culto della Dea Trivia (altro nome di Diana) cui era dedicato, proprio su quel monte, un tempio. 
Benché attestato fin dall'epoca romana, il centro urbano di Trevico sorse nell'alto Medioevo. Quasi tutti i comuni della Baronia erano in origine casali di Trevico, che nel Medioevo era detta semplicemente Vicum. 
Cattedrale. Dedicata a Santa Maria Assunta, fu edificata fra il V e il VI secolo, con pianta a croce greca. Tuttavia nell'XI secolo, allorquando Trevico fu eretta a sede vescovile, l'edificio fu profondamente modificato tanto che l'ingresso principale venne ricavato nel corpo del campanile. Ingrandita nel Cinquecento, venne gravemente lesionata durante il terremoto e poi nuovamente a causa del sisma del 1702. Dopo lunghi lavori di ristrutturazione, patì gravi danni per effetto del terremoto del 1732. Rimodernata a fine Ottocento, venne ancora una volta danneggiata dal terremoto dell'Irpinia del 1980, cui seguì l'ennesimo restauro. Dichiarata monumento nazionale, custodisce le reliquie di Sant'Euplio.
Cripta. Situata nei sotterranei della Cattedrale, ma provvista di ingresso autonomo, è di origine assai antica (il portale in stile gotico porta la data del 1409). A seguito di restauri eseguiti nel XX secolo, furono rinvenuti un altare sacrificale, due statue lignee della Madonna della Libera, tracce di affreschi (forse realizzati da allievi napoletani di Giotto) oltre a statue e dipinti antichi. La cripta è fornita di una serie di lucernari e orientata in modo tale da consentire l'illuminazione naturale. 
Castello. Il castello di Trevico si ergeva sul punto più alto del paese, in posizione ottimale per la difesa. Già esistente all'epoca della dominazione normanna, quando vi risiedeva Gradilone signore di Trevico e della Baronia, il castello divenne poi la dimora dei feudatari locali. Progressivamente abbandonato a partire dal XV-XVI secolo, cadde rapidamente in rovina. Di esso rimangono soltanto alcune cortine murarie munite di finestroni e i resti di una torre in stile aragonese. 
Palazzo Scola. È questa la casa in cui il regista Ettore Scola nacque (nel 1931) e trascorse la prima infanzia. Ubicato fra i vicoli del centro storico in posizione assai panoramica, conserva molti degli elementi stilistici e decorativi originari. Ristrutturato dopo i danni patiti a seguito del sisma del 1980, nel 2003 venne donato dalla famiglia Scola al comune di Trevico. Pur avendo risieduto stabilmente a Roma, Ettore Scola mantenne sempre legami molto stretti con il borgo d'origine, il cui nome compare anche nel titolo di un film ("Trevico-Torino - Viaggio nel Fiat-Nam", girato nel 1973).

Altre informazioni utili: 

Programma
- Ore 10.00 : Raduno dei partecipanti (mezzi propri) presso il ristorante Prestige - via Lungarella 9 - 83058 Trevico (AV). 
- Ore 10.15 : Visita guidata al centro storico di Trevico. 
- Ore 13.30: Pranzo presso il ristorante Prestige - al costo di 20 euro a persona - prenotazione a carico dei singoli partecipanti - per prenotare telefonare al numero 349.1491020 - con il seguente menù: Antipasto tradizionale (crudo, capicollo, soppressata, pancetta, caciocavallo, ricotta, ciliegina, bruschetta, sott’oli, etc.), Zuppa di fagioli e verza, Cavatelli al sugo di noci, Tagliatelle allo scarpariello, Stinco di maiale al forno con purea di patate, Migliaccio napoletano, acqua minerale, vino Aglianico e caffè. 
- Ore 16.00 : Termine della manifestazione. 
Quota di partecipazione: per il pranzo presso il ristorante Prestige 20 euro a persona 
Prenotazioni: esclusivamente a mezzo email : pietro.mitrione@gmail.com 
Trasporti: mezzi propri 
Volontario Touring accompagnatore e telefono attivo il giorno della visita: Pietro Mitrione 328.8477535 
Guida: a cura dell’Amministrazione Comunale di Trevico 
Partecipanti: max 40 persone 
La quota comprende : La visita guidata come descritta, il pranzo, l’assistenza del console, le assicurazioni per la responsabilità civile. 
Modalità di pagamento e condizioni di partecipazione: 
Per il pranzo, la prenotazione presso il ristorante e il relativo pagamento è a cura dei singoli partecipanti. 
Le prenotazioni sono aperte. 
Il Volontario Touring Accompagnatore ha la facoltà di variare l’itinerario. 
La manifestazione si effettua anche in caso di pioggia. Il Club di Territorio Paesi d’Irpinia del Tci si riserva il diritto di accettare o meno la prenotazione. 
Manifestazione organizzata per i soci e gli amici del Tci e soggetta al regolamento della Commissione regionale consoli della Campania.
Sono ammessi i non soci perché possano constatare la qualità e l'interesse delle nostre manifestazioni e quindi associarsi.