Scopri il mondo Touring
  • Viaggi
  • Eventi
  • Torre del Greco (NA): Villa delle Ginestre e Camaldoli

Torre del Greco (NA): Villa delle Ginestre e Camaldoli

Dove

Indirizzo evento: 
Via Villa delle Ginestre, 19, 80059 Torre del Greco NA
Torre del Greco (NA): Villa delle Ginestre e Camaldoli

Quando

Sabato 7 Aprile 2018
dalle ore 9.30 alle ore 13

Ritrovo

Come arrivare: 

- 9.30 – ritrovo dei partecipanti (con auto propria) davanti l’ingresso di Villa delle Ginestre - via Villa delle Ginestre - Torre del Greco;
Per chi non intende raggiungere Villa delle Ginestre in auto è possibile utilizzare la Circumvesuviana, stazione Villa delle Ginestre, che dista circa 500 metri dalla Villa di Leopardi. L’utilizzo della Circumvesuviana deve essere indicata nel momento della prenotazione della visita in modo da organizzare il trasferimento in auto dalla stazione a Villa delle Ginestre con le auto dei soci 

Ora di ritrovo: 
ore 9.30

Contatti

Organizzatore: 
Tci Club di Territorio di Napoli
Indirizzo mail: 
napoli@volontaritouring.it
Recapito di emergenza: 
335.6655767 (Paola Russo)
Console accompagnatore: 
Paola Russo, console del Touring
Presenza guida: 
Guida dell'evento: 
a cura dell’Ente Ville Vesuviane

Visita in esclusiva per i soci e gli amici del Tci a Torre del Greco, città famosa nel mondo per la lavorazione artigianale del corallo, del cammeo e della madreperla. Visita guidata alla villa dove Giacomo Leopardi trascorse l’ultima stagione della sua vita e dove compose la celebre lirica, da cui la villa ha preso il nome, e alla chiesa di S. Michele Arcangelo, di origine settecentesca, con stupendo panorama dai Camaldoli (Colle di Sant’Alfonso) sul Golfo di Napoli.
Villa delle Ginestre: alle falde del Vesuvio, in una splendida posizione panoramica dominata da un lato dalla possenza del vulcano e dall’altro dal Golfo di Napoli, si erge Villa delle Ginestre, la dimora rustica che vide ospite l’illustre poeta Giacomo Leopardi.
La villa venne edificata sul finire del ‘600, allorquando il canonico Simioli, il primo proprietario, volle destinarla a residenza estiva. A Villa delle Ginestre il Simioli invitò spesso personalità di spicco della cultura napoletana, tra cui Bernardo Tanucci, Ministro delle Finanze di Ferdinando IV di Borbone, e Luigi Vanvitelli, che realizzò il disegno della scala che dal piano terra conduce al piano superiore della Villa.
In seguito, la residenza venne ereditata dalla nipote di Giuseppe Simioli, Margherita, la quale sposò Diego Ferrigni. Dal matrimonio nacque Giuseppe Ferrigni, che nel 1826, sposò Enrichetta Ranieri, sorella di Antonio, amico intimo di Leopardi. È in questo momento che i destini della Villa si incrociano con quelli del poeta: il Ferrigni, vista la salute cagionevole del poeta e la mitezza del clima dal quale avrebbe tratto beneficio, mise a disposizione del Leopardi la propria dimora, animando per lui anche un circolo letterario.
Qui il poeta compose due tra le liriche più ispirate, “La Ginestra” ed “Il Tramonto della luna”. Circa dieci anni dopo la morte del Leopardi, avvenuta il 14 giugno del 1837, la Famiglia Ferrigni si trasferì a Napoli e la villa riprese la sua funzione di residenza estiva. Nel 1897 il nipote di Giuseppe Ferrigni sposò Adelaide Leopardi pronipote del Poeta, e condusse la giovanissima sposa a Torre del Greco. Qui una violenta forma di febbre tifoidea spense Adelaide e il marito lasciò la villa in eredità al nipote,  Antonio Carafa, nel 1907. Quest’ultimo la ristrutturò, creando il porticato sui tre lati che sorregge la terrazza superiore, conferendole l’aspetto che noi oggi contempliamo.
Nel 1937, alla presenza del re Vittorio Emanuele III di Savoia, Villa delle Ginestre divenne monumento nazionale per aver ospitato l’insigne Poeta Recanatese, con l’apposizione di una lapide commemorativa.
Dal 1962 l’Università Federico II di Napoli ha acquisito la  proprietà della Villa, affidandone la gestione all’ente per le Ville Vesuviane, ora Fondazione, che ha provveduto ad allestire un percorso museale e multimediale per una più coinvolgente visita della dimora.
La collina dei Camaldoli e la Chiesa di s.Michele Arcangelo: chi guarda il Vesuvio dall’autostrada Napoli - Pompei o da un qualsiasi punto del Golfo nota - all’altezza di S. Maria la Bruna, frazione di Torre del Greco - una ridente collina, alta 185 metri, di origine vulcanica, che addolcisce con il suo verde declino l’arida, imponente mole del Vulcano. In cima, una bianca chiesa barocca e un’austera costruzione color terra bruciata: è la collina dei Camaldoli di Torre del Greco, ribattezzata Colle S. Alfonso.
Nel secolo V la collina assunse il nome di Monte Sant’Angelo per scongiurare le minacciose devastazioni del Vesuvio e proteggere la sottostante Torre del Greco. Nel 1400 si ha notizia di un tempietto con un romito che lo teneva in custodia e di un piccolo casamento che serviva da lazzaretto in occasione di morbi contagiosi.
Nel 1577 il piccolo santuario fu affidato agli eremiti Camaldolesi che ben presto si guadagnarono la stima e la venerazione del popolo e della potente famiglia Carafa.
Nel 1602 cominciarono i lavori di costruzione di un nuovo eremo ed è in questo periodo che Monte Sant’Angelo cominciò a chiamarsi Camaldoli. La devozione a S. Michele continuò ad essere coltivata dai Camaldolesi.
Nel 1714 cominciò la costruzione della foresteria, della biblioteca, dell’infermeria e del refettorio mentre nel 1741 fu edificata la nuova chiesa, quella attuale.
Dopo la soppressione degli ordini monastici nel 1826 i Camaldolesi ripresero possesso dell’eremo.
Nuova perdita da parte dei Camaldolesi nel 1867, dopo le nuove leggi del Regno d’Italia: il colle rimase per alcuni anni di proprietà demaniale. Quindi fu comprato da privati, prima dall’on. Federico Capone, poi dal barone russo Carlo Pontus de Knorring, quindi dall’ing. Antonio Amodio, infine, nel 1943, dalla baronessa tedesca Maria Ursula von Stohrer.  Nella seconda guerra mondiale la collina vide la presenza prima del comando tedesco poi degli alleati e per questo fu pesantemente bombardata.
Nel 1954 i Missionari Redentoristi (Sant’Alfonso Maria de Liguori) acquistarono il colle dalla baronessa tedesca e diedero avvio a numerosi lavori di ristrutturazione e di ampliamento. La collina assumeva il nuovo nome di Colle Sant’Alfonso.
Monte Sant’Angelo, Camaldoli e Colle di Sant’Alfonso: in questi tre nomi è racchiusa la storia di questa sacra collina.

Altre informazioni utili: 

Programma di massima
- 9.30 – ritrovo dei partecipanti (con auto propria) davanti l’ingresso di Villa delle Ginestre - via Villa delle Ginestre - Torre del Greco;
Per chi non intende raggiungere Villa delle Ginestre in auto è possibile utilizzare la Circumvesuviana, stazione Villa delle Ginestre, che dista circa 500 metri dalla Villa di Leopardi. L’utilizzo della Circumvesuviana deve essere indicata nel momento della prenotazione della visita in modo da organizzare il trasferimento in auto dalla stazione a Villa delle Ginestre con le auto dei soci Touring del posto;
- 10.00 - visita guidata a Villa delle Ginestre;
- 11.30 - trasferimento (con le auto dei partecipanti) al Colle di Sant’Alfonso, che dista circa 500 metri da Villa delle Ginestre;
- 12,00 - visita guidata al Colle di Sant’Alfonso;
- 13,00 - fine della manifestazione.
É necessaria la prenotazione presso il Club di Territorio di Napoli inviando una email a: 
napoli@volontaritouring.it
Prenotazioni dal 1° marzo 2018. 
- Trasporti: mezzi propri
- Volontario Tci Accompagnatore: Paola Russo, console del Touring
- Guida: a cura dell’Ente Ville Vesuviane
- Numero max partecipanti: 30 persone
- Quote: la manifestazione è gratuita per i soci e gli amici del Tci. 
- Per la visita guidata a Villa delle Ginestre il costo del biglietto di ingresso è pari a 5,00 euro.
I soci e gli amici del Tci regolarmente iscritti alla manifestazione sono coperti da apposita polizza assicurativa per la responsabilità civile.
Il Volontario Touring accompagnatore ha la facoltà di variare l’itinerario.
La manifestazione si effettua anche in caso di pioggia.
Il Club di Territorio di Napoli del Touring Club Italiano si riserva il diritto di accettare o meno la prenotazione.
Manifestazione organizzata per i soci e gli amici del TCI e soggetta al regolamento della Commissione regionale consoli della Campania.
Sono ammessi i non soci perché possano constatare la qualità e l'interesse delle nostre manifestazioni, e quindi associarsi.