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Torino: mostra “I Macchiaioli. Arte italiana verso la modernità”

Dove

Indirizzo evento: 
GAM - Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea, via Magenta 31, Torino

Quando

Da Venerdì 26 Ottobre 2018 a Domenica 24 Marzo 2019
Da martedì a domenica 10 – 18. Lunedì chiuso

Contatti

Telefono di riferimento: 
+39 011 4436907
Gli antefatti, la nascita e la stagione iniziale e più felice della pittura macchiaiola, ossia il periodo che va dalla sperimentazione degli anni Cinquanta dell’Ottocento ai capolavori degli anni Sessanta, sono i protagonisti della mostra alla GAM - Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino.

La mostra “I Macchiaioli. Arte italiana verso la modernità”, organizzata e promossa da Fondazione Torino Musei, GAM Torino e 24 ORE Cultura – Gruppo 24 ORE, vede la collaborazione dell’Istituto Matteucci di Viareggio e presenta oltre 80 opere provenienti dai più importanti musei italiani, enti e collezioni private, in un racconto artistico sulla storia del movimento, dalle origini al 1870, con confronti con i loro contemporanei italiani. Si valorizza il dialogo artistico tra Toscana, Piemonte e Liguria nella ricerca sul vero.

L’esperienza dei pittori macchiaioli ha costituito uno dei momenti più significativi della volontà di rinnovamento dei linguaggi figurativi, divenuta prioritaria alla metà dell’Ottocento.
È a Firenze che i giovani frequentatori del Caffè Michelangiolo mettono a punto la ‘macchia’. Questa coraggiosa sperimentazione porta ad un’arte italiana “moderna”, che ha proprio a Torino (nel maggio del 1861) la sua prima affermazione.
 
Negli anni della sua proclamazione a capitale del Regno d’Italia, Torino vive una stagione di fermento culturale. È proprio a questo periodo, nel 1863, che risale la nascita della collezione civica d’arte moderna (l’attuale GAM) che ha il compito di documentare l’arte allora contemporanea.
 

A intessere un dialogo con la pittura macchiaiola è la prestigiosa collezione ottocentesca della GAM, che favorisce un’inedita occasione di studio. Un’attenzione particolare viene restituita ad Antonio Fontanesi, nel bicentenario della nascita, agli artisti piemontesi della Scuola di Rivara (Carlo Pittara, Ernesto Bertea, Federico Pastoris e Alfredo D’Andrade) e ai liguri della Scuola dei Grigi (Serafino De Avendaño, Ernesto Rayper), individuando nuovi e originali elementi di confronto con la pittura di Cristiano Banti,Giovanni Fattori, Telemaco Signorini, Odoardo Borrani, protagonisti di questa cruciale stagione artistica.
 
GLI ARTISTI
Il percorso prende il via con il racconto della formazione dei protagonisti, dalle opere di pittori e maestri accademici di gusto romantico o purista, come Giuseppe Bezzuoli, Luigi Mussini, Enrico Pollastrini, Antonio Ciseri, Stefano Ussi, ai futuri macchiaioli come Silvestro Lega, Giovanni Fattori, Cristiano Banti, Odoardo Borrani. Attraverso il confronto delle opere viene qui evidenziata la loro educazione tradizionale, rispettosa dei grandi esempi rinascimentali.
 

In questa cornice, si presenta al pubblico il dialogo che sospinge alcuni artisti tra Piemonte, Liguria e Toscana a condurre le ricerche “sul vero”. Sono anni di sperimentazione in cui le ricerche sul colore-luce condotte en plein air creano un comune denominatore tra pittori legati in gruppi e cenacoli, di cui l’esempio più noto è quello dei Macchiaioli toscani.
 
LA MACCHIA
Si affronta quindi la sperimentazione della macchia applicata al rinnovamento dei soggetti storici e di paesaggio, con opere degli anni Cinquanta e dei primi Sessanta, durante i quali talvolta gli amici si trovano vicini a dipingere lo stesso soggetto da angolature simili, così da evidenziare il loro percorso comune e il proficuo dialogo intessuto in quegli anni di profondi mutamenti non solo artistici, ma politici e culturali.

A seguire si propongono le scelte figurative dei Macchiaioli dall’Unità d’Italia a Firenze capitale e gli ambienti in cui maturò il linguaggio macchiaiolo, dalle movimentate estati trascorse a Castiglioncello, nella tenuta di Martelli, ai pomeriggi autunnali e primaverili a Piagentina, nell’immediata periferia fiorentina, ove gli artisti si erano ritirati a lavorare al riparo dalle trasformazioni della Firenze moderna, accentuate dal 1865 dal suo ruolo di capitale dell’Italia unita.
 
 
LE RIVISTE
L’ultimo capitolo del viaggio affianca alle opere l’esperienza di due riviste, il “Gazzettino delle Arti del Disegno” pubblicata a Firenze nel 1867 e l’”Arte in Italia”, fondata due anni dopo a Torino e che accompagna le vicende artistiche italiane sino al 1873. Sulle colonne del “Gazzettino” Martelli, Signorini e altri critici presentano il loro sensibile spirito di lettura nei confronti delle espressioni contemporanee europee e la consapevolezza di una ulteriore svolta evolutiva della pittura, che si lascia alle spalle il glorioso linguaggio della macchia, che a quel punto, mostrava di aver compiuto il suo ruolo innovatore.
 
Quello che la mostra restituisce è quindi l’occasione non solo per ammirare capolavori assoluti della pittura macchiaiola, ma permetterne una migliore comprensione sottolineando il dialogo che ha unito gli artisti di varie parti d’Italia nella ricerca tesa alla modernità.

Mostra a cura di: Cristina Acidini, Virginia Bertone

Vantaggio per i Soci

Biglietto ridotto per i soci del Touring Club Italiano